Venerdì, 31 Ottobre 2014
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PEACEKEEPING DELLE NAZIONI UNITE

FONDAMENTALE

Uno strumento essenziale di risposta internazionale alle situazioni di conflitto

•    Le operazioni di pace dell’ONU garantiscono sicurezza e sostegno a milioni di persone, sostenendo nel contempo le fragili istituzioni che sorgono nella fase post-bellica. Gli operatori di pace dell’ONU raggiungono paesi in guerra dove nessun’altro può o vuole andare allo scopo di  prevenire la ripresa o l’inasprimento dei conflitti.

•    L’ineguagliata legittimità delle operazioni di pace dell’ONU è garantita dal carattere internazionale del Consiglio di Sicurezza che le autorizza.

•    Strumento imparziale ed ampiamente accettato, il peacekeeping dell’ONU permette di intervenire efficacemente nelle situazioni di conflitto e di condividerne il peso.

•    Agevolando il processo di pace, le operazioni di pace dell’ONU danno un forte contributo alla stabilizzazione della sicurezza post-conflittuale; tuttavia, quando la particolare situazione di crisi lo renda necessario, può rendersi necessario utilizzare anche altri strumenti d’intervento.

•    Le operazioni di p agevolano il processo di pace, non lo sostituiscono.

FORTE

Un’organizzazione imponente

•    L’ONU è la più grande organizzazione globale multilaterale a contribuire alla stabilizzazione delle situazioni post-belliche: solo gli Stati Uniti D’America  mobilitano un  maggior numero di militari.

•    Attualmente, 20 operazioni dirette dal Dipartimento delle Nazioni Unite per le Operazioni di  Pace (DPKO)  vedono impegnate oltre 104.000  persone in quattro continenti e 12 fusi orari diversi, con effetti diretti sulle vite di centinaia di milioni di individui.  Il numero di  operatori di pace ONU impiegati oggi è di sette volte superiore rispetto al 1999.

•    E’ stato recentemente istituito il “Department of Field Support” (DFS), che fornisce sostegno in loco ad altre 13 missioni speciali, dirette dal Dipartimento per gli Affari Politici, con finalità politiche o di mantenimento della pace, e  a numerosi uffici ONU  dipendenti a livello amministrativo e logistico dal Quartier Generale ONU.

•    Non possedendo una forza militare propria, l’ONU  si avvale di personale fornito dagli Stati Membri. Al gennaio 2008, 119 paesi hanno partecipato alle operazioni di peacekeeping fornendo personale militare e forze di polizia.

•    Al mese di gennaio 2008, erano impiegati oltre 80.000 tra soldati e osservatori militari, 11.000  poliziotti, 6.000 civili internazionali, 13.000 civili locali e 2.300 volontari ONU provenienti da 160 nazioni diverse.

•    Le donne  che svolgono ruoli direttivi chiave in operazioni di peacekeeping sono sempre più numerose: tra febbraio 2007 e gennaio 2008, sono aumentate di oltre il 40 %. Attualmente, una donna è a capo della missione di pace nel ruolo di Rappresentante Speciale del Segretario Generale (SRSG) e ancora due donne sono vice-SRSG. Sono inoltre donne l’attuale Capo facente funzione del DFS  e il Direttore del personale del DPKO sono donne. Infine, nel 2007 è stato inviato in Liberia il primo contingente di pace formato da sole donne: un’ unità addestrata di polizia proveniente dall’India.

EFFICACE

Un’alta percentuale di successo

•    Fin dal 1945, il personale ONU impiegato in operazioni di peacekeeping  ha svolto 63 missioni, garantendo tra l’altro lo svolgimento di elezioni libere e regolari in più di 45 paesi e contribuendo, solo negli ultimi dieci anni, al disarmo di oltre 400.000 ex-combattenti.

•    L’ONU impiega efficacemente e senza sprechi il proprio personale. I suoi specialisti, in particolare nelle missioni integrate, posseggono ampie competenze civili e militari indispensabili per stabilizzare situazioni post-belliche ed agevolarne lo  sviluppo.

•    Nel 2007, l’Assemblea Generale ONU ha approvato un piano generale di ristrutturazione interna che ha visto la riorganizzazione del Dipartimento per le Operazioni di Peacekeeping e l’istituzione di un “Department of Field Support” distaccato.  E’ stato previsto inoltre un aumento significativo delle risorse e la creazione di nuovi strumenti e strutture integrate, al fine di far fronte alla crescente complessità delle attività designate e  garantire unitarietà di direzione e  coordinamento degli interventi.

•    All’interno della nuova struttura, il lavoro del DPKO si focalizza sulla direzione strategica e sulla gestione e conduzione delle operazioni di peacekeeping. Il DFS, invece, fornisce aiuto operativo e competenze professionali nei seguenti ambiti: personale, finanza, gestione finanziaria,  tecnologie informatiche e logistica.

