Mercoledì, 26 Novembre 2014
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Pubblicazioni e Ricerche sulle Nazioni Unite in Italia

La lista che segue intende  fornire alcune indicazioni sui volumi pubblicati ed i lavori di ricerca condotti da autori italiani sulle Nazioni Unite. Le opere sono in ordine cronologico. Le brevi schede sono tratte dalle indicazioni fornite dai rispettivi editori o autori.

 

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"The UN Millenium Developement Goals: a Utopian Dream For an Equal Future" di Martina Alibrandi (2014)

L’elaborato finale si ripropone di fornire una visione periferica degli sforzi delle Nazioni Unite per creare e per proporre azioni globali che possano offrire una migliore prospettiva di un mondo equo, un mondo dove la povertà, la fame, le disparità, le morti e le malattie diminuiscono per lasciare spazio all'uguaglianza tra i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo. Con l'analisi delle strategie e dei piani proposti dalle Nazioni Unite nel corso degli ultimi anni, questo lavoro si ripropone, inoltre, di esplorare la concreta attuazione degli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio nel mondo, con un’attenzione particolare allo stato del Guatemala, evidenziando quali successi, fallimenti e critiche essi hanno incontrato nel loro percorso.

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"Il Diplomatico Interculturale" di Fabrizio Lobasso (G. Giappichelli Editore, 2014)

Il contatto continuativo con la ‘diversità’ implica una scelta inevitabile: alzare le barriere delle proprie abitudini esistenziali, presumendo di doversi dotare di una qualche difesa, o aprirsi fiduciosamente alla creazione quotidiana di nuovi significati? In altre parole: vivere interculturalmente è una sfida troppo rischiosa da accettare, o forse è il solo, ineluttabile destino dell’essere umano? A domanda esplicita, Il Diplomatico Interculturale risponde altrettanto esplicitamente.

Fabrizio Lobasso, già avvocato e giurista d’impresa, è oggi un diplomatico in carriera dal 1997. Prima di tornare a Roma, ha prestato servizio in Cile e in Grecia. Da anni approfondisce tematiche legate alla comunicazione efficace e alla comunicazione interculturale. Su quest’ultimo tema ha pubblicato, tra gli altri lavori, Manuale di comunicazione interculturale tra italiani e greci (con Fabio Caon ed Elisabetta Pavan, Guerra 2007) e Diplomathìa, l’arte di imparare due volte: messaggi dal G8 (con Fabrizio Petri, Rubbettino 2010).

 

 

 


 Chinas and Italys Participation in Peacekeeping Operations

“China's and Italy's Participation in Peacekeeping Operations: Existing Models, Emerging Challenges” (Lexington Books, 2014)

A cura di Andrea de Guttry (Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa), Emanuele Sommario (Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa) e Lijiang Zhu (China University of Political Science and Law).

La Partecipazione alle operazioni di pace internazionali è diventata un elemento fondamentale della strategia di politica esteri di molti paesi in tutto il mondo. Italia e Cina sono state e sono tuttora coinvolte in varie attività per mantenere e promuovere la pace e la sicurezza internazionale, incluse le operazioni di Peacekeeping (PKO). Questo libro offre una descrizione del contributo dato dai due paesi nelle operazioni di pace internazionale, analizzandolo da un punto di vista giuridico (sul piano internazionale che nazionale), sociologico, storico e politico. Le specifiche esperienze dell’Italia e della Cina forniscono un’eccellente opportunità per mettere a confronto nonché a contrasto i come e i perché dell’intervento di potenze straniere nel nome della pace. 

Al contempo, il libro si concentra su tutta una serie di sfide cruciali che le PKO stanno affrontando (formazione del personale militare e civile, garantire la responsabilità per le violazioni dei diritti umani, assistere gli stati straziati dai conflitti nei loro sforzi di riabilitazione) e tenta di spiegare come l’Italia, la Cina e altri attori internazionali stiano cercando di rispondere ai numerosi dilemmi e alle numerose contraddizioni creati dagli scenari post-bellici. All’interno di quest’opera si annovera il contributo di un’ampia gamma di accademici, diplomatici nonché operatori coinvolti nelle operazioni internazionali di pace. 

 

 

 

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TESI DI LAUREA - " Il cinema documenta l'orrore: le donne di Ciudad Juárez", di Martina Alibrandi.

L’elaborato finale si focalizza sul problema del femminicidio a Ciudad Juárez (Chihuahua, Messico) e sull’importanza che il cinema ricopre rendendo coscienti le persone di tutto il mondo sullo scempio che sta accadendo in quelle zone dal 1993. Perché le donne continuano ad essere uccise? Perché nessuno riesce ad interrompere la corsa di questa folle macchina omicida? Qual è la verità sui crimini?

Più che soffermarsi sulle tante risposte incerte che sono state date, all'autrice preme ancor di più documentare e denunciare il femminicidio, una realtà che non può e non deve essere ignorata e ha scelto il cinema, come strumento di denuncia, per il suo forte impatto sulla mente e sul cuore dello spettatore poiché, diversamente dalla lettura di un libro, con un film è possibile mostrare in modo chiaro e crudo immagini e suoni senza lasciare nulla all’immaginazione.

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TESI DI LAUREA IN STORIA CONTEMPORANEA - " Operazione Piombo Fuso: storia e testimonianze", a cura di Eleonora Lena.

Il conflitto israelo-palestinese dura ormai da molti decenni e porvi fine è certamente una delle più grandi sfide dell’età contemporanea. La tesi in oggetto si propone di esaminare in sintesi la storia israelo-palestinese a partire circa dalla metà del XIX secolo per poi concentrarsi sull’Operazione Piombo fuso, attraverso un’analisi storica e politica in chiave contemporanea e prendendo in considerazione i possibili scenari futuri.

La suddetta campagna militare israeliana ha avuto luogo tra il 27 dicembre 2008 e il 18 gennaio 2009: un lasso di tempo molto breve che tuttavia ha lasciato immagini indelebili e aggiunto una nuova profonda ferita sul corpo martoriato del processo di pacificazione israelo-palestinese. Per descrivere l’Operazione Piombo Fuso da un punto di vista il più obiettivo possibile, si è ricorsi a diverse fonti internazionali, tra cui il Rapporto Goldstone delle Nazioni Unite sui crimini commessi durante l’Operazione Piombo Fuso a Gaza.

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"Tactical Nuclear Weapons and Euro-Atlantic Security: The Future of NATO", a cura di Paolo Foradori.

Il libro fornisce una panoramica comprensiva sulla questione delle armi nucleari tattiche in Europa.

La non proliferazione nucleare e il disarmo sono tornati al centro dell’agenda politica internazionale e assumono particolare rilevanza in ambito NATO, dato che cinque paesi dell’Organizzazione (Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi e Turchia) possiedono ancora tra le 150 e le 200 armi nucleari tattiche (ANT). Negli ultimi anni, gli Stati Uniti e l’Europa sono stati teatro di un acceso confronto sul ruolo di tali armi nell’attuale panorama della sicurezza internazionale, nonché sulla possibilità di ridurne ulteriormente il numero o addirittura di bandirle completamente dal territorio europeo.

Grazie al contributo di esperti di primo piano e di analisti con competenze specifiche in merito ai singoli paesi, questo volume offre un’analisi approfondita di presenza, ruolo, valore percepito e futuro delle ANT in Europa. Il libro affronta il problema in maniera sistematica, prendendo in considerazione il punto di vista di tutti gli attori coinvolti nel dibattito, sia direttamente sia indirettamente. Tale approccio permette di giungere a nuove e importanti conclusioni in grado di incidere tanto sul discorso teorico quanto sulle scelte politiche riguardanti una questione mai così delicata e di attualità, soprattutto alla luce dell’attuale revisione delle posizioni NATO in materia di deterrenza e difesa.

