Lunedì, 22 Dicembre 2014
UNRIC logo - Italiano

L'ONU nella
tua lingua! 

Indice
Retroscena
Interventi politici e diplomatici
Sanzioni del Consiglio di Sicurezza
Operazioni di peacekeeping
Comando dell’operazione ibrida
Gli interventi umanitari
Diritti umani
Corte Penale Internazionale
Ambiente
Operazioni di peacekeeping Nord-Sud
Le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza
Documenti correlati
Tutte le pagine

Le Nazioni Unite e il Darfur

Interventi politici e diplomatici

La ricerca di una soluzione politica alla crisi nel Darfur è tra le massime priorità del Segretario Generale, che ha lavorato attivamente con tutte le parti interessate nella regione e nella più ampia comunità internazionale.  Sulla questione ha inoltre discusso regolarmente col presidente sudanese Omar al-Bashir, incontrandolo anche di persona il 29 gennaio 2007 ad Addis Abeba e nuovamente il 28 marzo 2007 a Riyad, in Arabia Saudita.

Il suo inviato speciale nel Darfur, Jan Eliasson, in carica dal dicembre del 2006, è impegnato in un’intensa attività diplomatica per ottenere progressi politici, insieme alla sua controparte UA, Salim Ahmed Salim. I parametri che guidano i loro sforzi sono mettere un termine alla violenza, garantire un rafforzato cessate il fuoco attraverso gli operatori di pace, ottenere miglioramenti nella situazione umanitaria e porre fine alla marginalizzazione del Darfur tramite un accordo globale di pace, che preveda disposizioni di condivisione del potere politico e della ricchezza.

Il 9 giugno 2007 gli inviati speciali hanno presentato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il loro percorso verso la pace nel Darfur. Il piano di pace si compone di tre fasi: la prima consiste nell’unificare tutte le operazioni di pace in corso; la seconda in attività di diplomazia a Khartum e presso i paesi non firmatari del DPA del 2006; la terza in negoziati di pace, il cui inizio è previsto per l’estate, secondo le dichiarazioni di Eliasson, il quale ha fatto seguito agli appelli del Segretario Generale affinché tutte le parti cessino gli scontri a fuoco e gli attentati terroristici per creare un’atmosfera favorevole alle trattative.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha inviato alcuni suoi membri a Khartum per incontrare il presidente al-Bashir il 17 giugno 2007 e chiedere l’accettazione esplicita di tutti gli elementi previsti dall’operazione di pace ibrida. Nell’occasione, gli inviati hanno lasciato intendere che avrebbero raccomandato il finanziamento dell’operazione congiunta, dopo aver ricevuto garanzie che strutture e sistemi di comando e controllo sarebbero stati forniti dalle Nazioni Unite.

Dal 3 al 5 agosto 2007, i rappresentanti dei movimenti ribelli non firmatari degli accordi di pace per il Darfur si sono dati appuntamento a Arusha, Tanzania, per partecipare ai colloqui presieduti dagli Inviati Speciali. Hanno ribadito il loro impegno per la Road Map e hanno contribuito alla presentazione di una piattaforma comune sulla suddivisione del potere e della ricchezza, sugli accordi per la sicurezza e per le questioni umanitarie e territoriali in vista dei negoziati conclusivi che si terranno verso fine anno. I non firmatari convengono sul fatto che le parti che non hanno partecipato agli incontri di Arusha potranno sottoscrivere la piattaforma comune in un secondo tempo. Gli Inviati Speciali hanno accolto con favore i risultati dei colloqui di Arusha e ora si stanno consultando il Governo del Sudan e altri soggetti interessati.

UNAMID

Il 31 luglio 2007, il Consiglio di Sicurezza ha adottato all’unanimità la risoluzione 1769 che autorizza la formazione dell’UNAMID sotto il Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, per un periodo iniziale di 12 mesi. La protezione della popolazione civile rappresenta il principale impegno previsto dal mandato, unitamente a un contributo nel garantire la sicurezza delle operazioni di assistenza umanitaria, il monitoraggio e la verifica della messa in atto degli accordi, un supporto al processo politico globale, un contributo alla promozione dei diritti umani e del principio di legalità, monitorando e relazionando sulla situazione lungo la frontiera con il Ciad e la Repubblica Centrale dell’Africa. La Missione UNAMID oltre al suo quartier generale in El Fasher e  ai centri di comando settoriali in El fasher, El Geneina e Nyala, avrà a disposizione anche 55 sedi di dispiegamento nei tre stati del Darfur.

Nel discorso pronunciato davanti al Consiglio di Sicurezza in seguito all’adozione della risoluzione, il Segretario Generale ha dichiarato che con la realizzazione di UNAMID “è stato lanciato un segnale forte e chiaro del nostro impegno per migliorare la vita della popolazione del Darfur e per chiudere questo capitolo drammatico della storia del Sudan”. Ban ha definito la decisione “storica e senza precedenti” ma ha messo in guardia sul fatto che “solo attraverso un processo di tipo politico possiamo arrivare a una soluzione del conflitto che sia sostenibile”.

Quando si concluderà il dispiegamento delle forze e l’assorbimento dell’AMIS, la missione sarà composta da circa 20.000 soldati, oltre 6.000 poliziotti e un discreto staff civile. Nel complesso UNAMID diverrà una delle più ampie missioni ONU di peacekeeping della storia, più estesa anche delle operazioni di pace che attualmente si stanno svolgendo nella Repubblica Democratica del Congo. E’ previsto che l’amministrazione, il comando e le strutture di controllo siano operative da ottobre 2007 e che venga assunto il comando operativo dei pacchetti di supporto leggero e pesante (LSP e HSP) e della Missione dell’UA in Darfur (AMIS) entro la fine dell’anno. Il Dipartimento delle Operazioni di Peacekeeping sta facendo il possibile per garantire una predominanza all’interno di UNAMID di forze africane e impegni sono già stati presi da parte delle truppe africane e dalla polizia dei paesi contribuenti Tali promesse permetterebbero di avere a disposizione risorse chiave in settori come l’aviazione e il traporto terrestre, che restano comunque rilevanti.

Il Segretario Generale ha sottolineato il fatto che il ritmo delle operazioni di dispiegamento dipende da come il Governo del Sudan manterrà l’impegno di fornire supporto in modo incondizionato alla missione, secondo un piano in tre fasi, un tempestivo invio di personale e di materiale da parte degli Stati Membri e la disponibilità di infrastrutture e  risorse necessarie (come l’acqua, per esempio),  per permettere l’arrivo degli operatori di pace. Il Segretario Generale ha incoraggiato la comunità internazionale a mettere a disposizione i fondi e le risorse richieste per il dispiegamento dell’UNAMID in Darfur. Ban ha raccomandato agli Stati Membri delle Nazioni Unite di stanziare i fondi per la Missione in Darfur attraverso il budget consolidato delle Nazioni Unite.  



Giornata Internazionale dei Migranti

In occasione della Giornata Internazionale dei Migranti, 18 Dicembre 2014, UNRIC in collaborazione con "7 miliardi di Altri" vi presenta il seguente video. 

Giornata dei Diritti Umani

Ecco il video messaggio dal Segretario Generale delle Nazioni Unite in occasione della Giornata dei Diritti Umani, 10 Dicembre 2014. 

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner