Venerdì, 19 Luglio 2019
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I delegati ONU esortano ad un riconoscimento del diritto all’acqua dei popoli indigeni

Spesso i popoli indigeni non vengono interpellati riguardo a decisioni prese sull’uso e sulla gestione delle risorse idriche, nonostante l’accesso a queste sia vitale per la loro cultura e la loro determinazione, lo hanno dichiarato i delegati che hanno presenziato al forum delle Nazioni Unite sulle questioni indigene.

«I popoli indigeni sono allo stesso modo discriminati o emarginati» quando le autorità legiferano sull’acqua, che è considerata una risorsa per il profitto economico, e quando il loro diritto all’acqua quali “proprietari originari di essa” è ignorato, ha sostenuto Valmaine Toki, membro  neozelandese del Forum permanente dell’ ONU sulle questioni indigene.

«Le politiche attivate dai governi non includono il punto di vista degli autoctoni sull’acqua, piuttosto possiamo vedere esempi di cattiva gestione, di stanziamenti a favore di colture agricole intensive e di industrie minerarie … che ovviamente causano l’inquinamento delle idrovie, degli ecosistemi e dei mezzi di sostentamento provocando un danno e un male alle popolazioni autoctone» ha affermato.

«Le voci indigene rivendicano fermamente il loro diritto ad essere riconosciuti non soltanto come oggetto all’interno della gestione delle risorse, ma anche come coloro che detengono la proprietà e il dominio sull’acqua».

Bertie Xavier, membro della Guyana del forum, ha sollecitato sforzi congiunti da parte di stati, organizzazioni e agenzie ONU perché venga preparata una strategia di sviluppo al fine di proteggere le risorse mondiali, in particolar modo tra le comunità autoctone.

Sottolineando l’importanza di conservare le risorse idriche per le comunità indigene, Tia Oros Peters, Nativa americana, ha parlato di come il mondo stia diventando «secco e arido», conseguenza questa dovuta all’uso insostenibile che l’Uomo fa dell’acqua. Ha descritto questa tendenza come «acquacidio, il massacro dell’acqua. Noi non possiamo sopravvivere se l’acqua muore» ha dichiarato la Peters.

«Se i popoli indigeni sono impossibilitati ad andare alle sorgenti da dove la nostra gente per prima è emersa, se sono incapaci di poter raggiungere i laghi nell’entroterra, i mari dove preghiamo e facciamo offerte … le persone muoiono, la cultura muore, l’identità, la storia, il sapere che è legato ad un luogo e ad un cammino che facciamo lungo il corso della vita, e ad una filosofia che dappertutto nel mondo è legata al corso dell’acqua. Questo muore».

SDG Poster 2018 2

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