“Tactical Nuclear Weapons and Euro-Atlantic Security: The future of NATO” non potrà che risultare di grande interesse gli studiosi di scienze politiche europee, sicurezza europea, proliferazione nucleare e relazioni internazionali in genere.

 

 

 

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"Caschi blu e processi di democratizzazione. Le operazioni di peacekeeping dell'ONU e la promozione della democrazia", di Paolo Foradori.

Il libro offre un contributo al recente dibattito sulla dimensione internazionale dei processi di democratizzazione che ha dato rilevanza ai fattori esogeni nella spiegazione dei cambiamenti interni di regime. L’analisi si concentra sul ruolo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) come agente di ‘promozione democratica’, quando interviene attraverso l’attivazione di operazioni di peacekeeping con mandati comprendenti finalità non solo di pacificazione ma anche di trasformazione democratica del paese-obiettivo.

Dopo avere esaminato i principali aspetti teorico-concettuali del fenomeno della democrazia e della democratizzazione, l’Autore presenta un dettagliato studio sulle operazioni di supporto alla pace dell’ONU, interrogandosi sulla loro efficacia pro-democratica. Le conclusioni a cui la ricerca perviene è che i fattori internazionali sono una variabile importante nei processi di democratizzazione, ma tuttavia non decisiva se questi non si accompagnano a sviluppi di eguale forza e direzione endogeni ai paesi teatro delle operazioni di peacekeeping. Questo risultato spiega la natura instabile e ibrida di molti paesi oggetto dell’intervento ONU che, nel migliore dei casi, sono sì in transizione dall’autoritarismo, ma non necessariamente in cammino verso un sicuro approdo democratico.

 

 

 

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TESI DI LAUREA IN DIRITTO INTERNAZIONALE - "Birmania e affermazione del Principio di Sovranità: un pretesto o un valore da tutelare", a cura di Morena Termini.

Le passate (e pur sempre attuali) vicende dello Stato delMyanmar (ex Birmania) hanno indotto la comunità internazionale a puntare i riflettori sul Paese, riportando alla luce una questione mai del tutto sopita, che si colloca nel solco della tensione esistente tra idealità ed effettività del diritto internazionale.

Oggi, l’esercizio del principio di sovranità nazionale risulta fortemente condizionato e vincolato, in forza dell’elaborazione della teoria della “primazia dei diritti umani”, quale principio regolatore dei rapporti tra gli Stati. Tale principio impone agli Stati di farsi carico, uti singuli o uti universi, della tutela dei valori supremi dell’ordinamento internazionale. La Primacy ha, come corollario, il diritto di opporre nei rapporti tra Stati l’eccezione umanitaria, sì da giustificare l’interferenza nella sfera di sovranità interna, ove lo richieda la protezione dei diritti umani, in conformità alle norme internazionali che definiscono e condannano i crimina juris gentium. Tuttavia, in mondo in cui l’effettività del diritto è facile ostaggio dell’opportunità politica, è realmente possibile tutelare individui i cui diritti vengono violati ad opera degli Stati stessi? Da questo punto di vista, il caso del Myanmar ha rappresentato per la comunità internazionale (e per le sue istituzioni), un formidabile test per verificare se essa, dotata di mezzi efficaci e strumenti risolutivi, difetti, invece, di volontà. A tal proposito, molteplici opzioni di intervento sono state considerate, guardando, innanzitutto, al ruolo delle Nazioni Unite - poste al centro del sistema di governance mondiale - chiamate ad agire in ossequio al principio di Responsibility to Protect. Buona parte del presente lavoro verte, pertanto, sulla disamina delle azioni da intraprendersi in ambito ONU, da parte del Consiglio di Sicurezza, ma non solo, nella consapevolezza che il rafforzamento dell’efficacia dell’azione delle Nazioni Unite non può prescindere dalla riforma delle stesse. Per un’ONU che possa essere autenticamente dei Popoli. Per un sistema internazionale in cui la coscienza giuridica possa prevalere sulla ragion di Stato.

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TESI DI LAUREA IN FILOSOFIA DELLA COMUNICAZIONE - "La comunicazione online di Slow Food:tra brand e movimento", a cura di Michela Locati.

La tesi in oggetto consiste in un'analisi della comunicazione online di Slow Food e nello studio da un punto di vista semiotico della tensione tra brand e movimento politico-sociale che caratterizza i messaggi veicolati dall'associazione tramite il web.

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 "Democracy at the United Nations. UN Reform in the Age of Globalisation", a cura di Giovanni Finizio e Ernesto Gallo.

Quale ruolo per le Nazioni Unite in un mondo in via di globalizzazione? Come possono esse promuovere ed interpretare la democrazia internazionale? Il declino della sovranità dello stato provocato dalla globalizzazione mette oggi in crisi sia la politica che la democrazia. L’ONU ha le potenzialità per gestire democraticamente la globalizzazione e promuovere il bene comune dell’umanità, ma è ancora controllata dagli stati nazionali e opera in base a relazioni di potere tipiche dell’era pre-globalizzazione. La sua riforma è perciò cruciale, oggi più che mai.

Il libro discute in modo multidisciplinare due aspetti della riforma: la creazione di un’assemblea parlamentare in cui i cittadini del mondo siano rappresentati, per adattare la democrazia alla globalizzazione; il rafforzamento del Consiglio di Sicurezza attraverso la sua democratizzazione e regionalizzazione, per assicurare il bene pubblico della sicurezza, le cui caratteristiche si sono evolute negli ultimi decenni.

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TESI DI LAUREA MAGISTRALE IN RELAZIONI INTERNAZIONALI – “Suez e Panama: due Canali a confronto”, a cura di Gregorio Sambataro.

Suez e Panama costituiscono due itinerari che fin dalle loro origini hanno assunto grande rilevanza geopolitica e si sono dimostrati fondamentali per i trasporti ad alto valore aggiunto. Nella ricerca si analizzano: la costruzione dei due passaggi marittimi sottolineandone le differenze per dimensioni, accessibilità e metodo di attraversamento; il traffico di merci attraverso i Canali nonché le caratteristiche, gli sviluppi e la nazionalità delle navi che vi transitano; i risparmi di tempo consentiti dall’utilizzo delle due rotte.Vengono descritte le “sfide” che attendono i Canali all’alba del XXI secolo rappresentate dalle rotte concorrenti, sia quelle terrestri rappresentate dai landbridge ferroviari e dalle pipelines, sia quelle marittime che si renderanno praticabili a causa dello scioglimento dei ghiacci nell’Emisfero Nord. A questo scopo si esaminano in modo conciso il ruolo della Convenzione delle N.U. sul Diritto del Mare del 1982 e della Commissione delle N.U. sul limite della piattaforma continentale che ha il compito di decidere sulla fondatezza dei diritti rivendicati dagli Stati. Viene, inoltre, affrontata la questione della la pirateria marittima che rischia di provocare tensioni e insicurezze nei trasporti, analizzando le implicazioni giuridiche connesse sia all’invio di missioni internazionali anti-pirateria sia all’impiego di security teams a bordo delle navi.

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TESI DI LAUREA MAGISTRALE IN RELAZIONI INTERNAZIONALI E COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO - "L’Evoluzione delle Strategie per la Prevenzione e Trasformazione dei Conflitti Internazionali nell’Ambito del Sistema ONU", a cura di Stefano De Cupis.

