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Osservazioni del Vice Segretario Generale Jan Eliasson, a nome del Segretario Generale, in apertura della sessione del 2015 della Commissione per l'Esercizio dei Diritti inalienabili del Popolo Palestinese

Jan Eliasson, Deputy Secretary-General

Ho l'onore di leggere il seguente messaggio del Segretario Generale al Comitato.
Per la celebrazione dei 40 anni del Comitato per l'esercizio dei diritti inalienabili del popolo palestinese, vorrei elogiare questo Comitato per il suo lavoro importante e decisivo.

L’Assemblea Generale aveva designato il 2014 come l’anno della solidarietà con il popolo palestinese. L’obiettivo era, infatti, quello di catalizzare l’azione globale sulla questione palestinese nell’allora promettente contesto dei negoziati di pace diretta mediati dagli Stati Uniti.

Al contrario, il 2014 è stato uno dei più tristi per i palestinesi e gli israeliani, e per tutti coloro che cercano la pace. I colloqui si sono interrotti e la violenza è esplosa.  La scorsa estate, le ostilità tra Israele e i gruppi armati palestinesi di Gaza hanno provocato la morte di quasi 2.200 palestinesi e 72 israeliani.  

Oggi, Gaza rimane un luogo desolato, sotto blocco ed afflitto da molta sofferenza umana. Esorto così tutti i donatori a rispettare impegni presi per la ricostruzione di Gaza durante la conferenza del Cairo dello scorso ottobre.

Nel 2014 la violenza anche travolto la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, ed Israele. I livelli d’incitamento e di ostilità all’interno ed intorno ad Haram al Sharif / Monte del Tempio è salito a livelli allarmanti, minacciando di infiammare le tensioni religiose nella regione e al di fuori.

Mi rammarico che le parti abbiano allora adottato misure unilaterali, le quali non hanno fatto altro che approfondire la sfiducia reciproca e farli allontanare dalla prospettiva di una soluzione negoziata.

Invito entrambe le parti ad astenersi da qualsiasi azione che possa aggravare ulteriormente la situazione e a dimostrare la leadership necessaria per raggiungere e mettere in atto le decisioni difficili che si prospettano.

Insieme agli israeliani e ai palestinesi, la comunità internazionale è responsabile di ciò che è stato un fallimento collettivo nel promuovere una soluzione politica.

Il sistema delle Nazioni Unite, l'Assemblea Generale, il Consiglio di Sicurezza, il Consiglio dei Diritti Umani, e le altre Commissioni interessate, hanno tutte il dovere di impegnarsi e lavorare per l’obiettivo di rilanciare i negoziati per ottenere una soluzione bilaterale.

Nel momento in cui l'intera regione si trova ad affrontare la minaccia del terrorismo e l'estremismo, la risoluzione di questo conflitto è divenuta chiaramente una questione fondamentale per la pace e la sicurezza internazionale.

Gli Stati membri e gruppi regionali, compresa la Lega degli Stati arabi, hanno intensificato gli sforzi per la ricerca di una soluzione dell'impasse. Con il Quartetto e le altre parti interessate coinvolte, nel 2015 possiamo avere grandi possibilità di risolvere questioni che sembrano irrisolvibili. Tutte le forze del bene devono ora essere mobilitate.

Mentre celebriamo il 70° anniversario della nostra Organizzazione, invito questo Comitato a mettere in campo tutte le proprie forze per permettere ai palestinesi di esercitare i loro diritti inalienabili.

Ribadisco ancora l’impegno ed il contributo delle Nazioni Unite nel cercare di raggiungere una pace duratura tra Israele e Palestina, risolvendo il conflitto con la fine di quasi mezzo secolo di occupazione e stabilendo lo Stato sovrano e indipendente di Palestina, in pace e sicurezza a fianco di Israele.

SDG Poster 2018 2

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