Giovedì, 20 Giugno 2019
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ONU- Aiuti in Darfur

Darfur: Alto funzionario ONU chiede alle autorità di facilitare la consegna d’aiuti

Un alto funzionario ONU per gli Affari Umanitari ha chiesto all’amministrazione locale del Darfur un maggiore impegno nella consegna di aiuti alla popolazione in stato di necessità, senza discriminazioni di natura politica o etnica.

Valerie Amos, Vice Segretario Generale per gli Affari Umanitari e Coordinatrice degli Aiuti d’emergenza, ha espresso particolari preoccupazioni circa i limiti d’accesso alle aree colpite dagli attuali combattimenti, nella regione orientale Jebel Marra.

Lo stato d’insicurezza in Darfur ha limitato la capacità delle agenzie umanitarie di assistere la popolazione colpita dal conflitto, in particolar modo i residenti delle aree più remote. Valerie Amos ha anche espresso preoccupazioni circa i sempre più frequenti rapimenti d’operatori umanitari. Una trentina di operatori umanitari stranieri sono stati infatti rapiti da marzo 2009 a oggi. Quattro di loro non sono ancora stati liberati.

“Esprimo soddisfazione per gli sforzi compiuti dal governo nella risoluzione dei casi di rapimento e chiedo che tutti i responsabili siano individuati e processati. Ė necessario mettere fine alle impunità per poter invertire questa preoccupante tendenza”, ha affermato Amos durante la sua missione in Sudan, durante la quale si è anche recata in visita nei territori meridionali. Valerie Amos ha visitato un centro per la fornitura di cure mediche di base ai profughi del campo d’Al Salaam, sito alla periferia di El-Fasher, la capitale dello stato del Darfur settentrionale. Qui ha anche avuto la possibilità di raccogliere le testimonianze di donne profughe. Esse hanno manifestato la volontà di tornare ai propri villaggi, ma hanno spiegato che non lo fanno, per timore di violenze e rappresaglie. Valerie Amos ha anche ricordato che “tutti hanno il diritto di tornare a casa o di scegliere una sistemazione alternativa, a patto che siano garantite condizioni di vita appropriate dal punto di vista della sicurezza personale”.

A Nyala, la capitale dello stato del Darfur del Sud, Valerie Amos ha discusso di un eventuale ritorno dei profughi con alcuni rappresentanti della comunità umanitaria.

“Ė responsabilità del governo assicurare che il ritorno avvenga in un clima sicuro e senza intimidazioni”, ha affermato. “Gli operatori umanitari devono essere pronti a fornire assistenza laddove sia presente una chiara crisi umanitaria e laddove il governo non sia capace di fornire tale supporto”, ha aggiunto. “Se i profughi non vogliono tornare nelle loro aree di provenienza, dobbiamo aiutarli ad integrarsi nella comunità in cui vivono e ad avere mezzi di sussistenza adeguati”.

La visita di Valerie Amos prevede visite ai nuovi insediamenti e a uno dei più grandi campi profughi in Darfur, oltre ad incontri  a Khartoum con rappresentanti del governo, dei donatori, delle ONG e delle agenzie ONU.

Per saperne di più:

http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=36689&Cr=Sudan&Cr1=

 

SDG Poster 2018 2

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