Questa tesi compilativa ha come filo conduttore un tema vasto e delicato quale la prevenzione e trasformazione dei conflitti internazionali nell’ambito dello UN System. Le pagine che seguiranno provengono da libri, materiale raccolto e interviste - presso il Department of Peacekeeping Operations (DPKO) e il Department of Field Support (DFS) direttamente al Segretariato Generale delle Nazioni Unite a New York (USA) – a cura dell’autore. L’elaborato si compone di quattro parti inerenti i seguenti “topic” principali: la pace e la sicurezza internazionale, l’architettura del sistema di sicurezza delle Nazioni Unite, le Peace Support Operations (PSO), le teorie del Prof. Johan Galtung e il Transcend method, interviste presso lo UN HQs a NY, la figura del mediatore e la pace sostenibile per salvaguardare le future generazioni.

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INTERNATIONAL DISASTER RESPONSE LAW - a cura di Andrea de Guttry, Marco Gestri e Gabriella Venturini, pubblicato con ASSER TMC e SPRINGER Verlag.

Negli ultimi decenni  i disastri naturali e quelli causati dall’uomo sono aumentati dal punto di vista della frequenza e dell’intensità, mentre hanno provocato conseguenze sempre più gravi sia in termini di vite umane che di danni materiali e ambientali.

Il volume su International Disaster Response Law mira a ricostruire le regole giuridiche internazionali che disciplinano la prevenzione e la gestione di tale fenomeni: temi quali quello della responsabilità degli Stati verso  i loro cittadini vittime di disastri ma anche verso l’ambiente naturale, le norme in materia di prevenzione dei disastri, la protezione dei diritti umani in situazioni di crisi, il ruolo dell’Unione europea nella gestione degli eventi calamitosi, il coordinamento delle iniziative della Comunità internazionale a fronte di una crisi umanitaria,  sono approfonditi nel volume.

Il testo, che beneficia dell’apporto di esperti, giuristi, docenti universitari, ricercatori è  frutto di una ricerca interuniversitaria condotta dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dall’Università di Milano e dall’Università di Modena e Reggio Emilia.

 

 

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INTERNATIONAL MARITIME ORGANISATION, a cura di F.E. Bruno, Università degli Studi di Teramo, Facoltà di Giurisprudenza - Centro Ricerche Giuridiche per la Pesca e la Navigazione, Camera di Commercio di Pescara

Nei nostri quotidiani rapporti, siano essi privati o pubblici, sappiamo  di essere sottoposti ad un potere superiore in grado di obbligarci al rispetto di determinate norme: il Diritto, la Legge. Il diritto internazionale si fonda, invece, sulla volontà dei contraenti di rispettare i patti che si sono sottoscritti. Ancor più restio ad essere sottoposto a regole e limitazioni è stato da sempre il settore marittimo. La storia della navigazione sui mari e sugli oceani è la storia del mondo ma solo negli ultimi anni si è giunti ad una progressiva implementazione di misure che garantiscano sicurezza e rispetto dell’ambiente marino. Molto del lavoro svolto sotto forma di convenzioni ed accordi è merito dell’IMO, delle Nazioni Unite e delle persone che hanno ritenuto necessario ridimensionare l’assolutezza del concetto di “mare liberum”. Questo lavoro vuole essere un breve riassunto della storia e del ruolo dell’International Maritime Organisation.

 

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THE EU AND THE REFORM OF THE UN SECURITY COUNCIL: TOWARD A NEW REGIONALISM? a cura di N. Pirozzi ed N. Ronzitti, IAI - Istituto Affari Internazionali

Le Nazioni Unite sono un riferimento centrale per un'efficace presenza della Unione europea sul palcoscenico internazionale, e una delle più interessanti piattaforme per testare l'efficacia delle innovazioni introdotte dal Trattato di Lisbona riguardo la politica estera e di difesacomune. In particolare, il contributo dell'UE alla riforma del Consiglio di Sicurezza dell'ONU rappresenta una  materia cruciale al fine di valutare la capacità d'agire dell'Unione. Il nuovo trattato potrebbe consentire all'Unione europea di svolgere un ruolo più incisivo nel Consiglio di Sicurezza e spianare la strada ad un nuovo regionalismo nell'ambito delle Nazioni Unite.


 

MISURE DI CONTRASTO ALLA PIRATERIA MARITTIMA: MISSIONI INTERNAZIONALI O SERVIZI PRIVATI ARMATI A BORDO?

 

 

 

 

 

 

 

 

MISURE DI CONTRASTO ALLA PIRATERIA MARITTIMA: MISSIONI INTERNAZIONALI O SERVIZI PRIVATI ARMATI A BORDO? a cura di Miriam Menza (pdf)

Nella ricerca si analizzano brevemente, con riferimento all’ordinamento italiano, le implicazioni giuridiche connesse sia all’invio ed all’operatività nella Zona ad Alto Rischio di missioni internazionali anti-pirateria sia all’impiego di security teams armati a bordo come misura di contrasto individuale, già consentita alle compagnie armatrici da alcuni Stati di bandiera. A questo scopo si esaminano in modo conciso i disegni di legge presentati alla Camera ed al Senato negli anni 2010 e 2011, la cui approvazione autorizzerebbe l’imbarco di servizi di sicurezza armati privati anche sulle navi mercantili italiane, e si svolgono alcune osservazioni sulla efficacia reale dei rimedi utilizzati nella lotta alla pirateria contemporanea.

 

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DESERTIFICAZIONE E DEGRADO DEL SUOLO, a cura di Pietro Gagliardo

La conoscenza degli elementi più rilevanti che consentono la vita sul Pianeta rimane, talora, oscura o, persino, inesistente per la maggior parte degli abitanti della Terra.
L’impegno di tredici ricercatori ha dato vita al presente lavoro, dal 2007 al 2009, spiegando con un linguaggio accessibile al grande pubblico il processo di desertificazione, un fenomeno silenzioso che trasforma, quasi inavvertitamente, un terreno fertile in un suolo privo di sostanza organica e destinato a rimanere sterile per alcuni secoli.
136 grafici, tavole e schemi, 127 fotografie di varie località della Terra ed oltre 500 pagine di testo disegnano un percorso culturale e scientifico nella complessità delle relazioni ambientali in tema di desertificazione e di degrado del suolo.

 

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DIZIONARIO MARITTIMO DI TERMINI NAUTICI E COMMERCIALI Inglese-Italiano e Italiano-Inglese - 3° edizione aggiornata ed ampliata. Antonio Mantua.

L’autore, Antonio Mantua, socio fondatore di una agenzia marittima e di spedizioni di Taranto, presenta la Sua opera che consiste in un dizionario che elenca termini tecnico-nautici relativi alle unità mercantili e militari ma anche al diporto, nonché quelli commerciali attinenti ai traffici marittimi ed alla portualità.

Egli, oltre ad essere un raccomandatario marittimo, è un perito navale ed esperto linguistico di lingua Inglese nonché CTU del Tribunale di Taranto in qualità di perito navale ed interprete di lingua Inglese, presta la sua opera di docente di Inglese marittimo al Master Universitario di II livello post-lauream in “Diritto ed Economia del Mare” che si tiene a Pescara, in associazione con le Università di Pescara, Teramo, Modena, Molise, Genova, Milano, Roma (La Sapienza), Udine, Palermo e la Camera di Commercio di Pescara.
Il dizionario elenca tutti i termini che ruotano attorno al contesto marittimo portuale dando l’esatta definizione dall’Inglese all’Italiano oltre alla relativa spiegazione del termine onde poterlo inserire nel contesto di pertinenza: servizio di linea, containerizzazione, noleggio, brokeraggio, scienze nautiche, geografia, astronomia, assicurazioni marittime, giurisprudenza ecc. Il libro, edito da Faber Taranto, ha ricevuto il patrocinio dell’Autorità Portuale di Taranto, della Camera di Commercio di Taranto, dell’Ascom-Confcommercio di Taranto nonché dell’IPSIA Archimede di Taranto (Istituto tecnico nautico).

