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In missione in Italia, ecco l'intervista con Pedro Medrano Rojas, coordinatore ONU per l'emergenza colera ad Haiti

Pedro Medrano Rojas

Nonostante gravi vincoli finanziari e infrastrutturali, l’impegno di Haiti e dei suoi partner è riuscito a ridurre drasticamente il numero di casi di colera segnalati nel paese - da un picco di oltre 350.000 casi nel 2011 a circa 28.000 nel 2014.

La persistenza del colera ad Haiti è dovuta principalmente alla mancanza di accesso all'acqua potabile e servizi igienico-sanitari efficienti, e malgrado da questo punto di vista siano stati raggiunti notevoli miglioramenti, nella piccola nazione caraibica ancora non è stata debellata la maggiore epidemia di colera dell'emisfero occidentale. Dall'ottobre 2010 a oggi l'epidemia di Haiti ha colpito circa 725.600 persone e ne ha uccise oltre 8.800.

L'ONU ha lavorato con il governo haitiano e altri partner sul campo per affrontare la malattia, contribuendo inoltre a rafforzare l'infrastruttura idrica e fognaria e il sistema sanitario. Nel dicembre 2012, il Segretario Generale Ban Ki-moon ha lanciato un'iniziativa per l'eliminazione del colera ad Haiti e nella Repubblica Dominicana che si concentra sulla prevenzione, il trattamento e l'educazione. L'iniziativa sostiene una campagna esistente – conosciuta come Iniziativa per l'eliminazione del colera nell'isola di Hispaniola fondata dai presidenti dei due paesi.

A guidare il progetto delle Nazioni Unite è il cileno Pedro Medrano Rojas, Coordinatore dell'Emergenza Colera ad Haiti. Con sede a New York, il veterano diplomatico ha il compito di garantire che il sistema delle Nazioni Unite ottimizzi le risorse e le azioni a sostegno del piano nazionale. Medrano ha parlato con il News Centre dell'Onu alla vigilia della partenza per un tour in molti Paesi per aggiornare i donatori sugli ultimi sviluppi e sollecitare un costante sostegno per conseguire l'obiettivo di eliminare il colera.

ONU News Centre: sta per intraprendere un tour internazionale. Qual è lo scopo di questo viaggio e di quali paesi visiterà?

Pedro Medrano Rojas: per le Nazioni Unite, l'epidemia di colera ad Haiti è una priorità. E' forse l'epidemia peggiore dell'emisfero occidentale. Perciò quello che adesso ci serve ora è aumentare la consapevolezza e il supporto per il nostro impegno col governo di Haiti, per eliminare il colera... La comunità internazionale, dopo tutti gli investimenti, deve capire che non possiamo dimenticare proprio ora questa grave epidemia che sta colpendo migliaia di persone.

ONU News Centre: quali paesi andrà a visitare?

Pedro Medrano Rojas
: sto programmando di visitare Cuba. Quindi visiterò la Spagna e altre capitali europee, tra cui Roma, per aggiornare sulla situazione ad Haiti. Credo che la comunità internazionale, in particolare i paesi che ho intenzione di visitare, siano stati estremamente generosi con gli sforzi nei confronti di chi sta lavorando per Haiti, e perciò penso che ora sia importante organizzare un incontro per aggiornarli sulla situazione, per informarli riguardo le sfide che dobbiamo affrontare ad Haiti.

ONU News Centre: parlando di sfide, la comunità internazionale si è trovata di fronte a emergenze come l'epidemia di ebola in Africa Occidentale. In che entità ha colpito i fondi e le risorse per combattere il colera ad Haiti?

Pedro Medrano Rojas: credo che anche l'epidemia di ebola in Africa occidentale sia stata un'importante sfida per le Nazioni Unite e l'intera comunità internazionale. Non vi è dubbio che, soprattutto nell'ultimo anno, l'attenzione della comunità internazionale si sia focalizzata su come monitorare ed eliminare l'ebola. Ma al tempo stesso, l'epidemia di colera ad Haiti è stata oscurata in qualche modo da altre crisi in tutto il mondo. Quello che vorremmo fare è ricordare alla comunità internazionale quanto sia importante mantenere vivo il nostro impegno, soprattutto in questo periodo, perché nell'ultimo mese ad Haiti si è verificato un aumento dei casi. [Vogliamo] inoltre ricordare loro che, malgrado l'ebola sia importante, anche questa epidemia... merita la stessa attenzione da parte della comunità internazionale.

