Martedì, 16 Settembre 2014
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Le Nazioni Unite e il Darfur

Gli interventi umanitari


Le Nazioni Unite, attraverso le agenzie umanitarie, stanno conducendo nel Darfur il più vasto intervento di soccorso al mondo, assistendo circa 4,2 milioni di persone in difficoltà a causa della crisi in quella regione; di questi, 2,2 milioni di sfollati si trovano ancora nel territorio sudanese, mentre altri 460.000 si trovano nei campi-profughi in Ciad. Per gli aiuti al Darfur è prevista una spesa di più di 650 milioni di dollari, per il 2007; oltre 12.000 sono gli addetti agli interventi umanitari - dispiegati sul territorio per portare il primo soccorso alla popolazione colpita dalla crisi - che includono il personale di 13 agenzie delle Nazioni Unite, la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa e più di 80 organizzazioni non governative (ONG).

Negli ultimi quattro anni, il bilancio di questo poderoso sforzo umanitario è stato rappresentato da centinaia di migliaia di vite salvate e dall’abbattimento del tasso di mortalità al di sotto del livello d’emergenza; inoltre, la denutrizione è stata complessivamente dimezzata rispetto ai momenti di crisi più acuta, cioè intorno alla metà del 2004, e quasi i tre quarti della popolazione del Darfur oggi può avere accesso all’acqua potabile. Tuttavia, i continui attacchi provocano la fuga dei civili, con più di 190.000 sfollati in Darfur nei primi sette mesi. Molti campi profughi, ormai, non riescono più ad assorbire i nuovi arrivi, in un crescendo di tensione.

L’operazione umanitaria e il personale che se ne occupa sono stati bersaglio di fenomeni di violenza e ostilità sempre più frequenti. Nel giugno scorso, 69 collaboratori sono stati vittime di sequestri lampo, 37 convogli sono stati attaccati o depredati e 61 veicoli umanitari sono stati assaltati. Alcune delle principali ONG hanno deciso di abbandonare le operazioni, denunciando il clima di violenza nei confronti dei propri collaboratori.

Pur stimando che nel Darfur ci sia ancora più di mezzo milione di persone che non beneficia degli aiuti umanitari, le Nazioni Unite hanno riscontrato un miglioramento, rispetto a febbraio 2007, quando non erano raggiungibili ben 900.000 persone; i progressi, però, non sono attribuibili ad un maggior livello di sicurezza, ma agli sforzi sempre maggiori dei lavoratori delle organizzazioni umanitarie per raggiungere, con mezzi innovativi e spesso costosi, le popolazioni colpite dal conflitto. Grazie ad una pressione continua sulle autorità di Karthoum per consentire un intervento umanitario in sicurezza, nell’aprile scorso, le Nazioni Unite sono riuscite ad ottenere la sottoscrizione di un comunicato congiunto con il Governo sudanese per assicurare ed agevolare concretamente le attività umanitarie nel Darfur.

Le donazioni hanno finanziato il 62% delle operazioni di soccorso (al 15 giugno, sono stati garantiti 396 milioni di dollari dei 652 necessari), principalmente per aiuti alimentari. Altri settori, invece, non sono sufficientemente supportati dal punto di vista finanziario e necessitano di maggiori impegni. Anche a fronte del perdurante stato di non sicurezza, le Nazioni Unite e i suoi partner che si occupano di interventi umanitari, costituiscono senza dubbio per milioni di persone la speranza di sopravvivenza e protezione.



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