 

 

Otto racconti per il Millennio - copertina

 

 

 

 

 

 

 

 

Otto racconti per il Millennio. Angelo Colla Editore, pp 184, Isbn: 978-88-89527-54-2.  Otto storie inedite di otto grandi scrittori che ripercorrono gli “Obiettivi di sviluppo del Millennio” del Programma varato dall’Onu nel settembre 2000 per favorire lo sviluppo nelle aree più povere del pianeta.

1- Zoé Valdés (Cuba), “La mano Aperta”: una regista di documentari che scopre la drammatica vita quotidiana ad Haiti.
2- Bjorn Larsson (Svezia), “Scuola chiusa causa genocidio”:un ragazzo ruandese clandestino che sogna di poter andare a scuola ed è continuamente respinto alle porte dell’Europa.
3- Taslima Nasreen (Bangladesh), “Come foglie morte”: una giovane ragazza indiana che si prostituisce a Ramana.
4- Moussa Karaté (Mali), “I giorni senza sole”: un venditore di stracci del Mali che si batte per la sopravvivenza dei suoi figli.
5- Venus Koury-Ghata (Libano), “Hafia”: una ragazza madre minacciata di morte dai fratelli in Libano.
6- Philippe Besson (Francia), “Le zanne del lupo”: un europeo di fronte alla morte in un paese lontano
7- Simonetta Greggio (Italia), “Tutti i cani tristi”: un francese del Sud alle prese con i cadaveri dei suoi antenati che non si decidono a decomporsi.
8- Alain Mabanckou (Congo), “ L’ottavo conferenziere”: un conferenziere delle Nazioni Unite in un faccia a faccia con gli abitanti di una grande città del Congo.

Otto prestigiosi scrittori di fama internazionale che mettono in luce l’urgente necessità di agire per un nuovo modello di sviluppo e per realizzare un mondo migliore.  Ordina.

 

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ANDREATTA Nino, La riforma dell'ONU, Arel Servizi, Roma, 2005, pp. 216

Nel 1993, il Ministro degli esteri del governo Ciampi, Nino Andreatta, risponde al questionario inviato dal Segretario Generale dell'ONU, Boutros Boutros-Ghali, sul funzionamento e sulle prospettive dell'Organizzazione. Andreatta formula una proposta di riforma del Consiglio di Sicurezza che mira ad allargare la partecipazione di tutte le aree del mondo e a dare anche al nostro Paese un posto e un ruolo più incisivi. La sua idea è quella di creare dei seggi semi-permanenti nel Consiglio di Sicurezza, conferendo al Consiglio stesso nuova legittimità e nuova rappresentanza. La proposta di Andreatta costituisce il nucleo centrale della posizione sostenuta oggi dall'Italia e il nostro Paese è impegnato a non restare escluso dall'accelerazione che l'attuale Segretario Generale, Kofi Annan, sta imprimendo alla questione in questi mesi. Il volume, curato da Mariantonietta Colimberti, raccoglie le interviste, gli interventi e i saggi di Andreatta sull'argomento, insieme ai più rilevanti documenti sul tema dal 1993 ad oggi.

 

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ANTONELLI Francesco, L'Illusione di Prometeo. Conflitto e Post-conflict nella crisi dell'Occidente, Rubettino, Catanzaro, 2007, pp. 232

Questo libro – frutto di anni di ricerche svolte direttamente in aree di crisi – parte da una domanda: in che misura gli interventi della comunità internazionale in aree di crisi e percorse da conflitti annosi hanno avviato un processo di pacificazione in quelle società? Dallo studio comparato dei casi della Bosnia e dell’Afghanistan emerge che l’intervento internazionale non ha creato soltanto nuove tensioni in questi paesi, ma ha anche screditato “globalmente” quei concetti di democrazia, mercato e Stato alla base della modernità (prometeismo). L’illusione di Prometeo sta in questo: nel momento in cui l’idea forte di modernità declina nelle stesse società occidentali e la postmodernizzazione del mondo crea guerre di tipo nuovo, neo-medievali, l’Occidente pretende di trasformare radicalmente queste società sulla base di paradigmi in declino. L’auto-rassicurazione politico-culturale che sarebbe dovuta derivare da questo progetto, rispetto alle proprie paure e insicurezze, si trasforma, con un gigantesco effetto perverso, nel suo esatto contrario.

 

CarriereInternazionali.jpgBALDI Stefano e BARTOLI Antonio Enrico, “Carriere Internazionali” Nuova edizione aggiornata, Edizioni il Sole 24 ore, pp. 154.

Dall'Onu alle istituzioni comunitarie, dagli organismi non governativi alle multinazionali: cosa offrono, cosa chiedono, quanto si guadagna. Consigli pratici e opportunita' per i giovani.
Un libro di orientamento alle carriere internazionali si rivolge idealmente a due gruppi di lettori: quello dei giovani attirati dalla sfida dell’estero e quello dei professionisti con alle spalle anni di esperienza e dentro il desiderio di cambiare. Grande spazio viene dedicato alle opportunità per i giovani: dagli stages nei principali organismi al Programma JPO (Esperti Associati: due anni in un’agenzia ONU), dalle missioni di pace o monitoraggio elettorale al prestigioso “Young Professional Programme” della Banca Mondiale o del Fondo Monetario. Le opportunità e i meccanismi del sistema comunitario sono trattati in uno specifico capitolo. Si passano in rassegna  anche altre possibilità di lavorare all’estero: la carriera diplomatica, le imprese private, l’insegnamento, la promozione culturale, le organizzazioni non governative. Il libro segnala  moltissimi indirizzi web, utili per una periodica consultazione dei posti disponibili e per l'approfondimento di notizie necessariamente  solo accennate nel testo. Vengono, inoltre, riportate testimonianze di chi all’estero ha lavorato. Altri box suggeriscono corsi da frequentare, sfatano luoghi comuni, spiegano come compilare il formulario di candidatura.

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BALDI Stefano e BUCCHIANTI Cinzia

LE NAZIONI UNITE VISTE DA VICINO
Aspetti e problemi dell’attività dell’ONU e dell’azione dell’Italia
a cura di Stefano Baldi e Cinzia Buccianti
CEDAM, Padova, 2006, pp. 256
ISBN 88-13-262303-5
€ 24,00

Il volume contiene una serie di saggi realizzati in seguito ad un ciclo di videoconferenze tenute tra l’ONU di New York e l’Università di Siena, da funzionari diplomatici e funzionari di organizzazioni internazionali. I temi affrontati vanno dalla riforma del Consiglio di Sicurezza, alle agenzie specializzate delle Nazioni Unite, dalle crisi umanitarie alle questioni migratorie, alle operazioni di peacekeeping. Si tratta di scritti molto eterogenei, ma che hanno in comune un unico denominatore: quello di cercare di illustrare alcuni aspetti del lavoro che quotidianamente viene svolto a New York dalle Nazioni Unite. In fondo questa eterogeneità non fa altro che rispecchiare quelle che sono le caratteristiche del Sistema ONU che abbraccia settori e problematiche le più diverse.

