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Libano: nel settore rurale danni per 280 milioni di dollari

FAO   COMUNICATO   STAMPA 06/136 it

Il conflitto lascia molti contadini fortemente indebitati
 
Roma, 27 novembre 2006 -
I danni e le perdite all’agricoltura, alla pesca ed al settore forestale in Libano, causati dalle ostilità della scorsa estate, ammonterebbero a 280 milioni di dollari, secondo un rapporto di valutazione fatto dalla FAO e reso noto oggi.
 
Il conflitto ha colpito il settore agricolo in modo diretto, per via dei bombardamenti che hanno danneggiato o distrutto le coltivazioni, gli allevamenti e le attrezzature agricole. Ma molto più grave, secondo il rapporto, è stato l’impatto economico indiretto del conflitto in termini di perdita dei mercati e di posti di lavoro.
 
I più poveri i più colpiti
 
I bombardamenti hanno avuto come bersaglio principalmente il sud del Libano ed i sobborghi sud di Beirut, aree tra le più povere del paese. Nel Libano meridionale l’agricoltura rappresenta quasi il 70 per cento delle fonti di reddito delle famiglie.
 
Le perdite maggiori sono state attribuite all’impossibilità di accedere ai campi durante il conflitto, che ha coinciso con un momento cruciale per il raccolto di alcune coltivazioni destinate all’esportazione (principalmente frutta e patate). Secondo il rapporto buona parte della produzione di quest'anno è rimasta a marcire nei campi, poiché i bombardamenti hanno costretto i contadini ad abbandonare la terra, e le vie di comunicazione per il mercato sono diventate impraticabili.
 
Per di più molti campi agricoli saranno inutilizzabili fintanto che non vengano rimosse le bombe inesplose. Questa è la situazione per il 25 per cento della terra coltivata del sud del Libano.
 
Il totale delle perdite finanziarie dovute ai danni fisici ed alla perdita del raccolto di coltivazioni e produzione ortofrutticola nel solo Libano meridionale ammonta a circa 94 milioni di dollari, ma il danno finanziario complessivo alla produzione agricola è ben più alto ed è stimato intorno a 232 milioni di dollari secondo la FAO.
 
Circa 3 050 bovini da latte, 1 250 tori, 15 000 tra capre e pecore, 18 000 alveari ed oltre 600 000 polli sono andati perduti come diretta conseguenza delle ostilità. La FAO quantifica le perdite finanziarie nel settore zootecnico a circa 22 milioni di dollari.
 
Per quanto riguarda il settore della pesca, la distruzione delle infrastrutture nel porto di Ouzaii, e la perdita di 328 imbarcazioni con relative attrezzature, ha causato danni complessivi per circa 3 milioni di dollari. L’avere centrato gli allevamenti di trote di Hermel, nella Valle di Bekaa, ha causato la perdita di circa 300 tonnellate di pesce. La valutazione della FAO porta la perdita complessiva del settore pesca a 9,7 milioni di dollari.
 
Per il settore forestale i danni stimati sono di circa 16 milioni di dollari principalmente a causa degli incendi non domati esplosi nel corso delle ostilità.
 
La spirale del debito
 
“Con la perdita dei proventi della produzione agricola e zootecnica, molti contadini si sono pesantemente indebitati. Era prassi corrente per loro ripagare i debiti nel periodo del raccolto, che va da maggio ad ottobre, quando si assicurano il credito per la stagione produttiva successiva”, dice Anne Bauer, Direttrice della Divisione FAO Operazioni d’emergenza e riabilitazione. “Quest’anno la possibilità di ripagare questi debiti si è ridotta al minimo, rendendo impossibile iniziare il nuovo ciclo produttivo a causa della mancanza di capitali contanti."
 
La FAO ha identificato una serie di iniziative prioritarie, da realizzare entro i prossimi 6-12 mesi, per affrontare la difficile situazione in cui versano le comunità rurali più vulnerabili del sud del Libano.
 
Sono stati assicurati finanziamenti iniziali per l’istituzione di un piccolo ufficio che coordini le attività per la ripresa rapida del settore, ma la FAO cerca ancora ulteriori 17 milioni di dollari per altre iniziative prioritarie.
 
Di particolare importanza, secondo la FAO, è la distribuzione di fattori produttivi necessari per il riavvio immediato delle attività agricole, come sementi e piantine, fertilizzanti e piccole attrezzature per l’irrigazione. Secondo l’agenzia queste attività devono però essere svolte in stretto coordinamento con le autorità addette alle operazioni di sminamento. Anche i piccoli contadini addetti all’orticoltura hanno bisogno d’aiuto per rimpiazzare le serre danneggiate, ripiantare i frutteti e ricevere formazione sulle pratiche agricole più efficaci.
 
L’assistenza ai pastori colpiti dalla guerra, che rappresentano il settore più povero della popolazione rurale, comprenderà tra l’altro il ripopolamento degli allevamenti con la distribuzione di capi di bestiame e la ricostituzione degli alveari perduti, oltre alla distribuzione di prodotti veterinari, foraggio e piccole attrezzature per la produzione casearia e per la raccolta del latte.
 
Si cercano inoltre finanziamenti per la ricostruzione delle strutture per la pesca e per fornire ai piccoli pescatori degli allevamenti ittici i mezzi di produzione necessari. Serviranno pure fondi per condurre una valutazione dei danni alla copertura forestale usando immagini satellitari così da essere in grado di proporre misure adeguate per il ripristino del settore.
 
 
Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri, Ufficio Stampa FAO
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(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979
 
Notizie dalla FAO online:  http://www.fao.org/newsroom/it/index.html

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Radio:  Liliane Kambirigi, Responsabile relazioni con le radio, (+39) 06 570 53223
 
TV:  Pina Del Lama, Responsabile relazioni con le televisioni, (+39) 06 570 56515 / 53963
 
Foto:  La fototeca della FAO offre immagini di alta qualità gratuitamente. Visitate il sito:  http://www.fao.org/newsroom/en/photo/
 
Questo comunicato stampa è  pubblicato dall’Ufficio Relazioni con i Media dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO, www.fao.org).

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