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Peggioramento del tenore di vita nei paesi colpiti dall’Ebola

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04 DIC: Recentemente sono stati pubblicati i risultati preliminari emersi da una serie di valutazioni condotte  nell’ambito della sicurezza alimentare in Guinea, Liberia e Sierra Leone,  i tre Paesi attualmente più colpiti dall’epidemia causata dal virus Ebola. Ciò che è emerso è che in tutti e tre i Paesi, tra le varie problematiche che nel 2014 hanno messo in ginocchio il settore agricolo, l’Ebola ha inferto senza dubbio il colpo più duro.

La chiusura delle frontiere dovuta all’epidemia di Ebola ha avuto un impatto negativo anche sul reddito delle popolazioni delle aree urbane e rurali, così come delle regioni di confine dei Paesi limitrofi.

Dai primi risultati di queste valutazioni, promosse dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) in collaborazione con il Programma Alimentare Mondiale e con il prezioso supporto di governi e molti altri partner a livello internazionale, sono emerse le seguenti problematiche:

  • Squilibri nel funzionamento dei mercati
  • Calo della produzione agricola e della relativa domanda
  • Peggioramento del tenore di vita della popolazione
  • Diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie
  • Rischio di peggioramento dello stato nutrizionale della popolazione a causa di serie difficoltà di accesso ai servizi essenziali e a una corretta quantità e qualità di cibo

“I contadini stanno subendo delle grosse perdite e questo implica inevitabilmente maggiori difficoltà nell’accesso al cibo ”, afferma Vincent Martin, coordinatore della FAO per la risposta all’Ebola. “In Sierra Leone, ad esempio, il 70%  degli intervistati ha confermato di consumare un solo pasto al giorno, contro gli abituali due o tre prima dello scoppio dell’epidemia”.

I risultati definitivi saranno resi noti a inizio dicembre e forniranno un’analisi della produzione agricola, dei prezzi, dei mercati, degli scambi commerciali e dello stato delle scorte. “Tali dati ci aiuteranno ad adeguare la nostra strategia alle esigenze dei contadini più in difficoltà. Il nostro compito è quello di aiutarli a recuperare il loro tenore di vita e a riprendere la produzione agricola, il tutto nel più breve tempo possibile”.

I risultati preliminari sono frutto del lavoro congiunto del Comitato Permanente intergovernativo per il controllo della siccità nel Sahel (CILSS), la FAO, il Programma Alimentare Mondiale e il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) e sono stati presentati in occasione dell’incontro  della Rete per la Prevenzione delle  Crisi Alimentari tenutosi a novembre di quest’anno nella città di Dakar, Senegal, nell’ambito di una sessione speciale dedicata all’impatto del virus Ebola sulla sicurezza alimentare e nutrizionale nell’Africa Occidentale.

All’incontro erano presenti i rappresentanti di tutti i Paesi dell’Africa Occidentale e del Sahel, così come organizzazioni regionali e organizzazioni non governative tra le quali Azione contro la Fame, Oxfam e Save the Children; hanno partecipato tra gli altri anche partner finanziari come l’Ufficio per gli Aiuti umanitari della Comunità Europea (ECHO), l’Unione Europea, l’Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID), numerosi contadini e associazioni di allevatori.

In quell’occasione sono stati resi noti anche i risultati preliminari della stagione agricola 2014-2015 nell’Africa Occidentale e nel Sahel. Questi dati sono disponibili sul sito web del CILSS.

 

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