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Le Nazioni Unite e il Darfur
Gli interventi umanitari
Le
Nazioni Unite, attraverso le agenzie umanitarie, stanno conducendo nel
Darfur il più vasto intervento di soccorso al mondo, assistendo circa
4,2 milioni di persone in difficoltà a causa della crisi in quella
regione; di questi, 2,2 milioni di sfollati si trovano ancora nel
territorio sudanese, mentre altri 460.000 si trovano nei campi-profughi
in Ciad. Per gli aiuti al Darfur è prevista una spesa di più di 650
milioni di dollari, per il 2007; oltre 12.000 sono gli addetti agli
interventi umanitari - dispiegati sul territorio per portare il primo
soccorso alla popolazione colpita dalla crisi - che includono il
personale di 13 agenzie delle Nazioni Unite, la Croce Rossa e la
Mezzaluna Rossa e più di 80 organizzazioni non governative (ONG).

Negli
ultimi quattro anni, il bilancio di questo poderoso sforzo umanitario è
stato rappresentato da centinaia di migliaia di vite salvate e
dall’abbattimento del tasso di mortalità al di sotto del livello
d’emergenza; inoltre, la denutrizione è stata complessivamente
dimezzata rispetto ai momenti di crisi più acuta, cioè intorno alla
metà del 2004, e quasi i tre quarti della popolazione del Darfur oggi
può avere accesso all’acqua potabile. Tuttavia, i continui attacchi
provocano la fuga dei civili, con più di 190.000 sfollati in Darfur nei
primi sette mesi. Molti campi profughi, ormai, non riescono più ad
assorbire i nuovi arrivi, in un crescendo di tensione.
L’operazione
umanitaria e il personale che se ne occupa sono stati bersaglio di
fenomeni di violenza e ostilità sempre più frequenti. Nel giugno
scorso, 69 collaboratori sono stati vittime di sequestri lampo, 37
convogli sono stati attaccati o depredati e 61 veicoli umanitari sono
stati assaltati. Alcune delle principali ONG hanno deciso di
abbandonare le operazioni, denunciando il clima di violenza nei
confronti dei propri collaboratori.
Pur
stimando che nel Darfur ci sia ancora più di mezzo milione di persone
che non beneficia degli aiuti umanitari, le Nazioni Unite hanno
riscontrato un miglioramento, rispetto a febbraio 2007, quando non
erano raggiungibili ben 900.000 persone; i progressi, però, non sono
attribuibili ad un maggior livello di sicurezza, ma agli sforzi sempre
maggiori dei lavoratori delle organizzazioni umanitarie per
raggiungere, con mezzi innovativi e spesso costosi, le popolazioni
colpite dal conflitto. Grazie ad una pressione continua sulle autorità
di Karthoum per consentire un intervento umanitario in sicurezza,
nell’aprile scorso, le Nazioni Unite sono riuscite ad ottenere la
sottoscrizione di un comunicato congiunto con il Governo sudanese per
assicurare ed agevolare concretamente le attività umanitarie nel
Darfur.
Le
donazioni hanno finanziato il 62% delle operazioni di soccorso (al 15
giugno, sono stati garantiti 396 milioni di dollari dei 652 necessari),
principalmente per aiuti alimentari. Altri settori, invece, non sono
sufficientemente supportati dal punto di vista finanziario e
necessitano di maggiori impegni. Anche a fronte del perdurante stato di
non sicurezza, le Nazioni Unite e i suoi partner che si occupano di
interventi umanitari, costituiscono senza dubbio per milioni di persone
la speranza di sopravvivenza e protezione.