 

 

baldi_Nesi_ONU_vetro_B.pngBALDI Stefano e NESI Giuseppe (a cura di), "L'Italia al Palazzo di Vetro. Aspetti dellazione diplomatica e della presenza italiana all'ONU", Quaderni del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università degli Studi di Trento, Volume n. 50, Università degli Studi di Trento, 2005. pp. 130

Il volume, frutto di un progetto di collaborazione tra la Rappresentanza Permanente d'Italia presso le Nazioni Unite di New York e l'Università di Trento, raccoglie un ciclo di vidoeconferenze svoltesi nel 2004 sull'attività italiana in ambito ONU. Esso cosituisce uno dei pochi casi in cui diplomatici ed esperti che collaborano con il Ministero degli Affari Esteri, descrivono le modalità attraverso cui si sviluppa l'azione concreta del nostro Paese a New York. Un'azione che troppo spesso rimane sconosciuta ai più. I contributi contenuti nel volume riguardano:

L'Assemblea Generale dell'ONU e i diritti umani; La concertazione europea nelle attività del Consiglio di Sicurezza; I confini tra politica e diritto nel quadro ONU; Le Nazioni Unite e la crisi irachena; L'ONU e i conflitti africani; Nazioni Unite e settore privato; Nuove minacce alla sicurezza internazionale: hacktivism e Ciberterrrorismo; Come comunicano le Nazioni Unite; La televisione delle Nazioni Unite.

 

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BARGIACCHI Paolo, La riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Giuffré, Milano, 2005, pp. 258

L'opera si propone di ricostruire, sotto diversi aspetti, il ruolo e il posizionamento del Consiglio di Sicurezza nell'ordinamento giuridico internazionale, proponendo possibili ipotesi di riforma anche sulla scorta della teoria generale del diritto. Successivamente affronta il tema della possibile deriva egemonica dell'ordinamento internazionale a fronte di certi comportamenti di alcuni Stati e di certe elaborazioni dottrinali a supporto di questi. Infine, esamina (con particolare riferimento al veto e all'ampliamento della membership consiliare) i più recenti propositi di riforma fino al Report del Panel nominato dal Segretario Generale ONU che, nel dicembre 2004, ha presentato due possibili "modelli" di riforma (e ampliamento) del Consiglio di Sicurezza.

 

 

 

CAPUZZI, Lucia,  Lucia Cappuzzi: Haiti - Il Silenzio Infranto - copertina, I Rombi / Marietti 1820, 2010

 

Il 12 gennaio 2010, alle 16.53, un terremoto di 7.0 gradi Richter ha devastato la capitale di Haiti, Port-au-Prince. Sotto le macerie sono morte oltre 200mila persone. Una delle peggiori catastrofi della storia, hanno affermato le Nazioni Unite. E questo è solo l’ultimo dei tanti cataclismi - naturali ma soprattutto sociali e politici - che si sono abbattuti sull’isola nei suoi duecento anni di storia indipendente. Trasformando la “Perla Nera dei Caraibi” nel Paese più povero dell’emisfero occidentale. Eppure, Haiti non è solo il “cuore di tenebra” d’America. Negli ultimi tempi, nuovi fermenti culturali, movimenti giovanili, microprogetti umanitari si stavano insinuando, a fatica, nelle pieghe della miseria secolare. Questo libro non fa previsioni sul futuro, ma cerca di raccontare l’intricata realtà haitiana, la sua primordiale bellezza, la sua insaziabile crudeltà.

Lucia Capuzzi (Cagliari 1978) è giornalista. Dopo la laurea in Scienze Politiche ha svolto un dottorato di ricerca in Storia del Partiti e dei Movimenti Politici a Urbino. Attualmente lavora alla Rai di Torino nella redazione del Tg Leonardo. Collabora con le pagine degli Esteri di Avvenire. E’ specializzata in questioni latinoamericane. Su questo tema ha pubblicato La frontiera immaginata. Profilo politico e sociale dell’emigrazione italiana in Argentina nel secondo dopoguerra (Angeli, 2006).  

 


CONFORTI Benedetto, Le Nazioni Unite, VII edizione, CEDAM, Padova, 2005, pp. 360

A parte gli opportuni aggiornamenti, questa nuova edizione di un testo ormai classico è principalmente dedicata all'esame e all'inquadramento della prassi del Consiglio di Sicurezza, in particolare della prassi relativa al cap. VII della Carta. La letteratura relativa al Consiglio si è accresciuta enormemente, rendendo sempre più difficile la selezione di ciò che è veramente necessario leggere. Ciò che poi è significativo è che aspetti giuridici dell'azione, e dell'inazione, del Consiglio, hanno formato oggetto di accanite discussioni nei mass media e finanche da parte dell'uomo della strada, in relazione alla guerra in Iraq. Cosicché il ruolo delle Nazioni Unite è divenuto uno dei leit-motiv dei dibattiti sulla politica estera di ogni Paese. Il volume costituisce un fondamentale strumento per comprendere il sistema dell'ONU e le più importanti problematiche giuridiche dell'organizzazione.

 

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DE GUTTRY Andrea, PAGANI Fabrizio, Le Nazioni Unite. Sviluppo e riforma del sistema di sicurezza collettiva, Il Mulino, Bologna, 2005, pp. 212

Nel 1945, in un mondo ancora sconvolto dal secondo conflitto mondiale, nasceva l'Organizzazione delle Nazioni Unite, uno dei progetti politici più ambiziosi della storia. A questa istituzione era inoltre attribuito il compito di mantenere la pace e la sicurezza. Oggi, dopo la fine della guerra fredda, dopo i drammatici avvenimenti dell'11 settembre e l'intervento in Iraq, cosa resta dell'ONU rispetto a quel progetto originario? Quali sono potenzialità e limiti delle Nazioni Unite nel nuovo scenario internazionale? Questo volume traccia un profilo e un bilancio dell'Organizzazione ricostruendone il funzionamento e l'evoluzione attraverso le riforme attuate, quelle mancate e quelle oggi in discussione. Si concentra poi sui progetti di riforma riguardanti il sistema di sicurezza collettiva nonché la composizione e il ruolo del Consiglio di sicurezza. Gli autori si soffermano infine sugli interessi dellItalia in questo processo di riforma e sul contributo che, in termini di valori, idee e risorse, il nostro Paese ha fornito al sistema ONU.

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DELLA FINA Valentina, Il bilancio nel diritto delle Nazioni Unite, Giuffré, Milano, 2004, pp. 378

Il volume analizza gli aspetti giuridici e la prassi più recente in materia di bilancio e finanziamento dell'ONU. Le spese che l'ONU può effettuare dipendono dagli introiti percepiti e nessuna proposta tesa ad ampliare le funzioni dell'Organizzazione può prescindere da tale elemento. Il sistema di finanziamento delle Nazioni Unite condiziona la realizzazione dei fini affidati all'Organizzazione. Da ciò l'importanza del bilancio ordinario dell'ONU che costituisce il documento contabile di previsione delle entrate e delle uscite per un periodo biennale. Esso rappresenta un 116 limite agli esborsi e, nel contempo, la base giuridica per sigere i contributi da parte dei membri a sostegno delle spese previste.


altDISTANTE Antonella, “English Throughout The International  Relations, Security and Defence Framework”.

La pubblicazione di Antonella Distante “English Throughout The International  Relations, Security and Defence Framework” nasce da una ricerca promossa dal Centro Studi  Europa 2010 nell’ambito del Master in Peace Building Management realizzato con la Pontificia Facoltà San Bonaventura di Roma. L’opera intende consentire un approfondimento serio e circostanziato dell’inglese nel campo delle relazioni internazionali, della sicurezza e della difesa al fine di  offrire un valido strumento di studio e conoscenza  a quanti operano in tali ambiti o nutrano per essi interesse,  considerata anche la centralità che la competenza terminologica assume  nelle relazioni internazionali.

