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SABATO 2 FEBBRAIO 2008, ORE 15.00 GIORNATA DELLA MEMORIA DEDICATA AL GENOCIDIO DEL RWANDA

Il giorno sabato 2 febbraio 2008 alle ore 15 presso la Casa della Memoria e della Storia del Comune di Roma in Via San Francesco di Sales 5 (Trastevere), l’associazione Bene-Rwanda Onlus organizzerà una serie di attività per la commemorazione del genocidio dei tutsi rwandesi del 1994 nell’ambito delle iniziative attorno alla Giornata della Memoria.
In programma l’apertura di una tavola rotonda riguardo la storia e l’attualità del genocidio rwandese del 1994 con la presenza di ospiti autorevoli:
Yolande Mukagasana, sopravvissuta del genocidio, autrice del libro La morte non mi ha voluta, premiata con la “Menzione Onorevole” Unesco per l’educazione alla Pace.
Federico Marchini, giornalista, corrispondente dal Rwanda nel1994 durante l’esecuzione dei massacri, ha pubblicato la storia del salvataggio della piccola Yvonne Ingabire.
Yvonne Ingabire, sopravvissuta al genocidio, vive e studia attualmente in Italia.
Françoise Kankindi, presidente della Onlus Bene-Rwanda.
 
Moderatore il Console onorario del Rwanda in Italia dott. Francesco Alicicco. L’evento si avvale del patrocinio dell’Ufficio del Consigliere Delegato per la Memoria Storica del Comune di Roma, Introduce alla giornata il Delegato alla Memoria Alessandro Portelli.
Saranno presenti i membri della Comunità dei rwandesi in Italia e della Onlus Bene-Rwanda, testimoni diretti degli avvenimenti dell’ultimo cinquantennio in Rwanda. Prevista la partecipazione dell’associazione Kanimambo.


I TESTIMONI RACCONTANO: LA STORIA DI KAZUNGU
 
Il genocidio del Rwanda si può raccontare in molti modi e da prospettive differenti per cercare di descrivere al meglio la complessità  di una delle grandi tragedie della storia contemporaneaOggi, a ridosso della giornata della memoria 2008, vogliamo raccontare il genocidio del Rwanda attraverso due testimoni che vissero gli avvenimenti della primavera del 1994, loro malgrado, da protagonisti. Un protagonista italiano e una protagonista ruandese la cui storia può spiegarci molto di più di tanti libri di testo. Federico Marchini è, nell’aprile del 1994, l’unico giornalista italiano presente in Rwanda. I suoi reportage da Kigali e dalle zone dove si compiono i maggiori massacri miscelano, in un inquietante equilibrio, l’informazione giornalistica alla disperata richiesta d’aiuto. Un grido che si perde nel vuoto dell’arido magma mediatico occidentale. Yvonne ‘Kazungu’ Ingabire nel 1994 è una bambina tutsi che, in seguito alla scomparsa della sua famiglia, si ritrova abbandonata a se stessa. Si incolonnerà dietro l’esercito di profughi che stanno lasciando il Rwanda inconsapevole, data la sua giovane età, di aver scelto la direzione sbagliata: gli spazi d’accoglienza del Congo dove si rifugia ospitano gli stessi estremisti Hutu responsabili dei massacri.E’ a questo punto che le storie del giornalista italiano e della bambina rwandese si intrecciano. Oggi, in un momento storico in cui è sempre più impellente la necessità di raccontare storie di guerra e di umanità, i due protagonisti tornano ad incontrarsi per parlare della loro singolare vicenda. Nell’estate del 1994, mentre l’attenzione mediatica internazionale era concentrata sui mondiali di calcio negli Stati Uniti, in Rwanda si consumava una delle più grandi tragedie della storia moderna: nel giro di tre mesi, tra il 6 aprile e il 19 luglio 1994, un milione di cittadini Tutsi e Hutu moderati venivano trucidati dagli estremisti appartenenti alla maggioranza Hutu. Un omicidio ogni dieci secondi avveniva sotto gli occhi indifferenti della comunità internazionale che ignorò le invocazioni d’aiuto del Generale Dallaire, comandante della missione di pace dell’Onu. La Onlus Bene-Rwanda, che in lingua Kinyarwanda significa “figli del Rwanda”, è stata fondata ed è diretta da cittadini rwandesi residenti in Italia e ha l’obiettivo di conservare e valorizzare la memoria dei tragici avvenimenti che colpirono il popolo rwandese nel 1994 diffondendo al contempo gli strumenti per riconoscere i segnali premonitori al formarsi di una “cultura del genocidio”.


Giornata delle Nazioni Unite

Messaggio del Segretario Generale Ban Ki-moon in occasione della Giornata delle Nazioni Unite 2014.

Video della settimana

L'ONU porterà la visione di un mondo libero dalla fame a Expo Milano 2015, attraverso la "Zero Hunger Challenge", dimostrando ai visitatori come sia possibile sconfiggere la fame nel corso della nostra vita, come questo può essere raggiunto solo se lavoriamo insieme e come possono e devono essere parte della soluzione. Ecco il video.

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