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Influenza aviaria: vigilare sull'infezione nei gatti

Sinora nessuna trasmissione del virus tra gatti o dai felini agli esseri umani

FAO   COMUNICATO   STAMPA 07/12i
 
Roma, 8 febbraio 2007 - I gatti possono essere contagiati dal virus altamente patogeno dell’influenza aviaria, ma sinora non vi sono riscontri scientifici che provino che il virus si sia trasmesso in modo costante tra i gatti o dai gatti agli esseri umani, ha affermato oggi la FAO.
 
In via precauzionale, la FAO ha raccomandato che nelle aree dove si sono verificati focolai nel pollame o nei volatili selvatici, ci si assicuri che i gatti siano tenuti debitamente separati dai volatili fintanto che esista un pericolo di contagio. Negli allevamenti commerciali i gatti dovrebbero essere tenuti al chiuso.
 
L'agenzia ha raccomandato anche di non ricorrere alla soppressione dei gatti come misura di controllo, perché non vi è sino ad oggi alcun elemento che possa indicare che i gatti trasmettano il virus in modo stabile e continuato. Al contrario, l’eliminazione dei gatti potrebbe portare ad un aumento improvviso dei roditori, ad esempio ratti, molto nocivi per l’agricoltura e potenziali trasmettitori di gravi malattie agli esseri umani.
 
Ha suscitato allarme la notizia, non confermata, che in Indonesia l’infezione H5N1 sia stata identificata diffusamente nei gatti. In prossimità dei mercati avicoli di Giava e di Sumatra, dove di recente si sono verificati focolai d’infezione, sono stati analizzati esemplari di gatti randagi – che di solito si cibano di resti trovati tra i rifiuti.
 
Non è la prima volta che i gatti vengono infettati dal virus, in passato sono stati registrati casi in Tailandia, Iraq, nei paesi della Federazione Russa e dell’Unione Europea. I gatti possono contrarre l’infezione cibandosi dei resti di polli o di volatili selvatici infetti, sviluppare la malattia in forma grave, o addirittura letale, ed espellere il virus attraverso l’apparato respiratorio o digestivo.
 
“La situazione desta qualche preoccupazione non solo perché i gatti potrebbero agire da intermediari nella diffusione del virus H5N1 tra specie diverse, ma anche perché lo sviluppo del virus nei felini potrebbe facilitare la trasformazione del virus in un ceppo più altamente contagioso, in grado di scatenare una pandemia d’influenza”, ha affermato il Vice Direttore Generale della FAO Alexander Müller.
 
Le ricerche condotte in Indonesia nel mese di gennaio, nelle zone dove sono stati segnalati focolai, hanno tuttavia mostrato che l’80 per cento dei gatti non era infetto. Questo è un segnale incoraggiante, perché indica che è assai improbabile che i felini possano diventare un serbatoio permanente del virus. È più probabile che i gatti siano i portatori finali del virus”, ha affermato Peter Roeder, esperto di salute animale della FAO.
 
La FAO ha raccomandato che i gatti siano tenuti sotto stretta osservazione per vigilare su qualsiasi presenza del virus. "Qualsiasi mortalità insolita deve far nascere il sospetto che possa trattarsi di H5N1, e le infezioni tra i felini potrebbero essere un segnale d'allarme precoce della presenza del virus. L’osservazione dei gatti deve dunque diventare parte dei sistemi di sorveglianza nelle zone colpite”, ha aggiunto Roeder.
 
La FAO avvierà studi sul campo a Giava, nelle zone dove il virus H5N1 è largamente diffuso e dove si sono verificate morti di felini, per analizzare il loro ruolo nella trasmissione della malattia. La ricerca sarà poi estesa ad altre parti dell’Indonesia ed in altri paesi. “Occorrono anche studi sperimentali per capire meglio la biologia dell’infezione H5N1 nei gatti, molto importante per esempio la durata della diffusione del virus dagli animali infetti”, ha aggiunto Roeder.
 
La FAO collaborerà con le istituzioni scientifiche dei paesi colpiti e con i centri di ricerca internazionali.
 
 
Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri, Ufficio Stampa FAO
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(+39) 06 570 56350
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Notizie dalla FAO online:  http://www.fao.org/newsroom/it/index.html

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Radio:  Liliane Kambirigi, Responsabile relazioni con le radio, (+39) 06 570 53223
 
TV:  Bou Downes, Responsabile relazioni con le televisioni, (+39) 06 570 55980 / 53963
 
Foto:  La fototeca della FAO offre immagini di alta qualità gratuitamente. Visitate il sito:  http://www.fao.org/newsroom/en/photo/
 
Questo comunicato stampa è  pubblicato dall’Ufficio Relazioni con i Media dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO, www.fao.org).

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