UNAMI – MISSIONE DELLE NAZIONI UNITE DI ASSISTENZA IN IRAQ (Nota Informativa)
SOMMARIO
Con la Missione di Assistenza in Iraq (United
Nations Assistance Mission in Iraq, UNAMI), istituita nel 2003, le
Nazioni Unite, sotto guidate da risoluzioni successive del Consiglio di
Sicurezza, si sono adoperate per assistere il governo e il popolo
iracheno mediante tentativi di promuovere dialogo, assistenza
nell’organizzazione di due tornate elettorali nazionali e di un
referendum, consulenza per la redazione della costituzione irachena e,
infine, contribuendo al coordinamento dell'assistenza umanitaria e
promuovendo la protezione dei diritti umani. Con l’adozione della
risoluzione 1770 del 10 agosto 2007, il Consiglio ha esteso e
fortificato il mandato di UNAMI in Iraq, raccomandandone un
rafforzamento del ruolo nel Paese a sostegno degli sforzi del popolo e
del governo iracheni per consolidare le istituzioni governative,
promuovere il dialogo politico e coinvolgere i Paesi vicini, tutelare i
gruppi sociali più vulnerabili, compresi i rifugiati e i deportati
all'interno del Paese, e promuovere la protezione dei diritti umani
nonché le riforme giudiziarie e giuridiche. L'attuale responsabile di
UNAMI è il Rappresentante Speciale del Segretario Generale per l’Iraq
(SRSG), Ashraf Qazi, successore del defunto Sergio Vieira di Mello, uno
dei 22 membri del personale ONU rimasti vittima di un attentato suicida
alla sede centrale dell’ONU a Bagdad il 19 Agosto 2003, attentato che
portò al trasferimento del personale internazionale ONU al di fuori dei
confini dell’Iraq. All’attuale SRSG subentrerà Staffan di Mistura,
destinato ad assumere il suo incarico ufficiale a Bagdad a cominciare
dalla prima settimana di novembre 2007.
Occorre sottolineare che
il ritorno in Iraq del personale ONU è cominciato, in condizioni
accettabili di sicurezza, nell’aprile del 2004. Al momento i membri
internazionali e nazionali dello staff ONU che prestano servizio in
Iraq, Kuwait e Giordania ammontano rispettivamente a 300 e 400 unità
circa. Accogliendo favorevolmente l'opportunità di consolidare
l'appoggio all’Iraq secondo il dettato della risoluzione 1770, il
Segretario Generale Ban Ki-moon ha sottolineato che la sicurezza del
personale rimane una questione della massima importanza.
SVILUPPI RECENTI
Il Consiglio di Sicurezza proroga il mandato di UNAMI
Il
10 Agosto 2007, il Consiglio di Sicurezza ha rinnovato e rafforzato il
mandato di UNAMI con la risoluzione 1770. Il Segretario Generale, in
una dichiarazione in cui esprimeva il proprio compiacimento per la
decisione del Consiglio, ha tenuto a sottolineare che le Nazioni Unite
sono fortemente impegnate ad aiutare il popolo iracheno, affermando di
essere "lieto di avere l'opportunità di poter intensificare, nei limiti
del possibile, il nostro contributo in settori cruciali quali la
riconciliazione nazionale, il dialogo regionale, l’assistenza
umanitaria e i diritti umani”.
Ban Ki-moon ha, inoltre,
richiamato l'attenzione sul fatto che, mentre le Nazioni Unite sono
impazienti di lavorare in stretta cooperazione con i leader ed il
popolo dell’Iraq, "è necessario che siano gli stessi iracheni a
lavorare alla costruzione di un futuro pacifico e prospero per se
stessi, con il sostegno della comunità internazionale". Il Segretario
Generale ha reso omaggio a tutti i coraggiosi, uomini e donne, che
continuano a servire le Nazioni Unite in Iraq e ha sottolineato che la
loro sicurezza rimane una preoccupazione prioritaria, mano a mano che
la missione procede.
