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Messaggio del Segretario Generale in occasione della Giornata Internazionale dei Migranti, 18 dicembre 2013

Le migrazioni internazionali rappresentano un poderoso strumento per ridurre la povertà e ampliare il ventaglio di opportunità. Ecco perchè ci sono oggi circa 232 milioni di migranti internazionali che apportano benefici consistenti ai Paesi di destinazione e di origine in virtù del loro lavoro e delle loro rimesse. Malgrado ciò, questa parte importante della popolazione rimane largamente invisibile e inascoltata nella società. Troppi ancora vivono e lavorano nella peggiori condizioni, con un accesso minimo a servizi di base e diritti fondamentali, il che li rende vulnerabili a estorsioni, violenza, discriminazione e marginalizzazione in modo spropositato.

Quasi la metà dei migranti è costituita da donne; una su dieci ha meno di quindici anni; il quaranta per cento vive in Paesi in via di sviluppo. Migranti poveri e non specializzati devono affrontare ostacoli durissimi sulla via della mobilità sociale. Le Nazioni Unite sono all’opera per salvaguardare i diritti dei migranti, ridurre i costi sociali ed economici delle migrazioni, e promuovere politiche che massimizzino i benefici della mobilità. Non si dovrebbero costringere i migranti a rischiare le proprie vite e la propria dignità nella ricerca di una vita migliore. All’inizio di quest’anno è entrata in vigore la Convenzione su condizioni di lavoro decenti per i lavoratori domestici, molti dei quali sono migranti. Inoltre, nel mese di ottobre gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno chiesto che l’agenda dello sviluppo ONU post-2015 prenda in piena considerazione l’impatto positivo delle migrazioni internazionali. Essi si sono anche impegnati a sviluppare un quadro normativo a tutela dei migranti colpiti da crisi umanitarie, riconoscendo che occorre agevolare la cooperazione internazionale per affrontare le sfide poste dalle migrazioni in una maniera globale e nel pieno rispetto dei diritti umani.

In occasione di questa Giornata, sollecito i governi a ratificare e dare attuazione a tutti gli strumenti internazionali maggiori in materia di diritti umani internazionali, compresa la Convenzione internazionale sulla tutela dei diritti di tutti i lavoratori migranti e delle lore famiglie. Esorto poi tutti, popoli e governi, a respingere la xenophobia e accettare le migrazioni come un elemento chiave in una prospettiva di sviluppo economico e sociale equo, inclusivo e sostenibile. Il fenomeno migratorio è una realtà del ventunesimo secolo. E’ pertanto essenziale condurre un dibattito aperto su questo tema così importante. Facciamo che le migrazioni comportino al tempo stesso un beneficio per i migranti e gli Stati. Lo dobbiamo ai milioni di migranti che, con il loro coraggio, la loro vitalità,  i loro sogni, concorrono a rendere le nostre società più ricche, aperte e varie.

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