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Missione di Assistenza ONU in Afghanistan

Foglio informativo – 28 marzo 2008

Mandato

Attraverso la risoluzione 1806 del 20 marzo 2008, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha prolungato di un anno, e cioè fino al 23 marzo 2009, il mandato della Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA). La funzione dell'UNAMA è quella di coordinare gli sforzi della comunità internazionale per promuovere, in accordo con il governo afgano, pace e stabilità nel paese, aiutando il processo di ricostruzione e al contempo rafforzando le fondamenta della riconciliazione e della democrazia.

Pur avendo stabilito una sostanziale conferma delle caratteristiche del mandato dell'UNAMA rispetto ai precedenti provvedimenti 1662 (2006) e 1746 (2007), con quest'ultima risoluzione il Consiglio di Sicurezza ha decretato che questa missione dovrà, insieme al nuovo Rappresentante Speciale del Segretario Generale (il norvegese Kay Eide), guidare gli sforzi a livello civile allo scopo di:

  • Promuovere un sostegno unitario da parte della comunità internazionale a favore del governo afgano;
  • Intensificare i rapporti di collaborazione con la Forza Internazionale di Assistenza alla Sicurezza (ISAF);
  • Incentivare un impegno politico capillare attraverso un'estesa e intensificata presenza sul territorio;
  • Sostenere, attraverso un processo di mediazione, i programmi di riconciliazione gestiti dall'Afghanistan;
  • Promuovere lo stato di diritto e incentivare la lotta alla corruzione, sostenendo al contempo l'impegno per assicurare al paese una miglior governabilità;
  • Ricoprire un ruolo determinante nel coordinare e agevolare la distribuzione degli aiuti umanitari;
  • Seguire la situazione dei diritti umani per la popolazione civile e coordinarne l’attività di salvaguardia;
  • Favorire il processo elettorale attraverso la Commissione Elettorale Indipendente dell'Afghanistan;
  • Sostenere la collaborazione tra le diverse regioni per la creazione di un Afghanistan più forte e stabile;

Il 12 marzo il Sottosegretario Generale per le Operazioni di Pace, Jean-Marie Guéhenno, ha comunicato al Consiglio di Sicurezza che è necessario incrementare l’incisività del mandato dell'UNAMA in risposta alle nuove sfide che questa missione si trova a dover fronteggiare, come ad esempio un movimento di insurrezione sempre più spietato e recidivo, un'economia largamente basata sul commercio di droga, una comunità internazionale non ancora sufficientemente compatta, e istituzioni governative inesperte e prive dei mezzi per risolvere questi problemi.

Al summit della NATO, che si terrà a Bucarest il 3 e 4 aprile, il Segretario Generale Ban Ki-moon discuterà del ruolo delle Nazioni Unite in Afghanistan assieme al presidente afgano Hamid Karzai e ai membri della comunità internazionale.

Struttura dell'UNAMA

L'UNAMA è una missione a carattere politico diretta e sostenuta dal Dipartimento delle Operazioni di Pace delle Nazioni Unite. Essendo una missione "integrata", la missione è attiva in due settori principali: l'ambito politico da un lato, e la gestione degli aiuti umanitari e dello sviluppo del paese dall'altro.

Con uno staff di circa 1.300 unità, la maggior parte del quale (circa l'80%) di nazionalità afgana, la missione coordina ogni singola attività delle Nazioni Unite all'interno del paese, e lotta per la creazione in Afghanistan di istituzioni indipendenti e sostenibili. Le linee guida della collaborazione tra governo afgano, Nazioni Unite e comunità internazionale sono definite dall'Afghanistan Compact, un programma lanciato il 31 gennaio del 2006, che prevede in un arco di tempo di cinque anni un impegno concreto per raggiungere una serie di obiettivi, tra cui pace e sicurezza, stato di diritto, creazione di un governo efficace, diritti umani garantiti e sviluppo economico e sociale sostenibile.

Il contesto

L'UNAMA è stata originariamente istituita il 28 marzo del 2002 con la risoluzione 1401 del Consiglio di Sicurezza allo scopo di mettere in atto l'Accordo di Bonn. Oltre a designare un governo transitorio per l'Afghanistan a seguito della caduta dei Talebani, questo documento disponeva la redazione di una nuova costituzione e la programmazione di elezioni generali.