Verifica dell’Iraq Compact
In
un meeting a New York il 20 luglio scorso le Nazioni Unite si sono
poste l’obiettivo di esaminare la prima relazione annuale sullo stato
di avanzamento dell’International Compact with Iraq, un programma
globale di riforme ed investimenti che il governo iracheno dovrà
portare a termine nell’arco di cinque anni, con l'appoggio della
comunità internazionale.
(http://www.uniraq.org/ici/ICI%202007 %20Mid%20Year%20progress%20Report.pdf)
Il
rapporto ha evidenziato alcuni progressi verso l’istituzione di forze
dell'ordine unificate, nonché in direzione di un’attività legislativa e
di un processo di revisione costituzionale appoggiato dall’Onu, ma ha
anche rilevato la necessità di un’azione di sostegno senza soluzione di
continuità da parte della comunità internazionale. Il Compact è stato
varato a Sharm el-Sheikh il 3 maggio 2007 dal primo ministro iracheno
Nouri Kamel al-Maliki e dal Segretario Generale dell'Organizzazione
delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.
MANDATO
Il
Consiglio di Sicurezza, con la risoluzione 1770, ha prorogato di
ulteriori 12 mesi la durata della missione UNAMI, ampliandone il
mandato con la finalità di offrire consulenza, appoggiare ed assistere,
"per quello che le circostanze permettono”, il popolo e il governo
iracheni nelle attività di:
- portare avanti il dialogo politico globale e la riconciliazione nazionale;
- sviluppare le procedure per tenere elezioni e referendum;
- sottoporre
a revisione la Costituzione e verificare l’attuazione delle
disposizioni costituzionali, nonché sviluppare procedure dirette a
risolvere le dispute sui confini interni;
- favorire il dialogo regionale, compreso quello sulla sicurezza delle zone di confine, delle risorse energetiche e dei rifugiati;
- pianificare, finanziare e attuare i programmi di reintegrazione;
- pianificare l’organizzazione di un censimento generale.
La missione ha anche il compito, "per quello che le circostanze permettono”,
di promuovere, appoggiare, e favorire, in cooperazione con il governo iracheno:
- il ritorno disciplinato, volontario e privo di rischi
dei rifugiati e dei deportati, nonché il coordinamento e la
distribuzione degli aiuti umanitari;
- la messa in atto
del “Patto Internazionale con l'Iraq”, incluso il coordinamento con i
donatori e gli istituti di credito internazionali;
- il
coordinamento e la realizzazione di programmi volti a migliorare la
capacità dell’Iraq di fornire servizi essenziali al suo popolo e di
portare avanti l’opera attiva di coordinamento di programmi cruciali di
ricostruzione ed assistenza, avviata dai donatori, attraverso
l’International Reconstruction Fund Facility for Iraq (IRFFI);
- la
riforma della politica economica, lo sviluppo della capacità produttiva
nonché la creazione delle condizioni per uno sviluppo sostenibile,
anche tramite il coordinamento con gli organismi nazionali e regionali,
e – a seconda dei casi - la società civile, i donatori, e gli istituti
di credito internazionali;
- lo sviluppo di servizi -
civili, sociali ed essenziali - efficienti, inclusa l’organizzazione
della formazione e di conferenze all’interno del territorio iracheno,
quando possibile.
Il nuovo mandato della missione prevede, inoltre, il compito di
promuovere la protezione dei diritti umani e la riforma del sistema
giudiziario e di quello giuridico con lo scopo di consolidare il
principio di legalità in Iraq.
Il
precedente mandato di UNAMI, conformemente al dettato della risoluzione
del Consiglio di Sicurezza 1546/04, si concentrava sui seguenti
obiettivi: fornire collaborazione nell’organizzazione delle elezioni;
promuovere il dialogo nazionale e il raggiungimento del consenso
relativamente alla stesura di una costituzione nazionale; fornire
consulenza al governo iracheno nell’ambito dello sviluppo di efficienti
servizi civili e sociali; contribuire al coordinamento dei piani di
assistenza per la ricostruzione e lo sviluppo e alla distribuzione
degli aiuti umanitari; promuovere la protezione dei diritti umani, la
riconciliazione nazionale e le riforme dei sistemi giudiziario e
giuridico allo scopo di consolidare all’interno del Paese lo stato di
diritto; consigliare ed assistere il governo iracheno nell’ambito della
pianificazione e dell’organizzazione di un censimento generale
conclusivo.
