Martedì, 18 Giugno 2019
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L’ONU e la Libia raggiungono un accordo per una presenza umanitaria a Tripoli

Il Segretario Generale Ban Ki-moon ha affermato, mentre chiedeva ancora una volta l’immediata cessazione dei combattimenti, che gli inviati delle Nazioni Unite in Libia hanno raggiunto un accordo con le autorità per istituire una presenza umanitaria nella capitale Tripoli.

Quasi mezzo milione di persone hanno lasciato il paese nelle recenti settimane da quando sono scoppiati gli scontri tra le forze governative e i ribelli per cercare di cacciare il Colonello Mummar Al Gheddafi. Inoltre circa 330.000 persone sono state sfollate a causa dei disordini cominciati all'inizio di quest’ anno.

È assolutamente necessario che le autorità libiche smettano di combattere, e di uccidere persone", ha detto Il Segretario Generale durante una conferenza stampa congiunta a Budapest con il Presidente ungherese Pál Schmitt, ribadendo che la prima priorità consiste nel raggiungere un cessate il fuoco immediato ed efficace. La seconda priorità, ha aggiunto, è quella di estendere l'assistenza umanitaria delle Nazioni Unite alle persone bisognose.

L'accordo per stabilire una presenza umanitaria a Tripoli è stato raggiunto nel corso di una visita nella capitale da parte del Vice Segretario Generale dell’ONU per gli affari umanitari Valerie Amos e l’Inviato Speciale del Segretario Generale, Abdel Elah al-Khatib. Le Nazioni Unite hanno già stabilito una presenza umanitaria nella città in mano ai ribelli di Bengasi.

Durante la loro visita Abdel Elah al-Khatib e Valerie Amos hanno incontrato gli alti funzionari governativi, compresi il Primo Ministro Mahmoud Al-Baghdadi e il Ministro degli Esteri Abdel Ati Al-Obeidi.

Il Vice Segretario Generale e l’Inviato Speciale dell’ONU hanno ribadito la forte condanna da parte della comunità internazionale dell'uso della forza contro i civili e hanno esortato le autorità libiche a fermare immediatamente gli attacchi militari contro tutte le parti del paese, soprattutto a Misurata, dove si ritiene che le condizioni siano molto pesanti, e a facilitare la consegna dell’assistenza umanitaria a tutti i bisognosi.


Ban Ki-moon ha avvertito la scorsa settimana che, secondo lo scenario peggiore, ben 3.6 milioni di persone potrebbero eventualmente richiedere l'assistenza umanitaria, sottolineando la necessità di mobilitare tutti i mezzi a disposizione della comunità internazionale, compresi i militari, per ottenere aiuti a coloro che ne hanno bisogno.

Le Nazioni Unite e i suoi partner hanno lanciato un appello per 310 milioni dollari per fornire un assistenza umanitaria vitale per le persone colpite dalla crisi in Libia. Finora ha ricevuto il 41 per cento dei finanziamenti necessari.


Il combattimento in Libia iniziato come protesta contro il regime di Gheddafi, fa parte di un più vasto movimento pro-democrazia in tutto il Nord Africa e del Medio Oriente che ha portato alla caduta dei regimi di lunga data in Tunisia e in Egitto.

Per Saperne di Più:

http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=38133&Cr=Libya&Cr1

 

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