Sabato, 21 Settembre 2019
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Comunità Mondiale- Aiutare i bambini soldato

La comunità mondiale deve aiutare i bambini soldato a reintegrarsi nella società, dice l’ONU

I più alti funzionari delle Nazioni Unite che operano per eliminare il reclutamento di bambini soldato si sono appellati ai governi affinché essi forniscano le risorse necessarie a garantire la reintegrazione di questi bambini nella società civile dopo la loro liberazione.

“Se non vengono reintegrati, possono facilmente essere reclutati nuovamente, o finire a vivere per strada, o far parte di bande giovanili, quindi è fondamentale per la sicurezza futura del paese che i programmi di reintegrazione siano efficaci”, il Rappresentante Speciale del Segretario Generale per i Bambini nei Conflitti Armati, Radhika Coomaraswamy dice ai giornalisti in occasione dell’Assemblea Generale su questo tema.

“La grande sfida che sta molto a cuore all’Assemblea Generale è che siamo riusciti a liberare tutti questi bambini, ma non abbiamo risorse e programmi per attuare questa reintegrazione, quindi incoraggiamo caldamente i governi affinché ci offrano il loro aiuto in questo”.

La relazione sottolinea alcuni dei successi ottenuti nell’ultimo anno, compresa la liberazione di tremila bambini in Nepal e di altri novecento entro novembre in Sudan.

I ribelli FNL hanno liberato in Burundi tutti i loro bambini soldato, i quali sono tuttora in attesa di essere reintegrati. Ma una sfida ancora più grande è quella della violenza sessuale e il bisogno di porre fine alla sua impunità. “Perchè l’azione sia sostenibile, è necessario che ci sia una responsabilità nazionale, per questo ritieniamo di dover collaborare con il governo della Repubblica Democratica del Congo nella lotta alla violenza sessuale, per punire i responsabili e per assisterne le vittime”, aggiunge Coomaraswamy mentre sottolinea che ci sono criminali che operano liberamente sia nel reclutamento che nella violenza verso i bambini.

La Rappresentante Speciale ha espresso anche preoccupazione per i crescenti attacchi alla scuola, alle insegnanti e alle studentesse, auspicando che le comunità locali collaborino nella difesa delle loro scuole e dei loro bambini, obiettivi di massima priorità.

Per meglio illustrare il dramma dei bambini coinvolti nei conflitti, le Nazioni Unite hanno mostrato un documentario sulla storia di ex-bambini soldato in Uganda settentrionale e di come siano guariti spiritualmente ed emotivamente in un centro di riabilitazione dopo anni di abusi ed esperienze scioccanti.

“Questa conferenza sui Bambini della Guerra ci ricorda l’urgenza di raggiungere il consenso morale affinchè nessun bambino partecipi alle ostilità e gli ex-bambini soldato vengano aiutati dai propri governi”, conclude la Coomaraswamy.  “E’ quindi cruciale che gli Stati Membri che non fanno ancora parte del Protocollo sul coinvolgimento di bambini nei conflitti a fuoco (all’interno della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia) ratifichino questo trattato per garantire protezione dei bambini prima e dopo la guerra”.

Per saperne di più:

http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=36416&Cr=child+soldier&Cr1=   

 

SDG Poster 2018 2

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