RISULTATI
L'ONU:
- ha collaborato alla nascita del primo parlamento iracheno operativo e democraticamente eletto degli ultimi 40 anni;
- ha cooperato a redigere la bozza della Costituzione irachena del 2005;
- ha contribuito alla riuscita organizzazione di due turni di elezioni generali e di un referendum nazionale sulla Costituzione.
- tramite
UNAMI, ha fornito la propria assistenza nella pianificazione
dell'agenda legislativa dell’Alta Commissione Elettorale Indipendente
(IHEC) e monitorato il processo di selezione dei nove commissari da
parte del Consiglio dei Rappresentanti (COR). UNAMI continua a fornire
assistenza tecnica all’IHEC.
- ha appoggiato il governo
iracheno nella realizzazione di servizi sociali di base negli ambiti
della sanità, dell’istruzione, dell’approvvigionamento idrico, dei
servizi igienici e dell’occupazione, così come nell'opera di sviluppo
della consapevolezza dei diritti umani.
- ha
incoraggiato una partnership più salda con la comunità internazionale a
sostegno del processo di transizione politica del paese, sia con
l’istituzione dell’International Reconstruction Fund Facility for Iraq (IRFFI), sia con la predisposizione dell’International Compact with Iraq (ICI).
APPOGGIO AL PROCESSO DI REVISIONE COSTITUZIONALE
- L'Office of Constitutional Support (OCS) è
attualmente impegnato a fornire il proprio sostegno tecnico e la
propria assistenza al Comitato di Revisione Costituzionale (Constitutional Review Committee) del Consiglio dei Rappresentanti dell’Iraq (Iraqi Council of Representatives),
nell’ambito del processo formale di revisione della Costituzione
irachena del 2005. In particolare, l’OCS ha presentato al Comitato di
Revisione Costituzionale una serie di raccomandazioni inerenti a
potenziali emendamenti di specifici settori della Costituzione, incluso
quello concernente il federalismo, inteso anche in termini di fiscalità
(la distribuzione della ricchezza), ordinamento giudiziario, Federation Council o camera alta, istituzioni indipendenti e diritti umani.
- All’inizio
del 2007, l’OCS ha organizzato e diretto una serie di viaggi studio e
di occasioni di dialogo che hanno coinvolto le diverse fazioni
politiche a vantaggio dei membri del Comitato di Revisione
Costituzionale, con l'assistenza ed il supporto dell'Office for Project Services (UNOPS) dell’ONU.
- Prima
di dare il via alle consultazioni sulla revisione della Costituzione, i
membri del comitato hanno visitato la Spagna, la Germania e la Malesia,
per aver modo di mettere a confronto le multiformi concezioni di
federalismo. Essi hanno, inoltre, discusso del futuro dell’ordinamento
giudiziario iracheno a Il Cairo; hanno fatto lo stesso in tema di
federalismo politico e fiscale a Dubai.
IL “CLUSTER APPROACH” DELL’ONU
Circa 16 agenzie, fondi ed uffici costituiscono il
Country Team
dell’ONU. Onde garantire una pianificazione strategica integrata,
queste agenzie prendono parte ai cosiddetti sette “cluster” che si
occupano dei seguenti settori:
A. Agricoltura, Sicurezza Alimentare, Ambiente e Gestione delle Risorse Naturali;
B. Istruzione e Cultura;
C. Governance e Sviluppo Umano;
D. Salute e Nutrizione;
E. Ripristino delle Infrastrutture;
F. Rifugiati, Deportati all’interno del Paese e Soluzioni di lunga durata;
G. Sostegno allo svolgimento delle Elezioni.
I “cluster” sono responsabili della verifica e dell’approvazione dei progetti per garantirne la conformità con la
National Development Strategy. I progetti sono poi sottoposti all’esame e al benestare dell’
Iraq Strategic Review Board.
