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CIBO DEL PAM AGLI SFOLLATI SOMALI AMMASSATI AL CONFINE CON IL KENIA

Comunicato Stampa PAM
   
NAIROBI - Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM) ha
annunciato, oggi, che l' Organizzazione non governativa somala WASDA, sua
partner, ha iniziato la distribuzione di razioni alimentari a 6.000
persone, sufficienti per un mese. Si tratta di somali che hanno trovato
riparo nei pressi di un villaggio al confine con il Kenya dopo che i
combattimenti li hanno costretti a fuggire dalle proprie abitazioni.

La distribuzione di cibo da parte della ONG WASDA è iniziata venerdi nel
villaggio di Dhobley, che si trova nel sud del paese, e nell'area
circostante a favore di 6.000 persone, tra cui molte donne e bambini,
sfollati a causa dei combattimenti, e delle 12.000 persone che li ospitano
e che, a loro volta, hanno bisogno di assistenza alimentare.

Dhobley si trova nella regione del Basso Giuba, 18 Km ad est da Liboi,
ultimo checkpoint del confine keniota. Lo scorso 2 gennaio il  confine con
il  Kenia  è stato chiuso a quanti, provenienti dalla Somalia, cercavano
rifugio nel paese vicino. Da allora, nessun rifugiato è entrato in Kenya
attraverso Liboi.

"Queste persone, in fuga dai combattimenti tra il governo Federale di
Transizione e le forze etiopi da una parte e l'Unione delle Corti Islamiche
dall'altra, sono rimasta intrappolate nei pressi di Dhobley a causa della
chiusura del confine. E', quindi, vitale che ricevano assistenza", ha
dichiarato Leo van der Velden, vice Direttore dell'uffico del PAM in
Somalia.

"Attualmente stanno ricevendo le nostre razioni alimentari e stiamo
valutando la possibilità di fornire anche altra assistenza se necessario",
ha dichiarato van der Velden. "Stiamo inoltre assistendo la popolazione
ospitante e speriamo di riuscire a raggiungere un maggior numero di
sfollati a causa del conflitto nei prossimi giorni."

Van der Velden ha aggiunto che l'ampliarsi del conflitto a sud della
Somalia, con gli scontri tra Governo Federale di Transizione e Unione delle
Corti Islamiche, ha creato gravi problemi alle operazioni del PAM nella
regione del Basso Giuba. Le violenze in corso creano anche numerosi
problemi al tentativo delle agenzie umanitarie di verificare l'entità del
numero degli sfollati.

Le operazioni militari nel Basso Giuba  hanno impedito i soccorsi urgenti,
alimentari e non, a 190.000 persone nei distretti di Kismayo, Jamame e
Jilib.

"Se vogliamo che le operazioni di aiuto siano portate avanti normalmente e
in maniera efficiente per prima cosa abbiamo bisogno della pace" ha detto
van der Velden. "La Somalia era già prostrata dalla peggior siccità
dell'ultimo decennio a cui sono seguite le maggiori inondazioni
verificatesi negli ultimi anni. Adesso la guerra colpisce queste stesse
zone già così gravemente toccate. La popolazione non può sopportare tutto
ciò senza aiuti."
L'ultima volta che il cibo del PAM ha raggiunto Dhobley è stato lo scorso
novembre, prima dell'escalation del conflitto.

Nei territori vicino al confine tra i due paesi, il PAM si sta organizzando
per far fronte ad un afflusso di somali in Kenia quando il confine verrà
riaperto. Ai somali richiedenti asilo viene negato l'accesso in Kenia, ma
alcuni camion del PAM carichi di aiuti alimentari hanno ricevuto il
permesso di attraversare il confine a Liboi, verso la Somalia, mentre ad
altri camion il permesso è stato negato.

Il Common Air Service delle Nazioni Unite, gestito dal PAM, ha ripristinato
l'8 gennaio i voli cargo e passeggeri diretti alla capitale somala,
Mogadiscio. Si è trattato dei primi voli effettuati dopo la chiusura dello
spazio aereo e dei confini via terra e mare, deciso dal Governo Federale di
Transizione il 26 dicembre.

Nonostante il conflitto, il 7 gennaio il PAM e i suoi partners hanno
terminato la distribuzione di cibo nel distretto di Buaale, nel sud del
paese, di 1.215 tonnellate di cibo per 59.000 persone. Un totale di 235
tonnellate di aiuti alimentari è stato distribuito questa settimana a
12.600 persone nel distretto di Gedo, al confine con il Kenia. Inoltre,
10.000 persone nei distretti di Sakow e Salagle hanno ricevuto 208
tonnellate di aiuti alimentari del PAM.

Nove imbarcazioni, noleggiate dall'agenzia, hanno ripreso questa settimana
a navigare nella zona di Buaale per far giungere il cibo alle persone
rimaste bloccate a causa delle alluvioni. Dal 13 ottobre, hanno trasportato
un totale di 200 tonnellate di aiuti alimentari.

Il PAM ha proprio personale internazionale e nazionale a Wajid, il centro
logistico nel sud del paese, e impiega oltre 100 persone come staff
nazionale nei 15 uffici PAM in Somalia. Tre uffici PAM nel sud del paese
sono chiusi a causa dei combattimenti in corso. Il PAM, inoltre, non ha
potuto ripristinare i voli degli elicotteri, in partenza dal porto di
Kismayo a sud, che dovevano consegnare cibo nelle zone colpite dalle
alluvioni.

Prima del recente conflitto, il PAM prevedeva di fornire a 1,2 milioni di
persone in Somalia, nel corso del 2007, cibo d'emergenza. Un altro milione
circa di persone era previsto ricevere assistenza attraverso specifici
programmi quali l'alimentazione scolastica, "Cibo in cambio di lavoro",
"Cibo in cambio di formazione professionale" . Il PAM in Somalia prevedeva
anche di sostenere i centri di salute materno-infantile.

I cinque principali donatori dell'operazione del PAM di aiuto e
ricostruzione a lungo termine per la Somalia, lo scorso anno, sono stati:
gli Stati Uniti, il Dipartimento Britannico per lo Sviluppo Internazionale,
i Paesi Bassi, l'Unione Europea e l'Arabia Saudita. Il PAM ha ancora
bisogno di almeno 40 milioni di dollari per il suo lavoro in Somalia nel
2007.


                         #           #           #

Il  PAM  è  la più grande agenzia umanitaria del mondo. Ogni anno, facciamo
fronte  ai  bisogni  nutrizionali  dei più poveri, sfamando una media di 90
milioni  di  persone,  inclusi 58 milioni di bambini affamati, in almeno 80
paesi poverissimi del pianeta. PAM: sfamiamo chi ha fame.

La Campagna Mondiale per l'Educazione Scolastica
Con soli 15 centesimi di euro al giorno, si può aiutare il PAM a fornire ai
bambini dei paesi poveri un pasto sano a scuola ? un segno di speranza per
un futuro migliore.

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Per ulteriori informazioni (email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ):
Vichi De Marchi, Portavoce per l'Italia, WFP/Roma, Tel.: +39-06-65132058,
Cell.: +39-3480517605
Brenda Barton, Vice Direttore Comunicazione, WFP/Roma, Tel.: +39-
06-65132602,
Cell.: +39-3472582217



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In questa Giornata Internazionale per la Tolleranza ,16 Novembre 2014, il Progetto '7 Miliardi di Altri' vi propone il video seguente.

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Ecco il video presentato da "Momentum for Change" su iniziativa dell' UNEP intitolato "Climate Heroes: Stories of Change".

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