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Il virus dell’influenza aviaria H5N1 si sta modificando

FAO   COMUNICATO   STAMPA 06/131 it
 
La FAO e l’OIE raccomandano maggiore vigilanza nelle vaccinazioni

 
Parigi/Roma, 8 novembre 2006 - Secondo un rapporto contenuto nell’edizione della scorsa settimana della pubblicazione Proceedings of the National Academy of Sciences sull’identificazione di una nuova linea differenziata di virus H5N1 nel pollame, questa nuova varietà virale denominata Fujian sembra essere diventata il tipo dominante d’influenza H5N1 che circola in parte dell’Asia. Se confermata, questa notizia non desta sorpresa, hanno dichiarato oggi la FAO e l'OIE (l'Organizzazione Mondiale di Salute Animale).
 
In considerazione della grande varietà di ceppi di influenza aviaria che esiste negli animali e che tutti i virus influenzali in generale sono soggetti a mutazioni da una stagione all’altra e da un anno all’altro in anno, il Direttore Generale dell’OIE Bernard Vallat e il Capo Veterinario della FAO Joseph Domenech, avvertono che con il continuo sviluppo di nuovi antigeni, è necessario rivedere periodicamente con regolarità i vaccini attualmente in uso per il pollame.
 
Le due organizzazioni continuano a raccomandare che le vaccinazioni devono essere accompagnate da misure di sorveglianza e di monitoraggio post-vaccinazione. Hanno inoltre sottolineato la necessità di riferire immediatamente alle autorità veterinarie morti impreviste di pollame.
 
Monitorare le campagne di vaccinazione
 
La vaccinazione continua ad essere parte della strategia FAO/OIE di contenimento dell’influenza aviaria. Entrambe le organizzazioni ritengono che le campagne di vaccinazione debbano essere condotte in modo appropriato e monitorate secondo le linee guida tecniche da loro fornite, incluso l’impiego della catena del freddo per proteggere i vaccini.
 
Le vaccinazioni devono comunque essere accompagnate da tutte le altre misure di controllo della malattia: maggiore igiene a livello di piccolo allevamento, gestione attenta dei movimenti degli animali, ispezioni regolari dei mercati e l’abbattimento in caso di focolai epidemici, ha detto il Dr. Domenech.
 
Secondo il Dr. Vallat “È necessario l'impegno di tutti i governi per attuare programmi di prevenzione e controllo quali la sorveglianza della circolazione del virus e, quando lo si ritenga appropriato, programmi di vaccinazione in paesi dove il virus è endemico o dove è alto il rischio che il virus possa introdursi".
 
La FAO e l’OIE sostengono già programmi di questo genere nei paesi dove il virus è ancora in circolazione. Ma ritengono sia necessaria una maggiore informazione sui programmi di controllo basati sulle vaccinazioni ed hanno raccomandato una maggiore ricerca per meglio comprendere l’epidemiologia e le mutazioni genetiche del virus H5N1.
 
Condividere i dati
 
La FAO, l’OIE ed una miriade di esperti scientifici di influenza aviaria hanno più volte fatto appello agli studiosi ed ai ricercatori di tutto il mondo affinché mettano a disposizione i risultati delle proprie ricerche ed i ceppi di virus in modo tempestivo e trasparente. Il network di laboratori di riferimento sull’influenza aviaria FAO/OIE - il cui segretariato è in Italia presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie di Padova, (OFFLU - www.offlu.net ) è una piattaforma dove i paesi membri e il mondo scientifico possono condividere importanti informazioni con la comunità medica e veterinaria internazionale.
 
È indispensabile che i rischi per la salute umana a livello mondiale e la condivisione tempestiva delle informazioni superino le lentezze dovute al processo di approvazione a cui devono sottostare le pubblicazioni scientifiche, che può andare da alcuni mesi ad oltre un anno di tempo.
 
È essenziale in caso di focolai epidemici che i patogeni - per esempio il virus altamente patogeno dell’influenza aviaria - vengano isolati dai casi clinici e che ogni cambiamento nel carattere del virus sia monitorato per assicurare che le case produttrici producano vaccini conformi con gli standard dell’OIE, efficaci contro i ceppi virali attualmente in circolazione, ha detto il Dr Domenech.
 
Se dovessero verificarsi mutazioni così rilevanti da giustificare una riformulazione del vaccino, la FAO e l’OIE ritengono sia nell’interesse di tutti che questo avvenga sotto il controllo dei governi nazionali e che i vaccini siano prodotti da compagnie commerciali riconosciute.
 
Gli scienziati di istituti come l’Istituto Zooprofilatico Sperimentale (Italia), il Veterinary Laboratories Agency (Gran Bretagna), il Southeastern Poultry Research Laboratory (USA), l’Australian Animal Health Laboratory, ed il Friederich Loeffler Institute (Germania) si sono detti d’accordo con la posizione della FAO e dell’OIE che la distribuzione del vaccino da sola è insufficiente a fermar la circolazione del virus e proteggere la salute animale ed umana.
 
“In zone dove il pollame è stato vaccinato, devono eseguirsi studi sierologici ben programmati con piena trasparenza sulle modalità dell’uso delle vaccinazioni nei polli, se è stata o meno impiegata la catena del freddo, i tipi di vaccini usati e le date dell’ultima vaccinazione così che i risultati possano essere interpretati con chiarezza”, ha detto Vallat.
 
Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri, Ufficio Stampa FAO
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(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979
 
Notizie dalla FAO online:  http://www.fao.org/newsroom/it/index.html

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Radio:  Liliane Kambirigi, Responsabile relazioni con le radio, (+39) 06 570 53223
 
TV:  Pina Del Lama, Responsabile relazioni con le televisioni, (+39) 06 570 56515 / 53963
 
Foto:  La fototeca della FAO offre immagini di alta qualità gratuitamente. Visitate il sito:  http://www.fao.org/newsroom/en/photo/
 
Questo comunicato stampa è  pubblicato dall’Ufficio Relazioni con i Media dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO, www.fao.org).

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