Alla luce degli sviluppi della crisi umanitaria in corso, che UNAMI ha
riferito nel maggio scorso "richiedere immediato riconoscimento nonché
un’immediata azione di sostegno”, il sistema dei cluster è attualmente
oggetto di revisione al fine di individuare il modo in cui esso possa
essere adattato o integrato ai requisiti di coordinamento degli
interventi umanitari.
FINANZIAMENTI
La
conferenza di Madrid, tenutasi nell’ottobre 2003, ha istituito il Fondo
Internazionale per la Ricostruzione dell'Iraq (IRFFI). Sinora, nei due
Fondi Fiduciari per l'Iraq che costituiscono l’IRFFI, ovvero il fondo
gestito dal Gruppo delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDG) e quello
gestito dalla Banca Mondiale, sono stati depositati più di 1,2 miliardi
di dollari da parte di venticinque paesi.
L’IRFFI è saldamente
collegato alla Strategia Nazionale di Sviluppo, ed quindi è destinato a
finanziare soprattutto i progetti per la ricostruzione e lo sviluppo.
Per assicurare all’ONU e ai suoi partner un potenziale di risposta
cospicuo, è stato ideato un meccanismo di finanziamenti umanitari, per
attivare il quale è necessaria una cifra iniziale pari a 500 mila
dollari.
PROGRAMMI E VINCOLI DI ATTUAZIONE
I
programmi attuati dagli organismi dell’ONU tramite i finanziamenti del
Fondo Fiduciario per l’Iraq (ITF) gestito dall’UNDG, si basano sulla
Valutazione del Fabbisogno eseguita congiuntamente dalle Nazioni Unite
e dalla Banca Mondiale, e sui progetti e le priorità emergenti dal
popolo iracheno, come indicato nella Strategia Nazionale di Sviluppo e
nel Programma economico quinquennale per lo sviluppo dell’Iraq (ICI –
International Compact with Iraq). L’ONU, dopo aver consultato le
autorità irachene, ha sviluppato un Piano Congiunto di Assistenza
Strategica ONU-Iraq, oltre al Piano Congiunto di Azione Prioritaria
progettato per illustrare il sostegno delle Nazioni Unite all’ICI e
sottoscritto di recente. Tutti i progetti finanziati dall’ITF sono
approvati dal Comitato Iracheno di Revisione delle Strategie.
A
partire da settembre 2007, sono stati approvati 152 progetti, per un
valore superiore al miliardo di dollari. Attualmente, la quota globale
ammonta a circa 648 milioni di dollari e le somme complessivamente
stanziate ammontano a circa 765 milioni di dollari, complessivamente il
63% e il 74% dei fondi approvati.
Il problema della sicurezza
rappresenta il maggior vincolo di attuazione, poichè limita l’accesso
alle aree di bisogno e impone alle Nazioni Unite l’uso di un meccanismo
di gestione a distanza per svolgere le proprie attività. Anche
affidarsi alle ONG nazionali ed internazionali fa parte di questo
meccanismo, e ne è la chiave, con l’effetto secondario di potenziare il
ruolo della società civile in Iraq.
COORDINAZIONE E RISPOSTA UMANITARIA
Nel
corso degli ultimi ventiquattro mesi, l’UNAMI ha fornito capacity
building e supporto al governo iracheno per quanto riguarda le
questioni umanitarie, tra cui l’assegnazione provvisoria di consulenti
presso l’ufficio del Primo Ministro, oltre al sostegno per mezzo di
rapporti sui diritti umani e altri documenti pubblici. Di recente l’ONU
e i propri partner hanno sviluppato un Quadro Strategico per gli
Interventi Umanitari in Iraq, pienamente sottoscritto dal Governo
iracheno e dalla comunità umanitaria internazionale; il processo di
sviluppo del piano operativo è attualmente in corso. Il Quadro
Strategico cerca di far fronte alle crescenti crisi umanitarie, a causa
delle quali otto milioni di iracheni necessitano di un intervento di
assistenza esterno; di questi, quattro milioni hanno abbandonato la
propria casa e più di due milioni ora sono dei rifugiati nei paesi
limitrofi.