•    Il mandato del DPKO annovera anche un nuovo “Rule and Law  and Security Reform Office”oltre che un Ufficio per gli affari militari che è stato potenziato

CONVENIENTE

Il peacekeeping ONU ottimizza i costi

•    Le operazioni di pace ONU sono finanziariamente assai meno onerose rispetto ad altri tipi di intervento internazionale ed il loro costo viene ripartito più equamente tra gli Stati Membri.

•    Il bilancio delle operazioni di peacekeeping approvato per il periodo compreso tra il 1 luglio 2007 e il 30 giugno 2008 ammonta a circa 7 miliardi di dollari,  arrivando a rappresentare  lo 0.5 % circa dell’intera spesa militare mondiale (spesa che nel 2006 è stata stimata in circa 1.232 miliardi di dollari USA).

•    Rispetto alle forze armate degli Stati Uniti, dei paesi industrializzati, della Nato e di  altre organizzazioni regionali, il costo pro capite degli operatori di pace ONU rappresenta senza dubbio l’opzione meno onerosa.

•    Una recente indagine condotta da economisti dell’Università di Oxford ha dimostrato come l’intervento militare internazionale di cui al Capitolo VII dello Statuto ONU costituisca il mezzo più economico per prevenire la ripresa delle ostilità nei paesi reduci da confitti.

•    Secondo quanto riportato da uno studio dall’“Accountability Office” del governo statunitense, un’operazione di pace come quella condotta dall’ONU ad HAITI (MINUSTAH), avrebbe avuto un costo doppio se svolta dagli Stati Uniti (876 milioni di dollari rispetto allo stanziamento ONU pari a 428 milioni di dollari per i primi 14 mesi della missione).

UTILE

Il peacekeeping dell’ONU fa la differenza proprio dove più è necessario.

•    Le più recenti operazioni di pace e sicurezza ONU si sono svolte in alcuni dei luoghi più conflittuali ed ingovernabili del mondo, dove nessuna missione internazionale era mai giunta prima.  Gli operatori di pace raggiungono regioni dove nessun altro può o vuole andare, facilitando stabilizzazione, pace duratura e sviluppo.

FLESSIBILE

Adattabile a diversi ambiti ed esigenze

•    Grazie ad un’accresciuta flessibilità delle strutture e  tipologie delle  missioni sul campo, l’ONU è riuscita a far fronte a sfide uniche e  alle sempre maggiori  richieste di intervento.

•    Al fine di  massimizzare i propri risultati, l’ONU collabora in maniera crescente con altre organizzazioni, sia internazionali sia regionali, come l’Unione Africana (UA) o l’Unione Europea (UE).

•    Dalle operazioni di polizia nei quartieri poveri di Port-au-Prince, a Haiti, fino alla missione  effettuata  con Unione Africana e Unione Europea in Darfur, le operazioni di pace dell’ONU  continuano ad evolversi per affrontare le grandi sfide contemporanee,  dalla pace mondiale  alla sicurezza.

•    Dalla protezione della popolazione civile nella zona orientale della Repubblica Democratica del Congo (DRC) alla tutela delle operazioni elettorali svoltesi a Timor-Est e in Liberia, le operazioni di pace dell’ONU armonizzano gli strumenti delle Nazioni Unite  al  fine di mantenere e costruire una pace sostenibile.

DINAMICO

Il peacekeeping dell’ONU è in continua evoluzione

•    Oltre a mantenere la pace e la sicurezza, gli operatori di pace ONU  sostengono i processi di cambiamento politico e  la riorganizzazione dei sistemi giudiziari. Inoltre, addestrano le forze di polizia, contribuiscono al disarmo ed al reinserimento degli ex-combattenti  e aiutano il ritorno a casa degli sfollati interni e dei  rifugiati.

•    L’attività di assistenza elettorale è un elemento sempre più centrale delle operazioni di pace ONU. Di recente, le Nazioni Unite hanno garantito lo svolgimento  di elezioni in 7 paesi reduci dalla guerra: Afghanistan, Burundi, Haiti, Iraq, Liberia, Repubblica Democratica del Congo e Timor-Est, con una popolazione complessiva di 120 milioni di persone, dando la possibilità a più di 57 milioni di votanti di esercitare i loro diritti democratici.

•    Il rispetto assoluto dei massimi parametri di comportamento da parte del proprio personale è una delle maggiori priorità nell’ambito delle operazioni di pace. A questo proposito, il peacekeeping ONU ha adottato una strategia comprensiva basata su tre principi cardine (prevenzione, applicazione di regole disciplinari e correzione) allo scopo di rispondere a questioni di abuso o  sfruttamento sessuale  da parte del proprio personale. Il DPKO ha istituito, presso i propri Quartieri Generali e sul terreno, delle unità territoriali per controllare il rispetto degli standard disciplinari e comportamentali.  Inoltre, collabora con i paesi che prestano personale militare per garantire l’applicazione  e l’attuazione integrale delle raccomandazioni contenute nel rapporto del marzo 2005 del Principe Zeid Ra’ad Zeid Al Hussein, Consigliere Speciale del Segretario Generale in materia di sfruttamento e abusi sessuali.

