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MESSAGGIO DEL SEGRETARIO GENERALE IN OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ABOLIZIONE DELLA SCHIAVITÙ

(2 dicembre 2011)

Nonostante gli sforzi di governi, società civile e comunità internazionale, viviamo ancora in un mondo rovinato dalla schiavitù e dalle pratiche ad essa relazionate. Milioni di esseri umani vivono in condizioni di degrado e disumanità abissali.

La schiavitù per debito, la servitù, il lavoro forzato, la tratta di esseri umani, il traffico di organi, lo sfruttamento sessuale, le peggiori forme di lavoro minorile, i matrimoni forzati, la vendita di mogli, l’eredità di vedove, il reclutamento forzato di bambini-soldato – sono solo alcune delle forme di schiavitù esistenti al giorno d’oggi. Sono tutti crimini e gravi violazioni di diritti umani.

Per sradicare le forme contemporanee di schiavitù, abbiamo bisogno di nuove strategie e misure che possano aggregare tutti. I governi hanno la responsabilità principale, e il settore privato gioca un ruolo integrale.

All'inizio di quest'anno, il Consiglio dei Diritti Umani ha approvato le Linee Guida su Business e Diritti Umani, delineando come stati e imprese dovrebbero implementare il quadro delle Nazioni Unite "Proteggere, Rispettare e Rimediare". Accolgo con favore l'ampio sostegno che questa iniziativa ha ricevuto da parte del settore privato. Tra le altre responsabilità, le aziende devono assicurarsi che le proprie attività non causino o alimentino forme contemporanee di schiavitù sul posto di lavoro, e prendere misure per fermare la schiavitù anche nella fase di distribuzione e altrove.

“UN.Gift” – iniziativa globale per la lotta contro il traffico di esseri umani che riunisce OIL, OHCHR, UNICEF, OIM ed OSCE – e “Global Compact”, progetto di sostenibilità aziendale delle Nazioni Unite, si propongono di incoraggiare il settore privato a dare il proprio contributo alla diffusione di una maggiore consapevolezza sulla schiavitù moderna, prendendo iniziative per eliminarla.

Il Fondo volontario delle Nazioni Unite sulle forme contemporanee di schiavitù da vent’anni aiuta le vittime a riacquistare la propria indipendenza, vita e dignità. Il Fondo ha supportato progetti di formazione professionale, educazione, consulenza legale, assistenza medica e psicologica. Ha inoltre individuato i fattori sociali che possono favorire la schiavitù. Per portare a termine il proprio mandato, il Fondo necessita di un finanziamento minimo di 1.5 milioni di dollari, ma meno di un terzo dell’ammontare è stato raggiunto fino ad ora.

In questa Giornata internazionale, mi appello a tutti i governi, le imprese private, le organizzazioni non-governative e gli altri partner, chiedendo di dimostrare il loro impegno nella lotta contro il traffico di esseri umani con un contributo finanziario al Fondo e con una più stretta collaborazione, per porre fine a questo flagello.

Per saperne di più:

 

SDG Poster 2018 2

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