Nei ventiquattro mesi appena trascorsi, l’UNAMI ha
erogato, tramite le ONG partner, più di 1,3 milioni di dollari in forma
di piccoli stanziamenti, fornendo generi alimentari e non, kit sanitari
di emergenza, acqua e servizi igienico-sanitari, materiale educativo, e
asilo alle persone sfollate (IDP) di tutto il paese.
Nel 2007 è
stata programmata una spesa pari a 600 mila dollari per gli aiuti
umanitari, ed un’ulteriore uscita di 660 mila dollari in caso di
finanziamenti disponibili.
Le Nazioni Unite, in collaborazione
con i propri partner operativi, hanno seguitato ad affrontare sfide
crescenti, causa di profonde conseguenze sui civili iracheni. La
spaventosa situazione a livello di sicurezza rimane un ostacolo di
primaria importanza cui molte persone devono far fronte. La fornitura
di servizi di base è stata compromessa dalla mancanza di sicurezza,
dagli spostamenti della popolazione, dalla fuga di cervelli e dal
crollo delle infrastrutture e dei sistemi del servizio pubblico. Il 26
agosto, gravi problemi di qualità dell’acqua e di trattamento dei
liquami hanno causato un’epidemia di colera nella regione curda.
Secondo i rapporti, si sono registrati migliaia di casi di diarrea (non
necessariamente correlati al colera) e dieci casi ufficiali di morte
per colera. L’epidemia si è diffusa anche nel governatorato di Erbil,
causando altre migliaia di contagi; dei casi riportati, il 30% era
costituito da bambini di età inferiore ai cinque anni. Per affrontare
la situazione, il personale locale delle Nazioni Unite (UNCT) ha
attuato e sostenuto l’incremento della coordinazione tra i vari
partecipanti nazionali ed internazionali, per realizzare interventi
efficaci di sanità pubblica e prestare assistenza allo sviluppo di
profili epidemiologici accurati. Inoltre, le Agenzie delle Nazioni
Unite hanno fornito consulenza tecnica e kit contenenti antibiotici e
altre scorte, utili a combattere l’epidemia. Tali Agenzie hanno inoltre
fornito assistenza alle autorità sanitarie in ambito di valutazione del
rischio, di rafforzamento del sistema di sorveglianza e di
miglioramento della coordinazione per mezzo di un centro operativo
multisettoriale relativo alla salute, all’acqua e all’ambiente, presso
il ministero provinciale della sanità.
I RIFUGIATI NELLA REGIONE
Per
i diversi soggetti interessati, trovarsi alle prese e fronteggiare la
situazione degli IDP e dei rifugiati iracheni nei paesi confinanti
costituisce un altro compito prioritario. A questo proposito, l’UNAMI
ha sostenuto il Ministero degli Affari Esteri nei preparativi per il
primo incontro con i paesi limitrofi sul tema dei rifugiati, convocato
in data 26 luglio ad Amman. Lo scopo di questo incontro era quello di
esaminare le modalità per alleviare il carico sulle nazioni ospitanti,
in particolare Giordania e Siria, che accolgono due milioni di
rifugiati iracheni. I partecipanti hanno concordato di unificare gli
obiettivi e di costituire dei gruppi di lavoro nei diversi settori
chiave (salute, educazione, impatto economico e protezione), sotto gli
auspici di un’organizzazione tripartita, con le Nazioni Unite a fungere
da osservatore e da collegamento tra i governi ospitanti e l’Iraq.
