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I buoni raccolti e le ampie scorte continuano a far calare i prezzi alimentari internazionali

 

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09 OTT: I mercati alimentari internazionali sono entrati in un periodo di maggiore stabilità, con i prezzi per la maggior parte dei prodotti agricoli di base nettamente inferiori a quelli degli ultimi anni, è quanto si evince dal rapporto semestrale della FAO, Food Outlook  (Prospettive alimentari, n.d.t.) e dall'aggiornamento mensile dell'Indice FAO dei Prezzi Alimentari, entrambi pubblicati oggi.

Secondo il rapporto, raccolti eccezionali e scorte abbondanti sono stati il fattore chiave che ha contribuito a far calare i prezzi dei cereali a livello internazionale.

La produzione mondiale di grano nel 2014 si prevede raggiungerà un nuovo record.

Per i cereali secondari, le prospettive di livelli di produzione quasi record, insieme a scorte già abbondanti, fanno prevedere un rassicurante equilibrio tra offerta e domanda mondiale nel 2014/15, in particolare per il mais.

Mentre la produzione di riso potrebbe diminuire leggermente quest'anno, le scorte restano "abbondanti" e sono sufficienti a coprire più di un terzo del consumo previsto per il periodo 2015-16.

Complessivamente si prevede che la produzione cerealicola mondiale raggiungerà nel 2014  2.523 milioni di tonnellate (2,5 miliardi di tonnellate) - una revisione al rialzo di 65 milioni di tonnellate rispetto alla previsione iniziale della FAO fatta in maggio. Alla fine della stagione produttiva del 2015, le scorte di cereali a livello mondiale dovrebbero raggiungere il livello più alto in 15 anni.

Anche la produzione globale di semi oleosi si prevede supererà il record della scorsa stagione a ragione di un'ulteriore espansione della produzione di soia.

Nel frattempo, la produzione mondiale di manioca sembra essere sulla buona strada per un nuovo record, trainata  da una crescita sostenuta in Africa, dove il tubero è una coltura strategica per la sicurezza alimentare e la riduzione della povertà.

Il rapporto  Food Outlook prevede che anche la produzione mondiale di zucchero aumenterà nel biennio 2015-16.

La produzione di carne crescerà moderatamente nel 2014, non abbastanza da far calare  i prezzi dal loro attuale livello alto, mentre la produzione di latte continua a crescere costantemente in molti paesi.

Anche la produzione ittica è in aumento, guidata  in gran parte dalla pesca d'allevamento e per l'impatto meno negativo del previsto di El Niño

Calo quasi generalizzato dei prezzi

L'Indice FAO dei Prezzi Alimentari (FPI), anch'esso pubblicato oggi, ha registrato il sesto calo mensile consecutivo - il più lungo periodo di continuo declino nel valore dell'indice dalla fine degli anni ‘90 - con una media di 191,5 punti nel settembre 2014.

Tra i sotto-indici, i prezzi dello zucchero e dei prodotti lattiero-caseari sono quelli che sono calati maggiormente, seguiti da quelli dei  cereali e degli oli, mentre quelli della carne sono rimasti stabili. (Per maggiori dettagli { DI NUOVO LINK ALL'INDICE})

Anche se i prezzi della carne rimangono alti, si potrebbero stabilizzare: nel mese di settembre l'indice del prezzo della carne è rimasto 22 punti piú in alto  rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, un massimo storico, ma ha registrato solo un leggerissimo  aumento rispetto al mese di agosto (0,3 di punto), dopo mesi di aumenti costanti.

I prezzi sostenuti della carne e i grandi volumi di scambio per i prodotti della categoria proteine ​​animali, tra cui carne, latticini e pesce, significano  che la fattura globale delle importazioni alimentari - cioè, l'importo complessivo che tutti i paesi del mondo spendono in prodotti alimentari importati - supererà anche quest'anno, per il quinto anno consecutivo,  i 1.000 miliardi di dollari.

L'Indice si basa sui prezzi delle cinque principali derrate commercializzate a livello internazionale.

 Mentre l'andamento dei prezzi di questi prodotti a livello macroeconomico  sono un utile indicatore di tendenze globali e in grado di segnalare quando i prezzi alimentari al consumo potrebbero essere a rischio, non sono sempre direttamente rispecchiati nei mercati nazionali, regionali e locali.

Evidenziate le differenze regionali

Per aiutare a individuare per tempo le impennate dei prezzi alimentari che possono colpire i consumatori, in particolare nei paesi a basso reddito con deficit alimentare (LIFDCs), la FAO ha recentemente creato un nuovo strumento online che registra i balzi improvvisi dei prezzi dei prodotti alimentari di base sui mercati di 85 paesi diversi.

Inoltre, l'Organizzazione produce una relazione trimestrale,  Crop Prospects and Food Situation (Prospettive dei raccolti e situazione alimentare, n.d.t.) , che analizza gli sviluppi che incidono sui prezzi alimentari e la sicurezza alimentare dei paesi in via di sviluppo e di quelli LIFDCs.

L'ultima edizione, pubblicata oggi insieme al  Food Outlook e all'Indice di ottobre, mette in evidenza una serie di situazioni critiche che destano particolare preoccupazione.

I focolai di Ebola in Guinea, Liberia e Sierra Leone hanno sconvolto i mercati, le attività agricole e messo a repentaglio i mezzi di sussistenza, compromettendo gravemente la sicurezza alimentare di un gran numero di persone. E le piogge irregolari in diverse aree del Sahel si tradurranno in prospettive di produzione incerte.

La  produzione alimentare  nella Repubblica Centrafricana è salita rispetto a quella drasticamente ridotto del 2013, ma rimane ancora ben al di sotto della media a causa dell'impatto della diffusa insicurezza civile, fa notare il rapporto.

In Africa orientale, la situazione complessiva della sicurezza alimentare sta migliorando,  con i raccolti cominciati  in diversi paesi. Ma mentre i prezzi alimentari della regione sono generalmente stabili o in calo, sono a livelli sostenuti in Somalia e in Sudan.

Nel frattempo, le condizioni di siccità in America centrale hanno ridotto in modo significativo i  principali raccolti della prima stagione del 2014 nei paesi principali produttori.

Condizioni di siccità sono state un problema anche nel Vicino Oriente, causando un raccolto cerealicolo  inferiore alla media per la regione, mentre i conflitti in Siria e in Iraq continuano a mettere a repentaglio in modo significativo la sicurezza alimentare.

SDG Poster 2018 2

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