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Le operazioni di sminamento consentono il salvataggio di vite umane e la salvaguardia dell’economia di sussistenza di oltre 40 Stati

Il mondo stabilisce la Giornata Internazionale per la Sensibilizzazione sulle Mine e richiama all'azione

In occasione della Giornata Internazionale per la Sensibilizzazione sulle Mine e l’Assistenza nell’Azione contro le Mine, alcuni funzionari delle Nazioni Unite affermano che sono stati raggiunti dei risultati ma le mine antiuomo e altri residuati bellici continuano a uccidere o ferire migliaia di persone ogni anno. Gli sforzi compiuti a livello mondiale per la rimozione delle mine terrestri e di altri residuati di guerra stanno riscuotendo un nuovo interesse da parte della comunità internazionale, in particolar modo le neo-nate Convenzione per la proibizione dell’uso e dello stoccaggio di mine e la Convenzione per i diritti delle persone con disabilità.

“Le mine antiuomo e altri ordigni bellici inesplosi costituiscono un grave ostacolo per il sostentamento delle persone, per lo sviluppo economico e sociale degli Stati e per gli sforzi internazionali di costruzione della pace”, dichiara Jordan Ryan, il direttore dell’Ufficio per la Prevenzione delle Crisi e per la Ripresa del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite.

“Questa Giornata rappresenta un’opportunità di ravvivare l’impegno internazionale nell’azione contro le mine”, sostiene Max Kerley, membro dell’Agenzia Onu per l’Azione contro le Mine (UNMAS). “Nel 2010 abbiamo compiuto enormi passi avanti nell’eliminazione delle mine antiuomo e dei residuati bellici inesplosi. Questo sarà un anno molto importante per l’azione contro le mine, poiché continuiamo a rafforzare la nostra collaborazione con gli Stati colpiti da questo problema in tutto il mondo”.

Gli sforzi congiunti degli Stati colpiti dalla piaga delle mine, delle organizzazioni non governative e dell’Onu per riuscire a ottenere lo sminamento del territorio, per fornire un’educazione sui rischi legati alle mine e per eliminarne le scorte ha infine aiutato a ridurre il numero di nuove vittime che si registrano ogni anno di quasi 4000 casi ( più del 75 per cento in meno rispetto al picco di 26000 raggiunto nel 1997). Più di un milione di residuati di guerra sono stati distrutti in Afganistan nel 2010. Sono stati aperti più di 7000 chilometri di strade nella Repubblica Democratica del Congo e nel Sudan. Quasi 290000 somali sono stati istruiti sulla pericolosità delle mine antiuomo. Dalla fine del 2007 al luglio 2010 sono stati sminati 18,7 milioni di metri cubi di territorio iracheno, contribuendo così al ritorno di 1500 famiglie alle loro fattorie e di 2400 bambini alle loro scuole.

“È fondamentale sostenere gli sforzi per proteggere le popolazioni a rischio e per reintegrare coloro che sono sopravvissuti all’esplosione di mine antiuomo o di altri ordigni bellici inesplosi”, afferma Susan Bissell, responsabile per la Protezione dell’Infanzia UNICEF. “Il Monitoraggio delle Mine antiuomo ha registrato che più del 40% delle vittime civili lo scorso anno sono state bambini; una percentuale che purtroppo resta tragicamente alta. Questo problema ha una soluzione provata che un forte impegno internazionale può, e dovrebbe, riuscire a risolvere una volta per tutte”.

Il sostegno dell’Onu all’azione contro le mine fornisce servizi a più di 40 Stati; questi servizi comprendono lo sviluppo della capacità nazionale all’azione contro le mine, la ricerca e la distruzione delle mine antiuomo e di altri residuati bellici esplosivi, l’assistenza alle vittime, l’insegnamento su come proteggersi in un ambiente compromesso dalla presenza di mine, il patrocinio per una partecipazione globale alla Convenzione sul divieto di mine antiuomo e ad altre convenzioni, e l’eliminazione delle scorte di mine. Questi sforzi assicurano anche una destinazione sicura per gli operatori di pace e per gli altri operatori umanitari e per lo sviluppo.

Eventi a New York

DeterMined: Una mostra congiunta del famoso fotografo venezuelano Kike Arnal e dell’altrettanto famoso fotografo sloveno Arne Hodalic sull’impatto delle mine antiuomo e dei residuati di guerra sui civili, sia nella Repubblica Democratica del Congo sia in Libano. La mostra è stata inaugurata ufficialmente lunedì 4 aprile alle ore 18.00, nell’Ingresso dei Visitatori del Palazzo del Segretariato dell’Onu. 

Per una lista di tutti gli eventi a livello mondiale, visitate il sito del Team per l’Azione contro le Mine delle Nazioni Unite all’indirizzo www.mineaction.org

A New York contattare:

Aaron J. Buckley, Agenzia Onu contro le Mine, +1.212.963.4632.

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Rebecca Fordham, UNICEF, +1.212.326.7162.

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Mariana Gonzalez Migueles, UNDP,  +1.212.906.5317.

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