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DICHIARAZIONE SUI DIRITTI DEI POPOLI INDIGENI

indigenous_header.gif“La dichiarazione, risultato di complesse e a volte controverse trattative, durate molti anni,  rappresenta uno strumento di portata storica per il progresso dei diritti e della dignità dei popoli indigeni nel mondo. La sua adozione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, prevista prima della fine dell’anno, costituisce un traguardo importante, e ha il potenziale per un ulteriore coinvolgimento delle popolazioni indigene e dei loro partner”.

Kofi Annan, Segretario Generale dell’ONU, durante la Giornata internazionale dei popoli indigeni, Agosto 2006
COS’E’ LA DICHIARAZIONE SUI DIRITTI DEI POPOLI INDIGENI?
La dichiarazione è un documento esaustivo che affronta il tema dei diritti dei popoli indigeni. Essa è stata redatta e dibattuta formalmente per più di 20 anni prima di essere adottata il 29 giugno 2006, in occasione della sessione inaugurale del Consiglio per i Diritti Umani. Il documento sancisce il diritto dei popoli indigeni a mantenere e rafforzare le proprie istituzioni, culture e tradizioni nonché il diritto a perseguire la forma di sviluppo più adatta ai loro bisogni e aspirazioni. Altri organismi delle Nazioni Unite si occupano dei diritti delle popolazioni indigene attraverso Convenzioni quali la Convenzione n.169 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e la Convenzione sulla biodiversità (articolo 8).
QUALI DIRITTI VENGONO GARANTITI  DALLA DICHIARAZIONE?
La Dichiarazione fa riferimento, tanto a livello individuale quanto collettivo, a diritti culturali e DI identità, al diritto a educazione, salute, lavoro, lingua e a altri diritti . Il testo afferma che i popoli indigeni hanno il diritto di godere pienamente di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali, tanto collettivamente quanto individualmente, secondo quanto riconosciuto dalla Carta delle Nazioni Unite, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dalla disciplina legislativa internazionale sui diritti umani. I popoli e gli individui indigeni sono liberi e uguali a tutti gli altri popoli e individui e hanno il diritto di essere liberi da ogni tipo di discriminazione nell’esercizio dei propri diritti, in particolare di quelli che fanno riferimento alle loro origini o identità indigene. Le popolazioni indigene godono del diritto all’autodeterminazione, secondo il quale possono determinare liberamente il loro status politico e perseguire il loro sviluppo economico, sociale e culturale. Essi hanno diritto a preservare e rafforzare le proprie differenti istituzioni politiche, giuridiche, economiche, sociali e culturali, e nello stesso tempo a conservare il loro diritto a partecipare pienamente alla vita politica, economica, sociale e culturale dello stato in cui vivono, qualora lo vogliano.
COM’E’ STATA ADOTTATA LA DICHIARAZIONE?
La Dichiarazione è stata adottata dal Consiglio per i Diritti Umani il 29 giugno 2006 con 30 voti a favore, 2 contro e 12 astensioni. La Dichiarazione sarà sottoposta all’Assemblea generale per essere adottata nel corso della sua 61a sessione.
PERCHE’ SONO OCCORSI OLTRE VENTI ANNI PRIMA CHE LA DICHIARAZIONE VENISSE ADOTTATA?
Il processo è avanzato lentamente, anche se nel corso degli anni si è instaurato un dialogo proficuo tra gli Stati e i popoli indigeni. I diritti umani, i territori e le risorse sono stati argomento di importanti dibattiti.
                                                