ONU News Centre: lei crede che la crisi di ebola abbia provocato una diminuzione dei fondi per l'epidemia di colera ad Haiti?

Pedro Medrano Rojas
: penso che non sia solo a causa della reazione che abbiamo in Africa occidentale. Credo che abbiamo davvero tante crisi nel mondo e ci troviamo di fronte a richieste concorrenti. Ma penso che l'importante oggi sia ricordare alla comunità internazionale di non trascurare l'epidemia di colera ad Haiti. Questo è lo scopo principale. Non siamo in competizione con l'ebola. Penso che ogni emergenza meriti il sostegno della comunità internazionale. Ma non credo esista alcuna giustificazione nel mondo di oggi, dove ci sono migliaia di persone colpite e che addirittura muoiono di colera - una malattia che può essere curata, e che non è per forza mortale se non è trattata in modo tempestivo.

ONU News Centre: passando alla situazione ad Haiti, con tutti gli impegni intrapresi dalle Nazioni Unite e dai partner internazionali, come potrebbe descrivere lo stato attuale dell'epidemia nel paese? Potremmo parlare di qualche progresso?

Pedro Medrano Rojas: certo, penso che siano stati fatti dei progressi. L'anno scorso abbiamo avuto 28.000 nuovi casi di colera. Se lo confrontiamo con gli anni precedenti - 2013 e 2012 - in quegli anni, abbiamo avuto oltre 60.000 casi all'anno. Prima abbiamo avuto più di 100.000 nuovi casi di colera. Quindi sono stati fatti progressi. Ma dobbiamo capire che ad Haiti le infrastrutture idriche e igienico-sanitarie e anche le infrastrutture sanitarie sono molto deboli. Ci vorranno anni per avere sistemi efficienti, in particolare acqua e servizi igienici. Haiti è forse il paese con la più bassa copertura di acqua e servizi igienico-sanitari in tutta la regione latinoamericana. Bene, questo è il motivo per cui il governo ha avviato questo piano nazionale per l'eliminazione di colera ad Haiti. Non c'è dubbio che siano stati compiuti progressi.

Però al tempo stesso dobbiamo anche ricordare che questa epidemia sta colpendo la parte più povera della società, soprattutto durante la stagione delle piogge perché, quando comincia la stagione delle piogge, si verifica un aumento dei nuovi casi di colera. Ma dobbiamo anche essere preparati. Questo è il motivo per cui abbiamo un duplice approccio. Mentre ci occupiamo di questa emergenza prendendoci cura delle persone infette, dobbiamo allo stesso tempo compiere investimenti per l'acqua, servizi igienico-sanitari, per la salute... Perché questo è ciò che la storia ci ha insegnato, che quando abbiamo dei sistemi efficienti, anche se ci sono batteri, non si sviluppa un'epidemia.

ONU News Centre: qual è il prossimo passo? Qual è il tipo di assistenza di cui Haiti avrebbe bisogno per trovare una soluzione permanente per le cause che provocano la diffusione del colera nel paese?

Pedro Medrano Rojas: ciò che abbiamo imparato da precedenti epidemie... in Asia, Europa e anche in America Latina... Penso che l'acqua e servizi igienico-sanitari siano fondamentali per l'eliminazione del colera, e non solo del colera, ma anche di altre malattie di origine idrica. E come ho detto prima, Haiti ha la copertura più bassa. Quindi dobbiamo continuare il nostro lavoro in questo settore per garantire un adeguato sistema di acqua e di servizi igienico-sanitari, almeno per raggiungere lo stesso livello del resto della regione. Ma oltre a questo, ciò di cui adesso abbiamo bisogno sono le risorse per affrontare l'aumento dei casi, e per questo abbiamo bisogno del sistema sanitario e degli operatori sanitari. Abbiamo bisogno di vaccini. Abbiamo bisogno dei nostri partner sul posto.

Sfortunatamente, dato la mancanza di risorse, numerosi partner hanno lasciato Haiti. Penso che sia perché c'è l'impressione che non ci sia emergenza. E a mio avviso, qualsiasi paese del mondo con un simile numero di casi - 28.000 casi l'anno scorso - qualsiasi paese al mondo l'avrebbe ritenuto un'emergenza.

ONU News Centre: lei ha detto che alcuni partner se ne sono andati a causa della mancanza di risorse. Potrebbe citare alcuni dei paesi o organizzazioni non governative che sono rimasti e che hanno avuto un impatto significativo nella lotta contro il colera?