Il mandato dell'UNAMA, che viene rinnovato annualmente, riguarda anche la gestione di tutte le attività umanitarie, di assistenza, recupero, ricostruzione e sviluppo.

A seguito dell'elezione di un nuovo parlamento nel 2005, il Consiglio di Sicurezza ha definito, insieme al governo afgano, le principali responsabilità della missione, tra le quali figurano: fornire consulenza politica e strategica per il processo di pace, promuovere un impegno internazionale verso il paese, assistere il governo locale nell'attuazione dell'Afghanistan Compact (un programma quinquennale per la ricostruzione del paese), sostenere la campagna per i diritti umani, e continuare a gestire le attività umanitarie e di sviluppo delle Nazioni Unite in collaborazione con il governo.

Nel settembre del 2007 si è tenuto a New York un importante vertice presieduto dal Segretario Generale Ban-Ki moon e dal presidente Hamid Karzai, durante il quale è stato riesaminato il ruolo centrale delle Nazioni Unite come guida imparziale degli impegni della comunità internazionale, ed è stata inoltre valutata la necessità di potenziare le capacità di coordinazione dell'UNAMA.

Nel suo rapporto del 6 marzo 2008, il Segretario Generale ha sottolineato come, benché la comunità internazionale sia fortemente impegnata in Afghanistan, la transizione politica in questa regione martoriata dalla guerra continui a trovarsi di fronte ad una serie di sfide sempre più impegnative che richiedono un approccio integrato: il governo locale deve infatti collaborare con la Forza Internazionale di Assistenza alla Sicurezza e con le Nazioni Unite per risolvere questioni quali sicurezza, stato di diritto, governabilità, diritti umani e crescita sociale ed economica. Il principio che guida le azioni dell'UNAMA dovrebbe essere quello di "consolidare la leadership afgana e rafforzare la collaborazione internazionale a favore di tale processo."

Sempre secondo il Segretario Generale, se da un lato le attività principali della missione devono rimanere invariate rispetto a quelle definite dal Consiglio di Sicurezza nel 2005, dall'altro l'UNAMA dovrebbe concentrare i propri sforzi su sei punti: coordinazione, impegno politico, sostegno del governo a livello regionale, organizzazione degli aiuti umanitari, elezioni e cooperazione con l’ISAF.

(Nel 2001 il Consiglio di Sicurezza aveva assegnato all’ISAF il compito di proteggere le autorità ad interim afgane. Nel 2003 l’ISAF è passata sotto il diretto comando della NATO, e ha ricevuto dal Consiglio di Sicurezza un incarico a più ampio spettro che prevede il sostegno del governo afgano anche al di fuori di Kabul).

Sicurezza

Nonostante importanti successi strategici conseguiti dalle forze armate nazionali ed internazionali, continua il Segretario Generale, in Afghanistan i nuclei di attività sovversiva sono tutt'altro che sconfitti. Anche se la Polizia Nazionale Afgana e l'Esercito Nazionale, forte di oltre 49.000 unità, cominciano ad estendere la propria presenza sul territorio fino a regioni in precedenza controllate dai ribelli, quasi un decimo dei distretti, compresi quelli orientali e meridionali, rimangono largamente inaccessibili sia ai funzionari afgani che agli operatori umanitari.

Nel 2007 il livello di attività insurrezionale e terroristica è drasticamente aumentato, e la media di incidenti è arrivata a 566 al mese, rispetto ai 425 dell'anno precedente. Delle oltre 8.000 vittime dei conflitti registrate nel 2007, più di 1500 sono civili. L'Afghanistan rimane spaccato in due: da un lato le regioni settentrionali e occidentali, generalmente più stabili, in cui i problemi per la sicurezza sono sostanzialmente legati a crimini o faide tra fazioni locali, e dall'altro l'area meridionale e quella orientale, caratterizzate da un'attività sovversiva sempre più organizzata. Anche gli attacchi ai volontari e agli operatori locali sono aumentati: nel 2007, ad esempio, sono stati assaltati e saccheggiati oltre 40 convogli che trasportavano cibo e aiuti umanitari per il Programma Alimentare Mondiale; 40 dipendenti di organizzazioni umanitarie sono stati uccisi e 89 rapiti, 7 dei quali successivamente uccisi dai loro sequestratori.

