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Il nuovo esperto delle Nazioni Unite in anti-terrorismo e diritti umani porta l’attenzione sui diritti delle vittime e sulla prevenzione del terrorismo.

New York (21 Ottobre 2011) – Il nuovo Relatore special delle Nazioni Unite per l'anti-terrorismo e i diritti umani, Ben Emmerson, ha dichiarato all’Assemblea Generale che durante il suo mandato porrà particolare attenzione ai diritti delle vittime del terrorismo e sulla prevenzione del terrorismo.

Presentando ieri il suo primo rapporto all’Assemblea Generale, Emmerson ha dichiarato che si è impegnato ad assicurare che venga data un’adeguata attenzione ai diritti delle vittime, dirette o indirette, del terrorismo.

“Ritengo che la comunità internazionale abbia riconosciuto che le strategie per combattere il terrorismo devono essere sensate, sostenibili e comprensive e devono necessariamente riconoscere la sofferenza delle vittime del terrorismo”, ha dichiarato.

Il relatore speciale ha inoltre osservato che la Global Counter-Terrorism Strategy del 2006 riconosce la disumanizzazione delle vittime come uno dei fattori di diffusione del terrorismo e che questa disumanizzazione può prendere varie forme.

Non si intendono solo i crimini indiscriminati commessi dai gruppi terroristi ma gli Stati stessi possono disumanizzare le vittime riducendo le loro sofferenze ad una mera giustificazione da riutilizzare per prendere misure contro il terrorismo che violano i diritti umani. Tutto questo senza realmente dedicarsi alla loro sofferenza e senza  tutelare i diritti umani delle vittime”.

Emmerson considera “essenziale che la protezione dei diritti delle vittime del terrorismo venga vista come un autentico dovere legale di competenza degli Stati, e che non debba essere usata come pretesto per violare i diritti umani delle persone sospettate di terrorismo, o per prendere misure di emergenza che diano poteri eccessivi e sproporzionati, o per altri vantaggi politici”.

Riguardo la prevenzione del terrorismo, Emmerson ha poi notato come nella comunità internazionale è ormai ampiamente accettato il fatto che attraverso la promozione e la protezione dei diritti umani si possa contribuire a prevenire il terrorismo, agendo direttamente sulle cause che lo provocano.

“Misure di anti-terrorismo che rispettano i diritti umani non sono solo una questione di legittimità. Riguardano anche una effettiva prevenzione.”

É solo attraverso una stretta aderenza agli standard internazionali dei diritti umani che le strategie di anti-terrorismo possono avere successo, come già accettato, almeno formalmente, dalla comunità internazionale; il Relatore speciale si rammarica del fatto che non sempre la pratica degli Stati corrisponde agli impegni presi.

“Ciò che rende quest’area così complessa, e difficile, è la onnipresente minaccia che alcuni Stati, inclusi quelli con i migliori standard di tutela della legalità, possano decidere di abbandonare questi valori con la pretesa di difenderli”.

Emmerson ha concluso dicendo che i diritti delle vittime e la prevenzione del terrorismo sono solo due delle tematiche sulle quali vuole portare l’attenzione, e che tutto ciò non lo distoglierà dal controllare che gli Stati rispettino i loro obblighi verso i diritti umani investigando, perseguendo e punendo chi è accusato di aver perpetrato, istigato o commissionato atti di terrorismo.

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