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Una commissione prestigiosa per riorganizzare le attività dell'ONU per lo sviluppo

•    Unificazione degli interventi dell'ONU a livello nazionale per rispondere alle esigenze locali.
•    Nuovo sistema di finanziamento per controllare l'efficacia e le responsabilità.
•    Consolidamento di tre entità in un una nuova organizzazione per le donne.
•    Istituzione di un comitato delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e nomina di un coordinatore per concertare le attività operative e normative dell'ONU a livello regionale, nazionale e mondiale.
•    Rafforzamento della leadership nelle attività umanitarie e ambientali.

Nazioni Unite, New York, 9 novembre 2006 – Una commissione copresieduta dai primi ministri di Mozambico, Norvegia e Pakistan ha presentato oggi a livello mondiale un rapporto ("Delivering as One") in cui si afferma la necessità di riorganizzare in modo radicale il sistema disordinato dell'ONU affinché operi coerentemente per valorizzare il proprio potenziale e aiutare le nazioni a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

"Abbiamo proposto un piano di interventi coraggioso ma realistico" ha detto Shaukat Aziz, primo ministro del Pakistan. "Dobbiamo assicurarci che l'Organizzazione delle Nazioni Unite sia ben governata, ben finanziata e possa rispondere in modo più efficace alle esigenze delle nazioni e delle comunità in tutto il mondo." 

Il rapporto conclude che attualmente il lavoro dell'ONU risulta frammentato, debole e non adeguatamente strutturato per rispondere alle esigenze delle varie nazioni. Più di un terzo dei team dell'ONU che operano a livello nazionale è suddiviso in almeno una decina di agenzie, talvolta più di 20. Tutto questo ha comportato interventi privi di coerenza e costi amministrativi eccessivi.      

Per risolvere questa situazione, la commissione ha proposto che le operazioni a livello nazionale svolte da numerose agenzie, fondi e programmi specializzati vengano poste sotto la gestione delle singole nazioni e unificate attraverso la guida di un coordinatore interno, nominato in modo indipendente e con pieni poteri, proveniente da una qualsiasi delle agenzie. Teoricamente il team nazionale dovrebbe agire con un budget unificato, in grado di raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e altri obiettivi simili concordati a livello internazionale, con il sostegno di un nuovo meccanismo di finanziamento pluriennale che garantisca fondi adeguati e preventivati.

"Vogliamo che le Nazioni Unite svolgano un ruolo strategico a livello nazionale, sostenendoci nella preparazione e attuazione delle nostre specifiche strategie di sviluppo," ha detto Luísa Dias Diogo, primo ministro del Mozambico.

La supervisione dei programmi "One UN Country Programmes" dovrebbe essere affidata a un comitato strategico di sviluppo sostenibile che dovrebbe finalmente riunificare i comitati del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), del Fondo delle Nazioni Unite per le Attività delle Popolazioni e del Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia. L'UNDP dovrebbe cedere buona parte delle sue attività secondarie a entità dell'ONU già specializzate in queste aree ma dovrebbe assumere un ruolo di guida generale per garantire la coerenza delle politiche e il sostegno ai team nazionali. Secondo le proposte della commissione, l'amministratore dell'UNDP dovrebbe fungere da coordinatore dello sviluppo per le Nazioni Unite e rispondere al comitato di sviluppo sostenibile.

Composta da capi di stato precedenti e attuali e dai responsabili delle agenzie di sviluppo, la commissione è stata istituita all'inizio di quest'anno dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan per rispondere alla richiesta avanzata dal Vertice Mondiale del 2005 di una maggiore coerenza nelle iniziative dell'ONU legate allo sviluppo.

La commissione propone riforme coraggiose che migliorino sostanzialmente l'efficacia dell'ONU e rispondano tempestivamente alle nuove sfide mondiali.