Nel 2007, proprio mentre venivano potenziate le forze di sicurezza afgane e internazionali, la strategia di questi nuclei terroristici è cambiata a favore di tattiche più circoscritte e asimmetriche, come ad esempio l'utilizzo di ordigni esplosivi improvvisati, attacchi suicidi, assassinii, rapimenti, il tutto nel tentativo di far fronte alla superiorità delle forze locali e internazionali nelle strategie più convenzionali.
Oltre a rappresentare una minaccia per la popolazione, la presenza di mine antiuomo o altri ordigni inesplosi costituisce un ostacolo al recupero del paese per via degli oltre settecento chilometri quadrati di territorio ancora a rischio. Il Mine Action Centre For Afghanistan, gestito dalle Nazioni Unite per conto del governo locale, coordina il Mine Action Programme con l'obiettivo di bonificare entro il 2013 tutte le zone ancora infestate da mine o altri ordigni inesplosi.

Politica e governo

Le prossime elezioni, al momento previste nel 2009 e 2010, saranno le prime gestite dalle autorità afgane dagli anni '70. Le Nazioni Unite sono attualmente impegnate a sostenere la Commissione Elettorale Indipendente Afgana nell’organizzazione del voto e nel processo di registrazione degli elettori.
Nel 2007 il governo ha istituito l’Independent Directorate for Local Governance, un direttorio con il compito di coordinare governo e comunità locali di tutto il paese, in particolar modo nelle province meno stabili. I distretti non coinvolti nel terrorismo antigovernativo hanno visto una crescita sia economica che amministrativa.

Stato di diritto

In gran parte del paese l'operato della polizia è migliorato. Oltre mille tra istruttori, tutori e specialisti internazionali sono dislocati in Afghanistan, e nonostante ciò le forze di polizia si trovano ancora a dover fronteggiare numerose questione problematiche, in particolar modo quella relativa alla corruzione diffusa.
Lo sviluppo delle infrastrutture giuridiche ha subito un graduale miglioramento, tanto che sta lentamente emergendo un corpo privato di avvocati. Nel novembre del 2007 è stata approvata una legge che ha permesso l'istituzione di un ordine di categoria che conta oltre 400 legali iscritti.

In risposta all'allarmante incremento della coltivazione di oppio nel 2007, l'attività contro il narcotraffico ha potenziato il proprio impegno. Grazie al sostegno dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC), il Ministero per la Lotta ai Narcotici ha portato avanti una campagna per riconciliare diverse posizioni su un impegno comune e creare così un accordo unanime sulle priorità da seguire. Il governo ha messo a punto un piano, chiamato Prioritized Implementation Plan for the National Drug Control Strategy, che concentrandosi sui grandi proprietari terrieri prevede per il 2008 l'estirpazione di 50,000 ettari, insieme alla promozione di uno sviluppo alternativo. Nel 2008 non sono previsti cambiamenti significativi per la coltivazione di papaveri, che rimane concentrata nelle aree più insurrezionali del sud-ovest.

Il governo ha adottato alcuni provvedimenti per affrontare il problema della corruzione. È stata istituita una commissione che dovrà valutare il livello di corruzione nel settore pubblico e, grazie all'aiuto delle Nazioni Unite, è stata disegnata la bozza di un piano nazionale contro la corruzione. La Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione è stata sottoscritta nell'agosto del 2007 ed è al momento in attesa di ratifica.

Diritti civili e condizione della donna

I progressi fatti nel 2007 nell'ambito dei diritti umani sono stati modesti. L'UNAMA e le autorità afgane stanno collaborando in una campagna per i diritti umani che comprende diverse attività, dal sostegno alla Commissione Indipendente per i Diritti Umani in Afghanistan, alla protezione delle classi più vulnerabili (come i rimpatriati, gli sfollati, le donne capofamiglia e i minori senza genitori), al controllo degli abusi e relative proposte di intervento.

Negli ultimi anni la condizione della donna in Afghanistan ha subito un lento ma costante miglioramento: le alte cariche in politica, così come i vertici delle organizzazioni della società civile, sono infatti sempre più frequentemente appannaggio di donne, che si trovano a svolgere un ruolo via via più importante nella ricostruzione del paese. Al momento il 27% dell'Assemblea Nazionale e il 26% della pubblica amministrazione in Afghanistan è di sesso femminile. Migliorare la condizione della donna resta comunque un’importante sfida: allo stato attuale soltanto un membro del gabinetto (il Ministro per le Donne) e il governatore di una regione (quella del Bamyan) sono donne. Solamente il 38% delle donne in Afghanistan è economicamente attivo, e lo stipendio di una donna è un terzo di quello di un uomo. Un'altra questione fondamentale è quella della violenza sulle donne, che nell'80% dei casi noti viene commesso da membri della famiglia.