La prima parte consta di una introduzione metodologica e sociolinguistica a cui fa seguito la produzione della  ricerca  che consiste in una raccolta di circa 1300 espressioni inglesi del settore, selezionate, misurate, analizzate ed offerte  con una concettualizzazione  sintetica ma efficace. La ricerca ha superato la formula arida del glossario per gli estesi riferimenti, nelle definizioni, al diritto internazionale, al diritto dell’Ue, alla geopolitica, alla dottrina militare, al diritto dell’ambiente.

Un percorso stimolante e complesso, che riconosce la valenza di linguaggio comune  a livello internazionale dell’inglese specialisitco trattato. Il lavoro è corredato infine  da una serie di stimolanti esercitazioni terminologiche.

 

Dissertation_SDonini.pngDONINI Simona, Bhutanese Refugee Women in Nepal:  A Continuum of Gender Based Violence, SOAS, London, 2008 pp. 50 (pdf)

Centinaia di migliaia  di Butanesi originari del Nepal meridionale, furono costretti a fuggire dal Bhutan all'inizio degli anni 90 in seguito alla campagna di pulizia etnica messa in atto dal governo monarchico del Bhutan. Il 50 per cento della popolazione  che cercò protezione in Nepal, era composto da donne e bambine. Negli ultimi decenni, numerose ricerche hanno mostrato che le donne sono sempre più spesso  prese di mira duranti i conflitti armati o in tempi di   violenza politica; inoltre gli atti sistematici contro le donne  sono solitamente messi in atto dai governi e  commessi dalle forze armate.

La mia ricerca  vuole essere un resoconto della violenza di genere subita dalle donne Butanesi fuggite in Nepal.  Si basa su fonti   secondarie e  fonti primarie. Il suo  scopo principale è  di dimostrare come, la violenza di genere perpetrata durante la campagna di pulizia etnica  del governo del Bhutan, faccia parte di  un più vasto continuum di violenza iniziato in tempo di pace, esasperato  durante la persecuzione  dall'esercito   e   persistito nei campi profughi.
Inoltre vuole sottolineare  come il “dispacement” può offrire unÙopportunità di cambiamento per le donne, grazie alla costante esposizione dei rifugiati  a influenze  esterne, agli operatori umanitari internazionali ed ai principi di uguaglianza promossi.

altD'ERCOLE, TOMMASO, La cooperazione tra l’Unione Europea e le Nazioni Unite per la prevenzione dei conflitti, Università di Bologna, pp. 38 (PDF)

 

Questa ricerca ripercorre l’evoluzione della partnership tra l’Unione Europea e le Nazioni Unite nell’ambito della prevenzione dei conflitti. Dopo una presentazione del quadro giuridico di riferimento sulle modalità di collaborazione tra le due organizzazioni, viene descritta la cooperazione tra la Commissione Europea e i vari programmi, dipartimenti e agenzie dell’ONU nella prevenzione strutturale o di lungo periodo. In seguito viene illustrata la cooperazione tra l’ONU e la UE nell’ambito della prevenzione diretta o di breve periodo, con un’attenzione particolare alle prassi di collaborazione militare per la gestione delle crisi. Sono, infine, discussi alcuni aspetti da migliorare, come la cooperazione nell’early warning e nelle missioni civili, e si sottolinea l’importanza di incrementare il dialogo e la pianificazione comune delle politiche attraverso riforme istituzionali interne sia nell’Unione Europea che nelle Nazioni Unite.

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diritti_di_cittadinanze.pngDONNARUMMA Anna (a cura di), Diritti di cittadinanze, PRO.DO.C.S Progetto Domani: cultura e solidarietà. In collaborazione con la Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri d’Italia. 2007.
 
Il testo prende atto dei mutamenti sistemici in corso nella realtà odierna e dei fenomeni sociali che trasformano di continuo le relazioni umane, incidendo sulle visioni antropologiche e ideologiche di società sempre più multietniche e multiculturali.

Un’analisi critica dei contenuti, svolta sotto il profilo non solo teorico, ma anche attraverso una valutazione delle pratiche sociali, ha ben evidenziato che sono molteplici le definizioni con cui si è andato connotando il termine di cittadinanza nell’evoluzione storica del dibattito giuridico-politico. Definizioni diverse tra loro a seconda dei principi e criteri con cui è riconosciuta ed attribuita ai cittadini da parte di uno stato. E i significati diversi di cittadinanza, di volta in volta, sono anche messi in relazione con le strutture dei contesti societari, alla luce dei cambiamenti sociopolitici ed economici che essi vanno subendo e che incidono sulle stesse definizioni in una dinamica di reciprocità significante.
 
Il libro è il frutto degli approfondimenti tematici legati al progetto di educazione allo sviluppo: "Programma di educazione sui temi dello sviluppo, delle povertà e della convivenza multietnica", realizzato da un'aggregazione di 12 ONG della federazione Volontari nel mondo - FOCSIV e cofinanziato dal Ministero degli Esteri italiano, nel corso del biennio 2005-2006. La scelta del tema della cittadinanza evidenzia lo stretto collegamento delle prospettive implicite nella denominazione del progetto: sviluppo, superamento della povertà e convivenza multietnica. La pubblicazione è rivolta in modo particolare ai Formatori. Sono loro infatti ad affrontare i temi della cittadinanza, dell'eguaglianza, della convivenza multietnica, nell'educazione formale e non formale. 

 

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GRASSI ORSINI Fabio, Il mito dell'ONU, Liberal Edizioni, Roma, 2005, pp. 138

Il libro risponde a una delle ultime "vulgate" italiane: il mito del pacifismo, brandito contro sia l'interventismo umanitario degli anni Novanta sia contro l'interventismo democratico. In questo libro si ricostruisce l'interesse dei partiti e dell'opinione pubblica che, dal 1945 ad oggi, verso le Nazioni Unite è stato a corrente alterna e sempre in funzione delle convenienze interne.

 

 

 

 

 

 

Lelli-Noemi.pngLELLI Noemi, Crimini Internazionali e Tribunali Internazionali ad hoc, Università per stranieri di Perugia, 2006, pp. 128.

Il problema di perseguire e processare i responsabili di crimini di guerra, contro l’umanità e di genocidio, è sempre stato un obiettivo della comunità internazionale. Fin dai tempi di Norimberga e Tokyo, tribunali militari della II° Guerra Mondiale, si è tentato di processare pur con la pena di morte, tali criminali, ma è solo con la risoluzione 827 del 25 maggio 1993, che il Consiglio di Sicurezza crea un Tribunale penale internazionale per i crimini commessi nella ex Iugoslavia, nei primi anni ’90. Inizialmente criticato da alcuni Paesi Membri per una presunta illegittimità da parte delle Nazioni Unite a costituire organi penali tramite risoluzione e dietro un generico riferimento al Capitolo VII della Carta Onu, il Tribunale per la ex Iugoslavia, con sede all’Aja, è stata una esperienza talmente positiva che si è replicata a seguito del violento conflitto etnico del Ruanda e del genocidio della Sierra Leone. 

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Sintesi ed Indice (PDF)

 

MARCHISIO Sergio, LONU. Il diritto delle Nazioni Unite, Il Mulino, Bologna, 2000, pp. 440

Il testo contiene un'accurata analisi della prassi applicativa dell'ONU che nell'ultimo decennio ha conosciuto grandi innovazioni, specie nel campo della repressione dei crimini internazionali (si pensi ai Tribunali penali internazionali), della tutela dei diritti umani, dell'ambiente e della promozione dello sviluppo sostenibile. Tutto ciò, insieme all'attenzione dedicata ai progetti di riforma dell'ONU, e al rapporto fra il diritto dell'ONU e il diritto della Comunità internazionale.

