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Esperto ONU: Malta preparata ad affrontare la prossima ondata di immigrati

 

31-01-2012-UNHCR-SEA

 16 DIC: L’esperto di diritti umani delle Nazioni Unite, François Crépeau, ha comunicato che per fronteggiare i numerosi immigrati e rifugiati politici provenienti dal Mar Mediterraneo e previsti alle frontiere delle Paese, Malta deve essere preparata al meglio.

Ha inoltre sollecitato gli altri stati europei a supportare gli sforzi di Malta e ad assumersi le proprie responsabilità.

L’inviato speciale in materia di diritti umani e degli immigrati dell’ONU al termine della visita ufficiale * nel Paese ha detto: “ Nel 2015, a causa della graduale cancellazione dell’operazione Mare Nostrum, a Malta è previsto un incremento di arrivi”. L’inviato si trovava sull’isola per valutare il modo in cui lo Stato sta gestendo le frontiere, in particolare quelle marittime,  e l’impatto di questa gestione sui diritti umani e degli immigrati. 

François Crépeau ha inoltre detto che “ come risultato dell’ operazione Mare Nostrum, nell’ultimo anno il numero di immigrati arrivati a Malta si è ridotto significativamente; questo perché una volta soccorsi in mare venivano fatti sbarcare in Italia”. “ Le cose comunque stanno per cambiare e all’ arrivo dei prossimi immigrati Malta dovrà farsi trovare preparata”.

Ha poi sottolineato che questo fenomeno migratorio nei prossimi anni dovrà essere considerato “normale”. “Di conseguenza, l’ accoglienza dei molti immigrati e rifugiati politici non dovrà sempre essere condotta in maniera ad hoc. In proporzione alle dimensioni, Malta offre le più alte misure di protezione agli emigrati e ai rifugiati politici”.

L’inviato speciale ha detto che “ le operazioni dovranno essere sviluppate per costruire le capacità di accogliere e gestire in maniera adeguata un gran numero di immigrati avendo una visione a lungo termine in ciò che riguarda il fornire assistenza immediata, sicurezza e programmi di integrazione per coloro che arriveranno nel Paese  illegalmente”.

François Crépeau ha poi evidenziato che Malta è un punto strategico per l’ingresso in Europa e che quindi gli stati europei devono fornire risorse tecniche, finanziarie e umane al fine di supportare gli sforzi del Paese  nel sviluppare una politica di immigrazione completa e giusta.

“Malta non dev’essere lasciata in balia di se stessa. L’Europa deve supportare attivamente le iniziative promosse dal governo maltese e prendersi le proprie responsabilità. Ciò significa aprire canali di migrazione legali e sicuri nonché mobilità all’interno dell’ Unione.

“ Quest’anno alle frontiere europee abbiamo assistito ad un inaspettato numero di immigrati e rifugiati politici e oggi,  giornata internazionale dei diritti umani, è un’occasione importante per ricordare che i diritti umani non appartengono solo all’ Europa. Appartengono a tutti; indipendentemente dalla nazionalità, dall’essere un immigrato o meno e dalle circostanze”.

L’inviato speciale ha incoraggiato Malta ad applicare un approccio adeguato basato sui diritti umani e a sviluppare una politica di immigrazione coerente e efficace. “ L’ immigrazione non può essere vista come una semplice operazione di sicurezza delle frontiere”. “ L’affidarsi troppo dalla sicurezza delle frontiere(che porta a focalizzarsi sul monitoraggio e sulla difesa contro la criminalità anziché su un approccio basato sui diritti umani), serve solo a dare false speranze sul controllo delle frontiere”.

 L’esperto ha lanciato un appello a Malta per fermare le politiche di custodia cautelare obbligatoria per gli immigrati e i rifugiati politici. “ La custodia cautelare obbligatoria serve a ispirare paura e sfiducia tra la popolazione e gli immigrati e rifugiati politici; questo clima di paura descrive bene le politiche e i programmi adottati dalle autorità del Paese”.

L’inviato speciale ha inoltre sottolineato che se non vi sono situazioni particolari i bambini non dovrebbero essere incarcerati; “ La custodia cautelare di un bambino non è mai nel suo interesse e i bambini e le loro famiglie dovrebbero essere ospitati in strutture pubbliche con dei servizi appropriati. Inoltre, la custodia cautelare dovrebbe essere usata come ultima spiaggia e incito caldamente il governo a cercare alternative che non implichino la custodia cautelare per gli immigrati”. In questo senso Malta ha fatto dei passi avanti e dovrebbe provvedere immediatamente a rafforzare questo approccio facendo diventare questa nuova politica una legge.

All’arrivo si riconoscono subito le persone più vulnerabili, come donne, bambini e famiglie e i servizi offerti devono essere appropriati alla loro situazione di vulnerabilità.

“ Il primo passo è riconoscere I gruppi più vulnerabili e i servizi offerti devono tenerne conto.  Le coppie con figli o le donne, ad esempio, non dovrebbero essere ospitati nelle stesse strutture di uomini arrivati da soli. Una volta identificate le vulnerabilità, è quindi importante agire in maniera adeguata”.

“Malta sembra andare nella giusta direzione. Alcune recenti dichiarazioni hanno mostrato un’apertura politica e l’accettazione dei diritti umani per tutti coloro che si trovano nel Paese che dovranno poi tradursi in programmi e legislazioni concreti. In questo senso, nonostante siano ancora in fase di realizzazione, proposte come la creazione di un’istituzione nazionale per i diritti umani che rispetti i principi dettati da Parigi o la creazione di un’unità di integrazione focalizzata sull’egualità e la non discriminazione; sono ottime notizie”.

François Crépeau ha inoltre notato che Malta ha una società civile molto attiva che ospita organizzazioni internazionali specializzate in politiche di migrazione. Ha poi sottolineato che “ per proteggere al meglio gli emigrati e i rifugiati politici, il governo maltese dovrebbe lavorare a stretto contatto con queste organizzazioni sfruttando al massimo la loro esperienza”.

Durante la sua visita di cinque giorni nel Paese, l’inviato speciale ha incontrato molti membri del governo, delle organizzazioni internazionali, della società civile e alcuni immigrati per parlare della complessa gestione delle frontiere europee a Malta.

Nel giugno 2015, durante il consiglio sui diritti umani indetto dalle Nazioni Unite, verrà presentato un rapporto sulla visita a Malta e sulla gestione delle frontiere europee.

(*)Per visualizzare la dichiarazione completa clicca qui.

François Crépeau (Canada) è diventato inviato speciale per i diritti umani degli immigrati nel 2011. Come tale, è indipendente da qualsiasi governo o organizzazione e opera secondo le proprie competenze. François Crépeau detiene anche la cattedra Hans & Tamar Oppenheimer di diritto pubblico internazionale presso la facoltà di legge dell’università McGill, Montréal. Per saperne di più clicca qui.

Nel 2012, l’inviato speciale ha intrapreso uno studio annuale al fine di esaminare i diritti degli immigrati nelle regioni del Sud Europa. Iniziando da una visita alle autorità del Parlamento europeo a Brussels, Crépeau ha visitato anche la Turchia, la Tunisia,la Grecia e l’Italia. Clicca qui per avere accesso al rapporto.

Per leggere la convenzione internazionale per la protezione dei diritti di tutti gli immigrati e delle loro famiglie clicca qui.

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