CAPILLARE

•    Solo  nel 2007, il Peacekeeping dell’ONU ha gestito:

> 20 ospedali militari e più di 230 cliniche;

> Oltre 18.000 veicoli e 210 velivoli;

> 450 stazioni satellitari terrestri , 40.000 personal computer e 2.800 server, con 3.5 milioni circa di e-mail e 2.5 milioni di telefonate al mese (circa una al secondo) e una media mensile di 200 videoconferenze.

•    Quale elemento integrante delle operazioni di peacekeeping, le operazioni di bonifica delle mine, effettuate dal Programma Antimine (UN Mine Action Service) sono in corso di attuazione a Cipro, nella Repubblica Democratica del Congo, in Eritrea/Etiopia, Libano, Sudan e nel Sahara occidentale.

> Le squadre antimine hanno bonificato finora oltre il 50 per cento delle strade principali nel Sudan meridionale, permettendo la circolazione dei convogli di pace e di aiuti umanitari  all’interno dell’area;

> Il Centro Antimine ONU per l’Afghanistan, ha smantellato mine e ordigni bellici residui all’interno di un’ area di oltre un  miliardo di metri quadrati;

> Il Centro di Coordinamento Antimine del Libano meridionale, collegato a UNIFIL, ha già bonificato 32,6 milioni di metri quadrati dei 38,7 che erano stati contaminati in precedenza da munizioni a grappolo durante il conflitto del 2006.


 


Missioni di pace attualmente gestite dal DPKO

ANNO D’INIZIO 

REGIONE

NOME DELLA MISSIONE 

1948 

1949   

1964 

1974

1978

1991

1993

1999 

1999

2000   

2002  

2003   

2004

2004  

2005

2006

2006

2007

2007   

2007  

Medio Oriente   

India/Pakistan  

Cipro 

Siria

Libano  

Sahara Occidentale

Georgia

Kosovo

Repubblica Democratica del Congo

Etiopia/Eritrea 

Afghanistan

Liberia

Costa d’Avorio

Haiti   

Sudan

Sierra Leone  

Timor-Leste 

Burundi 

Darfur (Sudan)

Repubblica Centrafricana/Chad

UNTSO - Truce Supervision Organization 

UNMOGIP - UN Military Observer Group in India and Pakistan

UNFICYP - UN Peacekeeping Force in Cyprus

UNDOF - UN Disingagemnet Observer Force

UNIFIL - UN Interim Force in Lebanon

MINURSO - UN Mission for the Referendum in Western Sahara

UNOMIG - UN Observer Mission in Georgia

UNMIK- UN Interim Administration Mission in Kosovo

MONUC - UN Organization Mission in the Democratic Republic of the Congo

UNMEE - UN Mission in Ethiopia and Eritrea

UNAMA - UN Assistance Mission in Afganistan

UNMIL - UN Mission in Liberia

UNOCI - UN Operation in Côte d’Ivoire

MINUSTAH - UN Stabilization Mission in Haiti

UNMIS - UN Mission in the Sudan

UNIOSIL - UN Integrated Office in Sierra Leone

UNMIT- UN Inteate Mission in Timor-Leste

BINUB - UN Integrated Office in Burundi

UNAMID - AU-UN Hybrid Operation in Darfur

MINURCAT - UN Mission in the Central African Republic and Chad

                                                         

I   James Dobbins et al., “The Beginner’s Guide to N-Building”,RAND Corporation, 2007.
II   William J. Durch et al., “The Brahimi Report and the Future of UN Peace Operations”, The Henry L. Stimson Center, 2003.
III   Paul Collier and Anke Hoffler, “The Challenge of Reducing the Global Incidence of War”, Center for the Study  of African Economies, Department of Economics, Oxford University, 26 March 2004.
  IV  “Peacekeeping: Cost Comparison of Actual UN and Hypothetical U.S. Operations in Haiti”, United States Government Accountability Office, Report to the Subcommittee on Oversight and Investigations, Committee on International Relations,  House of Representatives, GAO-06-331, February 2006, p.7.
  The Challenges Project, “Meeting the Challenges of Peace Operations: Cooperation and Coordination”, Phase II Concluding Report 2003-2006, Elanders Gotab, Stockholm, 2005.
  Vedi “Annual Review of Global Peace Operations 2007”, Center on International Cooperation, New York, 2007, pp. 2-12.


 

Giornata delle Nazioni Unite

Messaggio del Segretario Generale Ban Ki-moon in occasione della Giornata delle Nazioni Unite 2014.

Video della settimana

L'ONU porterà la visione di un mondo libero dalla fame a Expo Milano 2015, attraverso la "Zero Hunger Challenge", dimostrando ai visitatori come sia possibile sconfiggere la fame nel corso della nostra vita, come questo può essere raggiunto solo se lavoriamo insieme e come possono e devono essere parte della soluzione. Ecco il video.

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