Sabato, 18 Agosto 2018
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Consiglio Sicurezza ONU- Donne per una pace sostenibile

Il Consiglio di Sicurezza richiama alla necessità di assicurare la partecipazione delle donne nella costruzione di una pace sostenibile

Il Consiglio di Sicurezza ONU ha celebrato il decimo anniversario della risoluzione storica su donne pace e sicurezza, ed ha richiamato l’attenzione sia sulla necessità di garantire una piena ed efficace partecipazione delle donne in tutte le fasi del processo di pace, sia sul bisogno di mettere fine agli abusi nei confronti delle donne e delle ragazze, perpetrati nei contesti di guerra. La risoluzione 1325 fu adottata il 31 ottobre 2000, dopo anni d’appelli e di sforzi congiunti, lanciati specialmente da parte della società civile e delle organizzazioni femministe, contro il trattamento inumano delle donne, la negazione dei loro diritti umani e la loro esclusione dai processi decisionali, nei paesi colpiti da conflitti armati.

Il Consiglio di Sicurezza ha espresso “grande preoccupazione” per la scarsa partecipazione delle donne nei processi di pace e nell’implementazione dei relativi accordi, nonostante il ruolo chiave che ricoprono nella prevenzione e risoluzione dei conflitti e nella ricostruzione della società. “Il Consiglio riconosce la necessità di una piena ed effettiva partecipazione delle donne in queste aree” per la costruzione del processo di pace e richiede anche a tutte le parti di porre fine a qualsiasi forma di violenza nei confronti delle donne, includendo gli abusi sessuali.

“La risoluzione 1325 non verrà mai implementata con successo, finché le violenze sessuali non cesseranno”, ha affermato il Segretario Generale Ban Ki-moon, attualmente in visita ufficiale nell’Asia sud-est, in un messaggio video trasmesso durante la riunione del Consiglio. Nel suo ultimo rapporto su donne pace e sicurezza, Ban Ki-moon ha sottolineato che le donne vivono, in contesti di guerra, situazioni aberranti, contro le quali non vi sono ancora metodi efficaci di monitoraggio. Il Segretario Generale ha anche affermato che, dieci anni dopo l’adozione della risoluzione 1325, è ancora difficile identificare e quantificare i progressi compiuti.

Presentando il rapporto del Segretario Generale, la Direttrice Esecutiva di UN Women (l’agenzia ONU per l’uguaglianza di genere e l’emancipazione femminile), Michelle Bachelet, ha affermato che “benché le attività volte all’implementazione della risoluzione 1325 siano state intensificate nel tempo, non esiste una chiara direzione, né scadenze ed obiettivi precisi, che possano accelerarne l’implementazione ed assicurarne il rispetto”. La Bachelet ha anche suggerito al Consiglio di svolgere incontri ministeriali a cadenza quinquennale per il monitoraggio di questi obiettivi e la risoluzione d’eventuali ostacoli all’implementazione della risoluzione. 

Il Sotto-Segretario Generale per le Operazioni di Mantenimento della Pace, Alain Le Roy, ha enfatizzato la necessità di prevedere, in futuro, finanziamenti sufficienti per l’implementazione della risoluzione 1325, e di intensificare gli sforzi per il rafforzamento delle competenze delle donne nel costruire una pace duratura nei propri paesi e favorirne la partecipazione ai processi politici e decisionali. Le Roy ha anche affermato che il principale indicatore di successo consisterà nella capacità di giungere alla creazione di piattaforme nazionali sostenibili, in cui le donne possano contribuire a definire ed influenzare il processo di pace nei propri paesi.

Per saperne di più:

http://www.un.org/apps//news/story.asp?NewsID=36565&Cr=women&Cr1=

 

SDG Poster 2018 2

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