 

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MASTROLILLI Paolo, Lo specchio del mondo. Le ragioni della crisi dell'ONU, Laterza, Bari, 2005, pp. 258

Alcuni considerano l'ONU come un governo mondiale onnipotente, e si aspettano che intervenga a risolvere ogni crisi; altri lo accusano di essere troppo ingombrante e di volersi occupare di questioni che competono agli Stati nazionali. Entrambi, diffondendo questa percezione, lo danneggiano. In realtà il Palazzo di Vetro è solo il luogo d'incontro dei 191 Paesi del mondo, dove discutono e possibilmente risolvono i loro problemi. L'ONU, in sostanza, è la somma delle volontà dei suoi membri e ha solo la forza che i membri decidono di darle.


 

altNESI, NOGLER & PERTILE: Child Labour in a Globalized World: A Legal Analysis of ILO Action, Ashgate, 2008

 

This volume examines the legal dimension of the ILO's action in the field of Child Labour. The authors investigate the implementation of the relevant legal instruments and assess the effectiveness of the ILO supervisory system. All relevant instruments are considered while particular attention is given to Convention 182 on the elimination of the worst forms of child labour. Child Labour in a Globalized World describes the ILO's activities concerning the eradication of child labour whilst assessing and evaluating the effectiveness of the relevant legal framework and functioning of the supervisory system. This book contextualizes the issue of the eradication of the worst forms of child labour in the recent doctrinal debate on the nature of labour standards and the transformation of the ILO.

 

L'Italia nelle Missioni Civili dell'UE: Criticità Prospettive

 

L'Italia nelle Missioni Civili dell'Ue: Criticità Prospettive, a cura di Nicoletta PIROZZI; COLLANA QUADERNI IAI
No. 35 (febbraio 2010)

Gli aspetti civili della gestione delle crisi hanno assunto un importanza crescente per la stabilizzazione di aree interessate da conflitti, dal Kosovo all'Afghanistan alla Georgia. Le missioni civili dispiegate dall'Unione europea (Ue) svolgono compiti di ricostruzione delle strutture statali, di riforma del sistema di sicurezza e dello stato di diritto, dellamministrazione della giustizia e di monitoraggio degli accordi di pace.

L'Italia occupa il secondo posto tra gli Stati membri dell'Ue per il numero di personale impegnato in queste missioni. Tuttavia, restano da colmare alcune lacune importanti in termini di formazione e reclutamento del personale, meccanismi di valutazione delle lezioni apprese, quadro giuridico e modalit di finanziamento.
I contributi raccolti nel volume analizzano lesperienza italiana ed europea in questo settore, evidenziandone luci ed ombre e proponendo una riflessione strategica sul ruolo dell'Italia nella gestione delle crisi internazionali.

Istituto Affari Internazionali; Via Angelo Brunetti, 9 00186 Roma; Tel.: +39/06/3224360; Fax: + 39/06/3224363; E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. -
website: www.iai.it

 

 

altRANIERI Emanuela, “Riforma delle Nazioni Unite ed Efficacia degli Aiuti”, Ponitificia Facoltà Teologica San Bonaventura, Roma, pp. 16. (PDF)

Partendo dalla necessità di riforma delle Nazioni Unite per rendere l’organizzazione capace di fronteggiare le attuali sfide internazionali attraverso una struttura che rispecchi il cambiamento delle relazioni internazionali dal 1945 ad oggi, il testo ripercorre il cammino iniziato in tal senso da Kofi Annan nel 1997 sino ai giorni nostri. Si esplicita così il legame tra riforma ed efficacia degli aiuti, formalizzato nella Risoluzione 56/201 e successivamente sviluppato dalla Dichiarazione di Roma sull’armonizzazione, dalla Dichiarazione di Parigi del 2005 e dal Programma di Azione elaborato al vertice di Accra nel settembre 2008. Parallelamente, si evidenzia come le raccomandazioni in merito ai cambiamenti della struttura e dell’operatività dei principali organi delle Nazioni Unite fatte dall’High-level Panel istituito nel 2003 e quelle dell’High-level Panel del 2006 riguardanti in special modo il concetto di “delivering as one”, abbiano portato alla creazione di nuove strutture di supporto e di coordinamento sia a livello paese che nelle sedi centrali ed alla sperimentazione del sistema “One UN” in otto paesi.

Americana Verde - copertinaRE, Anna, "Americana Verde - Letteratura e ambiente negli Stati Uniti", Edizioni Ambiente  

Il settimo Obiettivo del Millennio – Garantire la sostenibilità ambientale – pone l’ONU in prima linea riguardo a tutte quelle questioni che riguardano l’impegno per la salvaguardia del patrimonio ambientale globale. Gli strumenti da utilizzare sono molteplici e una corretta, efficace, coinvolgente comunicazione può essere utile per favore quel mutamento culturale necessario per ridefinire il rapporto tra uomo e natura.
 
Nel tentativo di contribuire a tale riforma culturale Americana verde  propone una lettura "verde" di alcuni autori statunitensi sottolineando come nella storia letteraria americana, fin dalle origini, si delinei una costante relazione con la natura, fondamentale per la formazione dell’identità culturale e della mitologia americana.
Il volume presenta inoltre alcuni nature writers contemporanei, definiti – The Green Generation – i quali hanno fatto della questione ambientale il tema prevalente della loro produzione artistica.
 
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ROCCA Christian, Contro l'ONU. Il fallimento delle Nazioni Unite e la formidabile idea di unalleanza tra le democrazie, Lindau, Torino, 2005, pp. 150

Rispetto alle grandi questioni come la sicurezza e la pace, l'ONU sarebbe un ente inutile, anzi dannoso. Il Consiglio di Sicurezza e l'Assemblea Generale avrebbero tradito lo spirito e i principi contenuti nella Carta istitutiva. Si imporrebbe un nuovo modello di azione globale perché le Nazioni Unite sono figlie della guerra fredda.

 

 

 

spada.pngSPADA, E., Antonella, Alleanza UE-ONU come opportunità per rilanciare la cooperazione multilaterale. Prospettive a partire dall’analisi della politica di  cooperazione allo sviluppo dell’UE, Università dei Paesi Baschi, Bilbao, 2006, pp. 102.

E’ possibile rilanciare il multilateralismo attraverso il rafforzamento la collaborazione tra le Nazioni Unite e l’Unione Europea nell’ambito della cooperazione allo sviluppo?

In un momento storico in cui lo scenario internazionale rende il multilateralismo, più che una scelta, una necessità, l’ Unione Europea sembra aver colto la sfida  ponendo il multilateralismo come fondamento delle sue relazioni internazionali e della sua stessa sicurezza.

L’attivismo dimostrato dall’Italia nello scenario mediorientale e la sua recente elezione nel Consiglio di Sicurezza, la pongono in una condizione privilegiata per assumere un ruolo di propulsore e di coordinamento all’interno dell’UE.

Appare necessario adottare un approccio integrato e pluridimensionale al multilateralismo, che renda coerenti e complementari l’impegno militare, i rapporti politici e diplomatici,  le politiche commerciali e culturali; in questo quadro la cooperazione allo di sviluppo può recuperare una sua centralità.

Dato questo scenario, il presente lavoro di ricerca mira ad analizzare la crescita della relazione e le potenzialità della collaborazione a livello politico ed operativo tra l’Unione Europea e le Nazioni Unite nello specifico campo della cooperazione allo sviluppo.