Come risposta, nel marzo del 2008 le agenzie delle Nazioni Unite hanno lanciato, in collaborazione con il governo e altri paesi donatori, uno stanziamento speciale per fermare questa forma di violenza.

Attività umanitarie

Il Consiglio di Sicurezza ha affidato all'UNAMA il compito di coordinare il sostegno umanitario in Afghanistan, dove le condizioni della popolazione si fanno sempre più difficili.

L'inverno più duro degli ultimi 30 anni, unito alle scarse capacità del governo afgano, hanno aggravato la già complicata situazione del paese. L'instabilità di diverse regioni ha limitato gli interventi umanitari, e in 78 distretti del sud del paese le agenzie delle Nazioni Unite non sono in grado di operare.

Molte delle comunità più deboli sono state colpite dall'incremento del costo del cibo a livello mondiale, e nel gennaio del 2008 le Nazioni Unite e il governo afgano hanno lanciato un appello congiunto affinché venissero affrontate le conseguenze di tale situazione per le popolazioni locali. Entro la metà del 2008 il Programma Alimentare Mondiale conta di fornire aiuti straordinari ai 2.5 milioni di afgani che continuano a morire di fame a causa delle difficoltà nel procurarsi il cibo.

Sono stati 365,410 gli afgani che nel 2007 sono volontariamente tornati al proprio paese, portando così il numero dei rimpatri assistiti dal 2002 oltre i 4 milioni. I paesi confinanti hanno inoltre cominciato a deportare centinaia di migliaia di afgani senza la documentazione necessaria, e molti dei campi per i rifugiati hanno iniziato a chiudere. Attraverso le proprie agenzie le Organizzazioni Unite stanno cercando di aiutare questi deportati a tornare in Afghanistan, fornendo loro condizioni umanitarie adeguate e uno stile di vita sostenibile.

Sviluppo

In Afghanistan ci sono ancora grossi ostacoli a uno sviluppo giusto e sostenibile: la povertà, la carenza di cibo, il difficile accesso all’educazione e all’assistenza medica. Grazie tuttavia alla significativa crescita verificatasi in alcuni settori, l'82% della popolazione può ora beneficiare di un'elementare assistenza sanitaria. Un incremento del personale medico di sesso femminile (il 90% delle strutture ospedaliere ha almeno un medico donna, un'infermiera o un’ostetrica) garantisce oggi l’accesso al sistema sanitario a un numero maggiore di donne. Benché negli ultimi sei anni la percentuale dei parti seguiti da personale competente sia passata dal 6% all'80%, l'Afghanistan è al secondo posto per quel che riguarda la mortalità dovuta a parto.

Il numero di bambini che vanno a scuola è costantemente aumentato e nel 2008 dovrebbe raggiungere i 6 milioni, 35% dei quali bambine; per 330 mila di queste, nel 2008 arriverà il primo giorno di scuola.
Sebbene sia stimato che tra il 34% e il 42% della popolazione vive sotto la soglia di povertà, negli ultimi 4 anni l'economia non legata al commercio d'oppio è cresciuta ad una velocità del 12% e il prodotto interno lordo pro capite è quasi raddoppiato, raggiungendo i 289 dollari.

La Strategia di Sviluppo Nazionale Afgano identifica le priorità e i meccanismi per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del governo locale. Una versione temporanea di questo programma è stata presentata nel gennaio  2006; al momento il governo sta ultimando la versione definitiva.


Redatto dall'Ufficio Stampa del UNAMA e dalla sezione Pace e Sicurezza del Dipartimento delle Pubblica Informazione delle Nazioni Unite. Per maggiori informazioni, vedere il sito www.unama-afg.org o contattare Aleem Siddique, Senior Public Information Officer, UNAMA, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

In questa Giornata Internazionale per la Tolleranza ,16 Novembre 2014, il Progetto '7 Miliardi di Altri' vi propone il video seguente.

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