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MESSAGGIO DEL SEGRETARIO GENERALE IN OCCASIONE DEL TREDICESIMO ANNIVERSARIO DEL GENOCIDIO IN RUANDA - 9 aprile 2007

UNRIC/ITA/961/07


Lo scorso anno, prima di essere nominato Segretario Generale, mi sono recato in Ruanda per rendere omaggio alle vittime del genocidio e ai suoi sopravvissuti. Ho avuto modo di parlare con persone che hanno vissuto uno dei capitoli più neri della storia dell’umanità. Ciò mi ha profondamente segnato. Ogni giorno, da quando sono diventato Segretario Generale, penso a quella tragedia.



In occasione di questo tredicesimo anniversario del genocidio in Ruanda, vorrei rivolgervi due messaggi importanti.



Innanzitutto, mai dimenticare.



In secondo luogo, bisogna fare tutto il possibile perché mai più venga compiuto un genocidio.



Oggi il nostro pensiero va alle vittime – a più di 800.000 innocenti che sono stati uccisi con una brutalità terrificante. Che possano riposare in pace.
I nostri pensieri vanno anche ai colleghi delle Nazioni Unite: ai Caschi Blu e ai civili che hanno trovato la morte durante il genocidio, mentre esercitavano le loro funzioni. Essi hanno cercato di salvare il più alto numero di vite possibile, e non dobbiamo dimenticarci del loro coraggio e della loro devozione.



Dopo quelle orribili settimane di tredici anni fa, l’ONU ha imparato molte cose. Abbiano nominato un Consigliere speciale per la prevenzione del genocidio. Abbiamo costituito un Comitato consultivo per la prevenzione dei genocidi che ha da poco presentato una relazione importante. Ma tutto ciò non è sufficiente, è necessario adottare ulteriori misure. Nel corso delle prossime settimane ho intenzione di rafforzare i meccanismi sopra citati, in particolare valorizzando il ruolo del Consigliere speciale, che diverrà una carica permanente.
Anche il Continente africano ha adottato diverse misure. Il Patto storico sulla sicurezza, la stabilità e lo sviluppo nella Regione dei Grandi Laghi prevede un protocollo sulla prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, dei crimini di guerra e dei crimini contro l’umanità. È incoraggiante constatare che i paesi della Regione dei Grandi Laghi si siano raggruppati per riflettere sui terribili conflitti che hanno attraversato la regione e per assicurare che le generazioni future possano vivere insieme, non solo nei propri paesi ma anche con i paesi vicini. Spero vivamente che il protocollo sia presto ratificato.


I governi del mondo intero hanno riconosciuto il principio della responsabilità di protezione. Ora bisogna darvi un senso concreto prendendo le misure necessarie per applicare l’impegno preso. I popoli minacciati da genocidio, da crimini di guerra, da crimini contro l’umanità e da pulizia etnica potranno in questo modo ritrovare la speranza.
La prevenzione del genocidio è una responsabilità sia collettiva che individuale. Dobbiamo fare tutti la nostra parte: i governi, i media, le organizzazioni della società civile, i gruppi religiosi e ciascuno di noi. Lavoriamo insieme per la lotta contro il genocidio. Proteggiamo i popoli dal genocidio nel momento in cui i governi non sono nella posizione di farlo o non vogliono prendersi la responsabilità della difesa.


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