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Acqua sfida del secolo (FAO)

La FAO sollecita un impegno globale per affrontare la scarsità d’acqua del pianeta
FAO   COMUNICATO   STAMPA 07/29 it
 
Roma, 22 marzo 2007 - In quanto consumatore numero uno d’acqua, il settore agricolo dovrà essere in prima linea nel trovare soluzioni alla crescente domanda globale d’acqua ed al potenziale prosciugamento delle risorse naturali del pianeta, ha affermato oggi la FAO in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua.
 
L’agricoltura consuma circa il 70 per cento del prelievo complessivo da laghi, corsi d'acqua e falde acquifere del mondo. E questa percentuale si avvicina al 95 per cento in molti paesi in via di sviluppo, dove si trovano all’incirca i tre quarti di tutti i campi irrigati. Tuttavia, per produrre cibo ci vuole acqua. In media, secondo la FAO, occorrono da 1.000 a 2.000 litri d’acqua per produrre un chilo di grano, e da 13.000 a 15.000 litri per produrre la stessa quantità di carne da bovini alimentati con cereali. Senz’acqua non possiamo produrre; ma molto più semplicemente, senz’acqua non possiamo mangiare.
 
La FAO è, all’interno delle Nazioni Unite, l’agenzia che coordina le celebrazioni della Giornata Mondiale dell’Acqua 2007, il cui tema “Fronteggiare la scarsità d’acqua”, sottolinea la necessità di una maggiore cooperazione a livello internazionale e locale per preservare le risorse idriche del pianeta.
 
Una domanda in aumento

 
Parlando nel corso della cerimonia presso la sede dell’agenzia, il Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf ha definito la scarsità d’acqua “la sfida del secolo”.
 
Per affrontare questa sfida si dovranno trovare modi più efficaci di conservare, usare e preservare le risorse idriche del pianeta. Si prevede che nel 2030 la popolazione mondiale raggiungerà 8.1 miliardi di persone. Per stare al passo con l’accresciuta domanda di cibo, nei prossimi 30 anni si dovrà destinare all’agricoltura un 14 per cento in più d’acqua.
 
“Con l’incremento demografico e una maggiore richiesta d’acqua per soddisfare il fabbisogno dei grandi agglomerati urbani, dell’agricoltura e dell’industria, s’intensifica la pressione sulle risorse idriche, e questo provoca tensioni, conflitti tra diversi fruitori che si contendono la risorsa ed uno stress eccessivo sull’ambiente”, dice Diouf.
 
Il cambiamento climatico comporta nuove sfide. Il riscaldamento globale è infatti il principale responsabile dei periodi di siccità sempre più frequenti. A causa del cambiamento climatico si sono intensificati uragani ed inondazioni, che distruggono coltivazioni, contaminano le falde acquifere e danneggiano le strutture dove si conserva e si trasporta l’acqua.
 
I piccoli contadini, che formano la stragrande maggioranza dei poveri rurali del mondo, spesso occupano terre marginali e poiché dipendono dalle piogge per la propria sopravvivenza, sono particolarmente vulnerabili ed esposti alla variabilità del clima.
 
Opportunità
 
Ciononostante, secondo la FAO, vi sono opportunità per rafforzare la capacità delle popolazioni povere di tirarsi fuori dalla loro condizione se si garantisce l'accesso all’acqua in modo sostenibile.
 
“Con opportuni incentivi ed investimenti che limitino i rischi per i singoli contadini, un migliore controllo delle risorse idriche ha un notevole potenziale per incrementare la produzione alimentare e ridurre la povertà, continuando a garantire allo stesso tempo il mantenimento dei servizi forniti dall’ecosistema”, ha continuato Diouf.
 
L’irrigazione ha contribuito in modo inequivocabile a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni povere. Solo il 20 per cento della terra coltivata è irrigata, ma l’agricoltura irrigua rappresenta il 40 per cento dell’intera produzione alimentare.
 
Gli interventi dovranno essere di volta in volta adattati alle esigenze ed alle condizioni locali, secondo la FAO. Efficaci programmi pilota in paesi molto diversi tra loro come Tanzania, Bolivia e Sri Lanka, hanno comportato progetti di irrigazione su piccola scala e sistemi comunitari per la raccolta delle acque piovane e la protezione dei bacini idrografici. Nel caso di programmi di irrigazione su larga scala, anche miglioramento delle pratiche agricole, allentando la pressione sulle risorse, può portare ad un sostanziale incremento della produttività dell’acqua.
 
La FAO ha promosso programmi interregionali per la gestione di bacini fluviali condivisi che coordinano le risposte di molti governi ed agenzie, come nel caso dei paesi che condividono il fiume Nilo o il Lago Ciad in Africa, entrambi compromessi da siccità ed attività umana.
 
“C’è il potenziale perché tutti abbiano accesso ad un’adeguata e sostenibile quantità di acqua pulita necessaria per il proprio fabbisogno, sia attuale che futuro”, ha detto Diouf. “Ma non c’è molto di cui rallegrarsi. È responsabilità di tutti accettare la sfida della crisi d’acqua a livello globale ed affrontarla in ogni suo aspetto e dimensione”.
 
Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri
Ufficio Stampa FAO
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(+39) 06 570 56350
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Notizie dalla FAO online:  http://www.fao.org/newsroom/it/index.html

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Radio:  Liliane Kambirigi, Responsabile relazioni con le radio, (+39) 06 570 53223
 
TV:  Bou Downes, Responsabile relazioni con le televisioni, (+39) 06 570 55980 / 53963
 
Foto:  La fototeca della FAO offre immagini di alta qualità gratuitamente. Visitate il sito:  http://www.fao.org/newsroom/en/photo/
 
Questo comunicato stampa è  pubblicato dall’Ufficio Relazioni con i Media dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO, www.fao.org).

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