Al dubbio sul fatto che l'attuazione di tutte le raccomandazioni possa richiedere una ristrutturazione troppo radicale, il primo ministro norvegese Jens Stoltenberg ha risposto: "La cosa più radicale e con conseguenze drammatiche che possiamo fare è il non fare niente. Mantenere lo status quo sarebbe una vittoria dell'inerzia." Ha aggiunto: "Nessuno che si trovi ad affrontare le sfide odierne penserebbe a un sistema delle Nazioni Unite così com'è ora concepito e lasciarlo in questa situazione significherebbe consegnarlo agli interessi nazionali e istituzionali a breve termine."

Gli esperti riuniti nella commissione hanno rilevato che tre entità dell'ONU, a livello normativo e operativo, si stanno occupando della problematica dell'uguaglianza tra i sessi e del miglioramento della condizione delle donne in modo scoordinato e inefficace. Nel rapporto che hanno stilato sul tema della coerenza, "Delivering as One", hanno sottolineato l'urgenza di costituire un'unica organizzazione dell'ONU, con personale e fondi qualificati per adempiere a questi mandati.

Il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente deve essere aggiornato e avere l'autorità di coordinare i lavori relativi all'ambiente di almeno una ventina di entità dell'ONU. Ciò potrebbe richiedere una successiva valutazione di un eventuale, ulteriore consolidamento. Inoltre, occorre rafforzare il ruolo di guida dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari per far fronte ai disastri e alle situazioni postbelliche e collaborare a più stretto contatto con le Ong, come la Croce Rossa o la Mezzaluna Rossa, per le operazioni di soccorso. La commissione, che ha fatto un sopralluogo per verificare le operazioni di soccorso alle vittime del terremoto dell'anno scorso in Pakistan, ha proposto una struttura più efficace di preallarme e di riduzione dei rischi nel caso di disastri naturali.

La commissione raccomanda l'istituzione di un forum politico di altissimo livello con i leader mondiali sui problemi che minacciano la comunità internazionale. 

I primi ministri Aziz e Stoltenberg hanno presentato oggi il rapporto alla Segreteria Generale. Hanno poi discusso delle raccomandazioni nel corso di una sessione informale dell'Assemblea Generale, a cui ha partecipato il primo ministro Diogo con un videomessaggio registrato.


Per ulteriori informazioni, rivolgersi a Tim Wall, 1-212-963-5851, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure a Oisika Chakrabarti, 1-212-963-6816, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , Development Section, UN Department of Public Information oppure a Fabienne Fon Sing, 1-212-963-8136, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , della segreteria della commissione.


Membri della commissione

Shaukat Aziz, Pakistan            (Copresidente)
Primo ministro del Pakistan.

Luísa Dias Diogo, Mozambico             (Copresidente)
Primo ministro del Mozambico.

Jens Stoltenberg, Norvegia             (Copresidente)
Primo ministro della Norvegia.
   
Gordon Brown, deputato del Regno Unito
Cancelliere dello Scacchiere.

Mohamed T. El-Ashry, Egitto
Senior Fellow della United Nations Foundation e già presidente e amministratore delegato della Global Environment Facility.

Robert Greenhill, Canada
Presidente dell'agenzia canadese per lo sviluppo internazionale.
   
Ruth Jacoby, Svezia
Direttore generale della cooperazione allo sviluppo, ministero degli affari esteri svedese.

Ricardo Lagos, Cile
Già presidente della Repubblica del Cile.

Louis Michel, Belgio
Commissario europeo per lo sviluppo e gli aiuti umanitari.

Benjamin W. Mkapa, Tanzania
Già presidente della Repubblica Unita di Tanzania.

Jean-Michel Severino, Francia
Direttore generale dell'agenzia francese per lo sviluppo.
   
Josette Sheeran, Stati Uniti d'America
Sottosegretaria agli affari economici, commerciali e agricoli del Dipartimento di stato degli Stati Uniti.

Keizo Takemi, Giappone
Viceministro senior della salute, del lavoro e del welfare.
Già segretario di stato per gli affari esteri del Giappone.

Componenti di diritto

Lennart Båge
Presidente dell'IFAD (Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo).

Kemal Derviş
Amministratore dell'UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo).

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