Mercoledì, 19 Giugno 2019
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ONU - Misure di Sicurezza

L’ONU DELINEA MISURE DI SICUREZZA PER LA POPOLAZIONE CIVILE DOPO GLI STUPRI DI MASSA

Nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) le Nazioni Unite hanno adottato una serie di misure per migliorare la tutela della popolazione civile nella parte orientale del paese, in particolare rafforzando l’autorità statuale per contrastare anarchia e violenza, in seguito ai recenti episodi di stupri di massa. Parlando al Consiglio di Sicurezza, Atul Khare, Segretario Generale Aggiunto presso il Dipartimento ONU per le operazioni di pace (DPKO), ha presentato l’operazione “Shop Windows”, che la MONUSCO (la forza ONU attualmente in RDC) ha lanciato per inviale un segnale di forte presenza e tutela nelle aree di Pinga, Kibua e Walikale, nella provincia del Nord Kivu, dove i recenti stupri hanno avuto luogo.

Di ritorno dal Congo, Khare, ha spiegato che “Shop windows” consta di un contingente di 750 uomini con l’appoggio di elicotteri di attacco e osservazione, fornirà sostegno alle autorità nazionali nel compito di arrestare gli autori delle violenze compiute ai danni di 242 civili, compresi 28 bambini, tra il 30 luglio e il 2 agosto. MONUSCO opera per migliorare le relazioni con le comunità locali, per rafforzare la raccolta di informazioni, e quindi migliorare la capacità di risposta a simili minacce, ha continuato Khare, indicando nell’aumento dell’attività di pattugliamento e di controllo e nel miglioramento delle comunicazioni radio – spesso difficili in aree remote come nell’est del paese – i criteri operativi fondanti della nuova strategia.

Circa le critiche espresse sull’operato dell’ONU, l’alto funzionario ONU ha ammesso che, pur essendo “le autorità governative e di polizia nazionali le principali responsabili per il mantenimento della sicurezza nel paese“, le Nazioni Unite hanno comunque commesso errori, in termini di azione inadeguata, che ha portato a una “inaccettabile brutalizzazione della popolazione dei villaggi nell’area”.

“Dobbiamo fare meglio”, ha ammesso davanti al Consiglio Khare, auspicando inoltre l’adozione da parte del Consiglio di sanzioni contro i leader del FDLR, cioè le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda, gruppo di combattenti di etnia Hutu legati al genocidio del 1994.

Margot Wallström, Rappresentante Speciale del Segretario Generale sulla violenza sessuale, ha poi preso la parola davanti al Consiglio di Sicurezza, sollecitando ONU e comunità internazionale ad agire con determinazione, e a confrontarsi con le proprie lacune. Un esame attento dell’operato dell’Organizzazione, ha spiegato, in uno spirito di trasparenza e responsabilità, deve formare la base per una migliore tutela della popolazione in futuro.

“Dobbiamo apertamente fare i conti col fatto che siamo stati troppo lenti a rispondere alla luce delle informazioni disponibili. Dovremmo analizzare la risposta dell’ONU, e delle sue forze sul terreno, non per recriminare, ma piuttosto con l’intento di fare meglio infuturoper tutelare i civili in una delle più complesse e vaste zone di conflitto del mondo”, ha concluso la Wallstrom.

Per saperne di più:

 http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=35856&Cr=democratic&Cr1=congo#

 

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