Le
Agenzie dell’ONU stanno fornendo ai rifugiati generi alimentari e altri
tipi di assistenza. Le Nazioni Unite hanno spedito circa 10 mila sms
verso telefoni cellulari allo scopo di informare gli iracheni rifugiati
in Siria del programma internazionale di distribuzione di prodotti
alimentari avviato a settembre.
L’Alto Commissariato delle
Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) e il Programma Alimentare
Mondiale (PAM) inizialmente distribuiranno razioni di cibo sufficienti
a sfamare 33 mila iracheni in Siria, fino ad arrivare a 50 mila entro
la fine dell’anno. Le Agenzie delle Nazioni Unite hanno garantito circa
4,14 milioni di dollari per provvedere ai generi alimentari per i
rifugiati iracheni durante i prossimi quattro mesi.
In data 27
luglio, l’ONU ha indetto una raccolta fondi per un valore di 129
milioni di dollari allo scopo di garantire a decine di migliaia di
bambini fuggiti dall’Iraq il proseguimento della propria educazione.
L’ACNUR e l’UNICEF stanno sostenendo i governi ospitanti, quali la
Siria, la Giordania, l’Egitto e il Libano, nel garantire l’istruzione,
per l’anno scolastico 2007-08, a centinaia di migliaia di rifugiati
iracheni in età scolare, 250 mila dei quali si trovano nella sola Siria.
Le
due agenzie ONU hanno costituito anche una Task Force per l’Educazione
d’Emergenza, per far fronte alle questioni che impediscono ai rifugiati
iracheni di ricevere un’istruzione. Entro la fine dell’anno corrente,
l’ACNUR prevede di arrivare ad elargire al Ministero dell’Educazione
Siriano una somma superiore a 20 milioni di dollari.
L’ACNUR
intende offrire il trasporto verso altre scuole con disponibilità di
spazio, classi provvisorie e finanziamenti extra per pagare gli
stipendi degli insegnanti di quegli istituti che utilizzano i doppi
turni per far fronte al numero altissimo di iscrizioni di bambini
iracheni.
Il 29 luglio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità
(OMS) ha convocato a Damasco un incontro per i dirigenti sanitari
provenienti dall’Egitto, dall’Iraq, dalla Giordania e dalla Siria, allo
scopo di programmare dei metodi per erogare assistenza sanitaria agli
iracheni rifugiati nei paesi limitrofi. Dal punto di vista sanitario,
l’ACNUR e i suoi partner, in particolare le Società della Mezzaluna
Rossa, si concentreranno sulla distribuzione immediata di cure mediche,
la ristrutturazione di ospedali, l’apertura di cliniche, la capacity
building per lo staff medico e la fornitura di nuove attrezzature
mediche, incluse almeno undici ambulanze in Siria.
FAMIGLIE E COMUNITA’
Le
famiglie e le comunità irachene continuano ad essere le vittime
incolpevoli del conflitto. Ad esempio, la cruenta devastazione
provocata dal bombardamento avvenuto il 14 agosto a Sinjar, nel Nord
del Paese, e ha causato la morte di 430 persone, più di 500 feriti e la
distruzione di circa 500 case. A questo proposito, la risposta
dell’UNAMI ha richiesto gli sforzi coordinati di tutte le Agenzie ONU
tramite i relativi uffici situati a Baghdad, Erbil e Amman. Insieme
alle autorità federali e regionali, incluse le organizzazioni
internazionali e le ONG, l’UNAMI ha cercato di potenziare la
distribuzione di aiuti umanitari e di assistenza alla ricostruzione in
favore delle vittime di questo violento attacco. Per questo l’UNAMI ha
garantito la distribuzione di aiuti umanitari da parte delle Nazioni
Unite ed ha espresso la propria preoccupazione riguardo alle
conseguenze del suddetto bombardamento.
Per ulteriori informazioni,
si prega di contattare l’Ufficio Informazioni dell’UNAMI: +9647 901 931
281, Via HQ NY: + 1914 822 7252 oppure +964 7901 940 146;
alternativamente contattare
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