Pedro Medrano Rojas: vale la pena ricordare, per esempio, il lavoro di Medici Senza Frontiere e della Federazione Internazionale della Società della Croce Rossa... anche il lavoro degli Stati Uniti attraverso le agenzie. E naturalmente, il sistema delle Nazioni Unite; stiamo lavorando  con molti partner. A causa dei progressi compiuti penso che ciò che stiamo affrontando, come ho detto prima, è questa percezione di una situazione di non emergenza... che riguarda anche altre crisi in tutto il mondo. Inoltre, il fatto che non sia di spicco nei mass media, non lo fa percepire come emergenza. Credo che questo sia lo scopo del nostro lavoro. Questo è il motivo per cui sto raggiungendo i partner e gli Stati membri, per non dimenticare Haiti. Altrimenti continueremmo a verificare non solo l'aumento che abbiamo appena accennato, ma anche un numero crescente di persone colpite e decessi - che tra l'altro possono essere evitati.

ONU News Centre: ha detto di voler visitare Cuba. L'America Latina ha svolto un ruolo positivo affrontando l'epidemia ad Haiti?

Pedro Medrano Rojas: è importante ricordare lo straordinario lavoro dei medici di Cuba... e anche di ricevere supporto da altri paesi della regione, in particolare dal Brasile. Recentemente, il governo del Cile ha contribuito alle risorse per il vaccino. Ma penso che possiamo fare di più. Penso che sia eliminare il colera ad Haiti sia nell'interesse di tutta l'America Latina. Nell'ultimo incontro CELAC [Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi] che ha avuto luogo in Costa Rica, ancora una volta è stata citata la necessità di continuare a sostenere Haiti. Ma non si parla solo di risorse. Abbiamo anche bisogno di assistenza tecnica, perché le istituzioni di Haiti hanno bisogno di supporto tecnico. Dobbiamo avere l'efficienza lì, , non solo per le emergenze ma anche a medio e lungo termine per garantire che ci siano l'acqua, il sistema sanitario e le infrastrutture igieniche.

ONU News Centre: l'instabilità politica in Haiti ha qualche impatto sulla battaglia contro il colera?

Pedro Medrano Rojas: penso di sì. Ci auguriamo che questa crisi politica sarà risolta. Una crisi politica non aiuta in mezzo a tutte queste sfide umanitarie. Vi è anche la necessità di avere agenzie governative e istituzioni efficienti e il fatto che ora ci sia una situazione di stallo riguardanti le elezioni e il Congresso non aiuta. Siamo certi che le autorità, il governo di Haiti e il suo popolo troveranno una soluzione, perché senza dubbio è importante avere un governo funzionante con cui la comunità internazionale possa lavorare.

ONU News Centre: cosa può dirci sulla situazione dei vaccini del colera?

Pedro Medrano Rojas
: Per quest'anno abbiamo in programma di vaccinare 300.000 persone. L'anno scorso siamo riusciti a vaccinare circa 200.000 persone. I vaccini possono aiutare a prevenire la trasmissione della malattia. Per quest'anno abbiamo bisogno di 3,5 milioni dollari e siamo riusciti a raccogliere i fondi provenienti dalla Norvegia e dal Cile, pari a 1,3 milioni dollari per l'acquisto di vaccini di quest'anno. Ma dobbiamo lavorarci. Inoltre dobbiamo spiegare che un vaccino, anche se non è una soluzione a lungo termine, può aiutare a prevenire le malattie, e la cosa più importante è che può salvare vite umane. Ci sono prove che i vaccini hanno l'80% di efficacia e possono durare tre [o] quattro anni. Perciò, stiamo lavorando su questo.


ONU News Centre: lei come percepisce il ruolo delle Nazioni Unite nella lotta contro la crisi e quali azioni è disposta a prendere nel 2015?

Pedro Medrano Rojas: Sappiamo tutti che l'anno scorso il Segretario Generale ha visitato Haiti. Siamo impegnati a sostenere il governo di Haiti - questa è una priorità per le Nazioni Unite e per la comunità internazionale. Il sistema delle Nazioni Unite sta lavorando  con il governo di Haiti. Abbiamo stabilito un meccanismo per lavorare con il Governo - un comitato di alto livello. Perciò, il nostro impegno c'è. Si tratta di una priorità assoluta, e lo è anche per il Segretario Generale. Penso che questo si rifletta sul lavoro che stiamo svolgendo sul campo. 

Per leggere l'intervista in lingua originale clicca qui.

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