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Sintesi ed Indice (PDF)

 

tino.gifTINO, Caterina, Cambiamenti e sfide del Consiglio dei Diritti Umani: la prospettiva del Dipartimento di Pubblica Informazione delle Nazioni Unite, Scuola Superiore Sant'Anna, Pisa, 2007, pp.72.

"Il compito principale del Dipartimento di Pubblica Informazione(DPI) delle Nazioni Unite è di raccontare la storia dell'ONU. Proprio per raccontarla al meglio, le Nazioni Unite  nel corso degli ultimi anni hanno rivoluzionato la propria strategia comunicativa, in modo da sviluppare e diffondere una vera e propria "cultura della comunicazione" all'interno dell'Organizzazione. Il Consiglio dei Diritti Umani, recentemente costituito dall'ONU, ha rappresentato una sorta di banco di prova per tale cultura della comunicazione. Questo testo analizza i recenti cambiamenti nella stategia comunicativa delle Nazioni Unite, con particolare attenzione al modo in cui il DPI ha saputo reagire alla sfida rappresentata dal nuovo Consiglio dei Diritti Umani".
 
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Aspenia25b.gifVARI AUTORI, Tutti per ONU, ONU per tutti, Aspenia. N. 25, Il Sole 24 Ore, Milano, 2004, pp. 319

È complicato capire come funzionano le Nazioni Unite e come andrebbero riformate: più divertente farne un mito 'il governo del mondo' o buttarle semplicemente a mare, sostenendo che ormai, nell'epoca unipolare, non servano più a niente. Attraverso una raccolta di brevi saggi di politologi, diplomatici, giuristi, giornalisti italiani e stranieri, questo numero di Aspenia vuole liberarsi, e magari aiutare a liberare il dibattito italiano, di entrambi: del mito e del contromito.

 

Le Nazioni Unite non sono un governo del mondo; sono un foro di costruzione del consenso fra Stati (il Consiglio di Sicurezza), cui si aggiungono il segretariato e una serie di agenzie specializzate importanti. E non è vero che costino così tanto: l'ONU 'come direbbero, ma farebbero fatica ad ammettere, i nostri amici anglosassoni' è piuttosto "on the cheap". Che sia solo una macchina burocratica, e in più molto onerosa, è parte del mito negativo.

 

Cogliamo ciò che ci unisce. Il “denominatore comune” fra religioni e culture del mondo per difendere le generazioni futureVIOTTO Carletta, Cogliamo ciò che ci unisce. Il “denominatore comune” fra religioni e culture del mondo per difendere le generazioni future, 2010, pp. 84

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite da un decennio afferma che la cooperazione interreligiosa e interculturale è una componente essenziale per la promozione della pace, tesi che ha sostenuto con numerose attività quali: la Risoluzione 59/23 (“Promozione del dialogo interreligioso”), adottata nel 2004, afferma che il dialogo interreligioso costituisce una delle “dimensioni importanti del dialogo tra civiltà e culture della pace”; Un Forum di Cooperazione Interreligiosa per la Pace, composto dal Dipartimento delle Nazioni Unite degli Affari Economici e Sociali ECOSOC, l’UNESCO, e la Banca Mondiale, è stato inaugurato nel 2006, con la collaborazione di 16 membri delle Nazioni Unite più il Comitato delle ONG di provenienza religiosa presso l’ONU; La Risoluzione 61/221, adottata nel 2007, chiama il Segretario Generale alla designazione di una ”Commissione Tecnica” dentro il Segretariato per gestire materie interreligiose; La dichiarazione del 2010 ha stabilito l’anno della Riconciliazione tra le Culture, e attualmente è presa in esame la proposta di una risoluzione dell’Assemblea Generale per proclamare il periodo 2011-2020 come “Decennio di Dialogo Interreligioso ed Interculturale, Comprensione e Cooperazione per la Pace”.

Il libro “Cogliamo ciò che ci unisce” individua il fra religioni e culture del mondo quale base per edificare un dialogo autentico di pace. Questo libro è dunque un valido strumento di dialogo interreligioso e interculturale.
http://store.aracneeditrice.com/it/libro_new.php?id=5291

 

 

 

 

C_viotto.jpgVIOTTO Carletta, Infanzia da difendere - Lavora da 10 anni nel settore della finanza. A 17 anni fece volontariato all’Istituto Domus Laetitiae (Biella), per bambini disabili. Presso l’Unicef di New York lavorò in un progetto di reinserimento sociale dei bambini soldato. Ha organizzato, a scopo umanitario, presso l’Ospedale Buzzi di Milano, interventi chirurgici per aiutare bambini con gravi malformazioni fisiche.

Descrizione:
La violenza contro i Bambini è una piaga che la società attuale non è ancora riuscita a scrollarsi di dosso. Ignoranza, povertà, strutture pubbliche insufficienti e corrotte, una società sempre più incapace di ascoltare, capire, dialogare, commuoversi, indignarsi, sono alcune delle cause che rendono difficili le soluzioni di questo problema.
Il libro affronta la questione del fenomeno, in crescita in tutto il mondo, e ne analizza le ragioni sottese da una prospettiva multiculturale e multireligiosa, risalendo sino alla culla della crescita e dello sviluppo dei Bambini: la famiglia. Esamina, quindi, il valore chiave sia genitoriale che religioso nell’infrangere la maglia della violenza sull’infanzia, l’importanza della parità di genere, nonché un’approfondita educazione multiculturale attenta alla dimensione religiosa. Al fine di edificare un dialogo autentico tra le differenti appartenenze culturali e religiose nell’opera di difesa dell’infanzia, la proposta dell’istituzione della “Giornata Mondiale del Bambino” (a calendari unificati) intende riprendere e rilanciare, con forza e in forma nuova, la raccomandazione della Risoluzione 836 (IX) che fu firmata il 14 dicembre 1954 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La proposta è tesa a scuotere le coscienze e richiamarle a una comune riflessione etico-morale che possa condurre il mondo adulto – la famiglia, la scuola, la società – a un preciso impegno per tutelare l’infanzia da ogni sopruso e per promuovere i Bambini e le Bambine di oggi, uomini e donne di domani.

 

altZARU Davide, Il paradigma dei diritti umani ed il principio di sussidiarietà per una più efficace divisione del lavoro politico internazionale: un modello tripartito di coordinamento Nazioni unite - Unione europea - NATO, Università di Padova, 2006, pp.264.

La ricerca si propone di analizzare da un approccio giuridico e politologico l'impatto a livello sistemico della strategia di coordinamento internazionale tra l’Unione europea e la NATO. L’esperienza di progressiva integrazione delle due Organizzazioni internazionali sopraccitate - un esempio significativo di razionalizzazione dei mandati di due organizzazioni regionali sulla base di un paradigma valoriale condiviso - si pone infatti come disfunzionale rispetto ad una tendenza di affermazione di un regionalismo “à la carte” come strumentale rispetto allo sganciamento delle politiche estere nazionali dal rispetto dell’international rule of law. Il sistema di sicurezza europeo definito dalla cooperazione NATO e Unione europea si pone invece de iure e de facto come funzionale rispetto all’effettivo funzionamento del sistema di sicurezza collettiva previsto nella Carta delle Nazioni Unite, in presenza di un ipotetico accordo di coordinamento tra il sistema NATO-Unione europea e le Nazioni Unite.
 
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Indice (PDF)

In questa Giornata Internazionale per la Tolleranza ,16 Novembre 2014, il Progetto '7 Miliardi di Altri' vi propone il video seguente.

Video della settimana

Ecco il video presentato da "Momentum for Change" su iniziativa dell' UNEP intitolato "Climate Heroes: Stories of Change".

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