  • Nel 1982, il Comitato economico e sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC) ha creato il Gruppo di lavoro sui Popoli indigeni (WGIP), finalizzato allo sviluppo degli standard dei diritti umani per la tutela dei popoli indigeni. ll Gruppo di lavoro è stato il risultato di uno studio del Relatore speciale José R. Martinez Cobo sul problema della discriminazione esercitata sui popoli indigeni.
  • Nel 1985, il Gruppo di Lavoro ha iniziato a redigere un progetto di Dichiarazione sui Diritti dei Popoli Indigeni.
  • Nel 1993, il Gruppo di lavoro ha raggiunto all’unanimità l’accordo su un testo finale per il progetto di Dichiarazione, presentato alla Sottocommissione per la prevenzione della discriminazione e la tutela delle minoranze e approvato dalla stessa nel 1994. Il progetto è stato poi inviato alla Commissione sui Diritti Umani delle Nazioni Unite, che ha istituito il Gruppo di lavoro per la Dichiarazione sui Diritti dei Popoli Indigeni.
  • Il Vertice mondiale 2005 e la Quinta sessione 2006 del Forum permanente delle Nazioni Unite sui popoli indigeni (UNPFII) hanno richiesto che la Dichiarazione fosse adottata quanto prima.
  • Il Consiglio per i Diritti Umani, che ha sostituito la Commissione sui Diritti Umani, ha adottato la Dichiarazione nel giugno 2006.
ELEMENTI PRINCIPALI DELLA DICHIARAZIONE
  • Diciassette dei quarantacinque articoli della Dichiarazione riguardano la cultura indigena e le relative forme di tutela e promozione, rispettando il diritto dei popoli indigeni ad intervenire a livello decisionale e permettendo l’accesso a varie forme di risorse, come quelle finalizzate all’insegnamento delle lingue indigene.
  • La Dichiarazione conferma il diritto all’autodeterminazione dei popoli indigeni e ne riconosce i diritti ai mezzi di sussistenza e alle terre, i territori e le risorse. 
  • La Dichiarazione riconosce ai popoli indigeni, privati dei propri mezzi di sussistenza e sviluppo, il diritto a richiedere un giusto ed equo risarcimento.
  • La dichiarazione condanna la discriminazione contro i popoli indigeni, ne promuove la partecipazione piena e attiva in tutti gli ambiti che li riguardano, nonché il diritto a diversificarsi e a perseguire il proprio approccio in materia di sviluppo economico e sociale.
QUALE SIGNIFICATO ASSUME LA DICHIARAZIONE?
Molti dei diritti della Dichiarazione richiedono approcci nuovi a temi globali come sviluppo, decentralizzazione e democrazia multiculturale. Occorrerà che i Paesi adottino degli approcci partecipativi nelle relazioni con i popoli indigeni. Ciò porterà a significativi incontri di dialogo e alla creazione di partnership con i popoli stessi. 
LA DICHIARAZIONE E’ VINCOLANTE DA UN PUNTO DI VISTA LEGALE?
In generale, le dichiarazioni delle Nazioni Unite non sono legalmente vincolanti. Esse rappresentano comunque la dinamica evoluzione delle norme internazionali e riflettono la volontà degli Stati di avanzare in determinate direzioni, attenendosi a certi principi. Questo è anche il caso della Dichiarazione sui Diritti dei Popoli Indigeni. Ci si aspetta che tale dichiarazione eserciti un potere maggiore sui diritti dei popoli indigeni di tutto il mondo. Se adottata, stabilirà dei parametri importanti nelle relazioni con i popoli indigeni e si rivelerà senza dubbio uno strumento fondamentale per l’eliminazione delle violazioni dei diritti umani nei confronti degli oltre 370 milioni di persone indigene presenti nel mondo, sostenendole nella lotta alla discriminazione e all’isolamento. 

Per ulteriori informazioni sulla Dichiarazione, visitare i seguenti siti:
http://www.un.org/esa/socdev/unpfii/en/declaration.html
http://www.ohchr.org/english/issues/indigenous/index.htm
http://www.ohchr.org/english/bodies/hrcouncil/

Per interviste con funzionari delle Nazioni Unite e leader indigeni, contattare:
Oisika Chakrabarti, Department of Public Information, tel: 212.963.6816, e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Per il Segretariato del Forum permanente delle Nazioni Unite sulle tematiche indigene,  contattare: Mirian Masaquiza, Segretariato UNPFII, tel: 917.367.6006, e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
 

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