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OMS - Lancio "Rapporto Mondiale Malaria 2010"

Conferenza Stampa sul lancio del “Rapporto Mondiale sulla Malaria 2010”

Sebbene gli investimenti per la prevenzione e per il controllo della malaria abbiano contribuito in misura considerevole allo sradicamento della malattia, gli esperti riuniti alla conferenza stampa presso il quartier generale hanno affermato che rimane ancora molto da fare in tal senso. 

Alla videoconferenza hanno partecipato esperti provenienti  da New York, Ginevra, Sofia, Bulgaria,  il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale per la Salute (OMS) e la Dott.ssa Margaret Chan che ha lanciato il “Rapporto Mondiale sulla Malaria 2010”, ultima edizione della pubblicazione annuale dell’OMS sul controllo e sulla prevenzione della malaria. Insieme a lei c’erano Ray Chambers, inviato speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la malaria, il Dr. Robert Newman, Responsabile del Programma globale contro la Malaria dell’OMS e il Dr. Thomas Teuscher, Direttore esecutivo del Partenariato “Roll Back Malaria”

“L’investimento per il controllo della malaria ha prodotto dei risultati”, ha affermato la Dott.ssa Chan, sintetizzando uno dei punti chiave del Rapporto Mondiale sulla Malaria 2010. “Attualmente, i paesi e i loro partner per lo sviluppo restano sull’offensiva”.

Tra il 2008 e il 2010, grazie alla grande quantità di programmi in tutto il mondo per controllare la malaria – come quelli dedicati all’aumento di forniture e dell’uso di zanzariere con insetticidi e di spray insetticidi residui per interno – si è registrato un calo a livello mondiale sia del numero dei casi, che delle morti, ha affermato.

In generale, nel 2000, i decessi annuali per malaria si aggiravano attorno a un milione all’anno fino a raggiungere i 781.000 nel 2009. In Africa, “il cuore” della malaria, 11 paesi hanno registrato nell’ultimo decennio una riduzione di oltre il 50 per cento sia dei casi di malaria confermati che dei ricoveri e di morti per malaria. Il rapporto inoltre registra in quel periodo una diminuzione di oltre il 50 per cento del numero dei casi di malaria accertati in 32 dei 56 paesi in cui la malaria è endemica al di fuori dell’Africa.

Tuttavia, benché i dati relativi all’anno in corso riportati in dettaglio nel Rapporto Mondiale sulla Malaria siano promettenti, la dott.ssa Chan ammonisce che la malaria era una malattia complessa che poteva “prosperare in ogni momento di assenza di investimento”. “C’è fragilità su ogni fronte, a ogni livello quando si tratta di progressi in questo campo”, ha aggiunto. 

Tra i rischi maggiori che minacciano gli sforzi compiuti per combattere la malaria vi è la nuova emergenza dei ceppi della malattia resistenti all’artemisinina – attualmente l’unico medicinale efficace per il trattamento della malaria.

Il rischio ha scoraggiato la monoterapia a base di artemisinina o il solo trattamento della malaria con quel singolo medicinale, favorendo la terapia di combinazione. La limitazione del trattamento con artemisinina per casi confermati da un test diagnostico era inoltre essenziale per evitare l’iperprescrizione, ha aggiunto la dott.ssa Chan. “Non si deve più credere che ogni bambino africano con la febbre sia affetto da malaria,” ha aggiunto.

Ulteriori sfide sono state affrontate dal Dr. Teuscher, il quale ha letto un messaggio della Dott.ssa Awa Marie Coll-Seck, Direttore esecutivo del Partenariato “Roll Back Malaria”. “Ora è necessario porre attenzione al mantenimento della copertura”, ha affermato.

“Nell’ultimo decennio, la prevenzione della malaria a livello mondiale ha salvato la vita a circa 750 000 bambini in 34 paesi endemici”, ha affermato. “È tempo di agire”.

Il Dr. Chambers ha inoltre ribadito l’importanza dei progressi compiuti per combattere la malaria nel mondo. Si prevede che dalla fine del 2010, circa il 90 per cento dei 700 milioni di persone a rischio di malaria in Africa saranno protette da zanzariere trattare con insetticidi o con spray insetticidi residuali per interno. “Questo è un successo degno di nota”, ha affermato.

Il Segretario Generale Ban Ki-moon ha stabilito in primo luogo un ambizioso programma per combattere la malaria nel 2008 e ha convogliato l’attenzione del mondo su questo obiettivo, ha detto il Dr. Chambers.

Inoltre, ha affermato quest’ultimo, il successo dei programmi di prevenzione e di controllo sulla malaria deve ancor più alla rete di partner – ivi inclusi il Fondo Globale per combattere l’AIDS, la Tubercolosi e la Malaria, la Banca Centrale, l’Iniziativa del Presidente degli Stati Uniti contro la malaria, La Fondazione Bill and Melinda Gates e altri partner – che, attraverso una “collaborazione mondiale senza precedenti”, ha registrato livelli record di finanziamento.

Rispondendo a una domanda concernente il rischio posto dai ceppi di malaria resistenti all’artemisinina, il Dr. Newnam ha ribadito la necessità dell’analisi diagnostica universale al fine di evitare l’iperprescrizione di artemisinina – che potrebbe sfociare in resistenza. “Siamo vulnerabili e ne siamo tutti consci”, ha ribadito.

Lo stesso ha poi aggiunto che la ricerca e lo sviluppo attuali erano incentrati a trovare nuove classi di composti efficaci per trattare la malaria. Era in corso una prova di vaccinazione contro la malaria al terzo stadio con dati preliminari ricevuti in breve tempo e dati provenienti da una prova principale prevista per il 2014.

In risposta a una domanda sui metodi per contrastare la vendita e l’uso delle monoterapie di artemisinina, il Dr.  Newman ha affermato che ha scritto ai capi di circa 39 ditte farmaceutiche produttrici di tali medicinali ricevendo solo due risposte. Il Governo africano farà tutto il possibile per impedire l’importazione e la vendita di monoterapie per aiutare a combattere la resistenza.

In risposta alla domanda sul programma in corso per prevenire un ulteriore scoppio della malaria in situazioni post alluvionali in Pakistan, lo stesso ha riconosciuto che i rischi maggiori erano rappresentati da questo fattore. Il Dr. Newman ha affermato che l’Ufficio OMS per il Mediterraneo orientale ha condotto un’analisi della situazione subito dopo l’alluvione e ha istituito un piano d’azione per la distribuzione delle risorse primarie, incluse le zanzariere trattate con insetticidi. Molte di queste risorse sono già arrivate sul terreno in Pakistan, ha concluso.

 

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