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Somalia- Piano d'azione contro bambini soldato

Il nuovo Primo Ministro somalo promette di lavorare a un “piano d’azione” per porre fine al reclutamento e all’utilizzo di bambini soldato

Il Rappresentante Speciale del Segretario Generale ONU per i Bambini e i Conflitti Armati, Radhika Coomaraswamy, ha incontrato a Mogadiscio il Primo Ministro somalo Mohammed Abdullahi Mohammed, che ha promesso che si impegnerà nella lotta contro il fenomeno dei bambini soldato in Somalia e collaborerà con le Nazioni Unite, per spianare la strada verso un accordo ufficiale che ne garantisca la liberazione.

“L’impegno del Primo Ministro a porre fine al reclutamento dei bambini soldato in Somalia è un primo passo nella creazione di misure specifiche per prevenire tale reclutamento da parte del Governo Federale di Transizione della Somalia (TFG)”. Il TFG, con le sue milizie alleate, rientra nella “lista dei nomi della vergogna” del Segretario Generale, poiché responsabile del reclutamento dei bambini soldato. “Speriamo che l’impegno del primo ministro consenta al TFG di uscire dalla lista”, ha detto Coomaraswamy.

In occasione di un incontro con il Comandante dell’Esercito AMISOM Nathan Mugisha, Coomaraswamy ha altresì espresso la propria preoccupazione circa il massacro di civili, compresi bambini, causato da bombardamenti indiscriminati, ma è stata rassicurata sull’esistenza di regole di ingaggio che prevengano future morti di civili e bambini. Coomaraswamy ha anche affermato che spera che “Al Shabaab o Hizbul Islam, anch’essi presenti nella lista, rispettino il diritto internazionale umanitario e liberino tutti i bambini soldato. Gli Stati che hanno un’influenza sugli attori presenti nella regione devono usare la loro diplomazia per assicurare che in Somalia i diritti dei ragazzi e delle ragazze siano protetti”.

Ad Hargeisa, Coomaraswamy ha incontrato il Presidente della “Somaliland”, con il quale si è congratulato per le recenti elezioni ed il pacifico trasferimento di potere ed ha discusso di temi quali la violenza di genere, la giustizia per i bambini, il tema dei bambini rifugiati e l’istruzione per gli adolescenti a rischio.

Nel campo profughi di Bossasso, il Rappresentante Speciale ha anche potuto discutere dei problemi relativi alla condizione della popolazione che vive nei campi, costretta a pagare un affitto perchè il campo si trova in una proprietà privata. Moltissimi bambini non vanno a scuola perchè non ci sono le strutture adeguate e perchè le loro famiglie non possono permetterselo. Il rischio di violenza sessuale è altissimo e genera ulteriore insicurezza per le donne e le ragazze che vivono nei campi. Molti rifugiati hanno ancora in corpo proiettili, alcuni donne sono state violentate durante il loro trasferimento verso un luogo “sicuro”.

La fornitura di servizi di base per i bambini in Somalia dipende essenzialmente dagli aiuti internazionali. A partire dal 2008, tuttavia, i finanziamenti umanitari ricevuti dalla Somalia sono diminuiti progressivamente. Coomaraswamy ha ricordato alla comunità internazionale che “Ottenere risultati in Somalia è possibile, malgrado le estreme difficoltà di accedere al paese. C’è una presenza umanitaria sul terreno che può dare molto alle comunità colpite dalla guerra”. “In Somalia, i ragazzi e le ragazze partecipano ancora al conflitto e la situazione sta peggiorando. Gli attori cambiano, le lotte sono diverse, ma i bambini continuano a soffrire”, ha affermato Coomaraswamy.

Per saperne di più:

http://www.un.org/children/conflict
http://www.twitter.com/childreninwar


 

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