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Sudan: la Commissione ONU visita i centri elettorali in occasione del referendum di indipendenza del Sud

Il referendum d’indipendenza del Sudan meridionale, che potrebbe dividere in due il paese più grande dell’Africa e dare vita al 193mo stato membro delle Nazioni Unite, è iniziato con una grande affluenza alle urne, secondo quanto affermato dal Presidente della Commissione di osservazione elettorale ONU. Al contempo, l’ONU si dice estremamente preoccupata dalle notizie di scontri e vittime nella contesa regione di Abyei, che costituisce la zona di confine tra il nord e il sud, e che viene considerata una polveriera di potenziali nuovi conflitti tra i due territori.

La Commissione nominata dal Segretario Generale Ban Ki-moon, e presieduta dall’ex Presidente della Tanzania Benjamin Mkapa, sta continuando a visitare i centri elettorali, recandosi in tre stati, incontrando gli elettori, così come i funzionari del governo e delle autorità elettorali. “L’affluenza registrata il primo giorno è stata eccezionale, ma le autorità l’hanno gestita benissimo e ci congratuliamo per questo”, ha affermato Mkapa, in visita a Bor, nello stato di Jonglei, dove ha incontrato la stampa locale.

“La nostra speranza è che, quando le elezioni si concluderanno, il 15 gennaio, i risultati vengano pubblicati il prima possibile, in modo che l’elettorato e la comunità internazionale possano accettare risultati credibili e definitivi”.

Il Segretario Generale Ban Ki-moon ha lodato il Governo Nazionale e l’Autorità Regionale del Sudan meridionale per gli sforzi compiuti affinché il voto si svolgesse in un’atmosfera di pace e cooperazione, e nel suo ultimo rapporto al Consiglio di Sicurezza sulla Missione UNMIS, ha espresso soddisfazione per le dichiarazione di conciliazione, rilasciate da entrambe le parti, circa la volontà di rispettare l’esito del referendum. Allo stesso tempo, ha messo in guardia sulle disastrose conseguenze umanitarie di un nuovo conflitto, dichiarando che l’ONU ha preparato un piano di emergenza per il periodo fino a giugno, e ha previsto un possibile rinforzo di UNMIS per prevenire ogni deterioramento delle condizioni di sicurezza. “Nell’eventualità in cui il referendum dia luogo a nuove violenze, circa 2,8 milioni di persone potrebbero trovarsi nella condizione di rifugiati e 3,2 milioni potrebbero essere vittime degli inevitabili scompensi commerciali e di erogazione dei principali servizi sociali”, ha affermato Ban Ki-moon. “In questo caso, circa sessantatré millioni di dollari potrebbero essere necessari per fornire assistenza umanitaria a chi ne avrà bisogno”.  

“Siamo fortemente preoccupati dagli scontri nell’area di Abyei e dalle morti che hanno causato”, ha affermato il portavoce ONU Martin Nesirky a New York, aggiungendo che UNMIS si sta impegnando per contenere la situazione dal punto di vista politico, aumentando il pattugliamento e incoraggiando l’impegno dei leader di entrambi gli stati.

“Le agenzie umanitarie ONU si stanno preparando ad affrontare ogni evenienza. Il Programma Alimentare Mondiale ha preparato abbastanza scorte in cento luoghi di interesse strategico, per poter distribuirlo a circa un milione di persone per sei mesi, ed è pronto a far fronte a un possibile flusso di ritorno verso il nuovo stato indipendente, così come allo spostamento coatto di nuove persone”.

“Poiché gli avvenimenti dei primi giorni del 2011 saranno unici nella storia del Sudan, chiedo a tutti i partner coinvolti di intensificare i propri sforzi e fornire supporto a tutti i sudanesi, per assicurare che il referendum si svolga con successo e che la volontà della popolazione venga rispettata, attraverso l’adozione e l’implementazione del suo risultato”, ha affermato Ban Ki-moon.

Per maggiori informazioni http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=37233&Cr=referendum&Cr1=

 

SDG Poster 2018 2

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