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CONFERENZA DI DURBAN - GINEVRA 2009

Fatti principali del processo di revisione di Durban

Perchè il processo è importante

Razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e intolleranza sono problemi all’ordine del giorno in tutto il mondo, che intralciano il progresso nella vita di milioni di persone. Razzismo e intolleranza sono sinonimo di distruzione: pregiudicano le opportunità di lavoro di molta gente e rendono di conseguenza difficile credere nel principio fondamentale dell’uguaglianza;  inoltre alimentano l’odio etnico che spesso sfocia poi in genocidio. E’ fondamentale quindi lottare contro tutto ciò. 

La Conferenza di revisione di Durban dà l’opportunità di valutare e accelerare il progresso nell’applicazione delle misure adottate alla Conferenza Mondiale contro razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e intolleranza, svoltasi a Durban, in Sudafrica, nel 2001.

Il documento finale della Conferenza del 2001, la Dichiarazione e il Programma d’azione di Durban (DDPA), adottato per consenso,  rappresenta il quadro più completo e prezioso per affrontare il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l’intolleranza. Il documento comprende misure di vasta portata per combattere il razzismo in tutte le sue manifestazioni, in particolare richiedendo una legislazione anti-discriminazione e misure amministrative più severe, rafforzando l’istruzione, l’accesso alla sanità e l’amministrazione della giustizia, esortando a maggiori sforzi per combattere la povertà e uno sviluppo sicuro, migliorando i rimedi e le risorse disponibili per le vittime del razzismo e incoraggiando il multiculturalismo e il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani.

La Conferenza mondiale contro il razzismo e il DDPA hanno già dato il loro contributo nella realizzazione di importanti passi in avanti nella lotta al razzismo, tra cui: l’adozione di una legislazione e la creazione di istituzioni nazionali per combattere il razzismo, in particolare in America Latina e nei paesi caraibici, che hanno aiutato a diminuire la discriminazione; importanti cambiamenti costituzionali in Nepal; il miglioramento delle condizioni di vita di migliaia di membri dei gruppi di minoranza in Asia attraverso una migliore rete di aiuti da parte delle ONG; le scuse ufficiali di governi nazionale ai discendenti delle vittime; l’ascendente sulla legislazione dell’Unione Europea affinchè supporti i diritti delle minoranze e di altri gruppi vulnerabili.

Oltre a valutare i progressi nell’attuazione degli impegni presi a Durban, il Processo di revisione aiuterà ad individuare le lacune nella loro esecuzione, permetterà a governi e società civile di condividere e trarre beneficio dalle esperienze virtuose fin qui maturate e fornirà l’opportunità di delineare modalità concrete per fare la differenza sul terreno.

La Conferenza di revisione di Durban rappresenta una tappa di vitale importanza per ribadire non solo che il razzismo esiste in tutti i paesi, ma anche che combatterlo è responsabilità di tutti i governi e della società.

Vista l’importanza cruciale dei temi in agenda alla Conferenza, è essenziale garantire un’ampia partecipazione. Se questa fosse ridotta, infatti, si rischierebbe di vanificare alcuni dei progressi compiuti finora,  mandando inoltre il messaggio, alle vittime del razzismo e della discriminazione, così come a coloro che perpetuano il razzismo, che il tema non è più così importante nell’agenda politica internazionale. Infine, è soltato attraverso un’attiva partecipazione che gli stati possono influenzare il risultato della conferenza.

La decisione di tenere una Conferenza di revisione

La decisione di convocare la Conferenza di revisione di Durban fu presa dagli stati membri delle Nazioni Unite nel 2006 durante una riunione dell’Assemblea Generale, che di conseguenza chiese al Consiglio ONU per i Diritti Umani di occuparsi del processo preparatorio, attraverso la creazione di un Comitato Preparatorio della Conferenza. Il Comitato Preparatorio (PrepCom) è incaricato di organizzare la Conferenza e di esercitare la supervisione sui negoziati che portano alla definizione del documento finale; esso è aperto alla partecipazione di tutti gli stati membri. L’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite è stato nominato dal Segretario Generale ONU come Segretario Generale della Conferenza e il suo ufficio (OHCHR) funge da Segretariato.

La partecipazione delle Organizzazioni Non Governative

Le ONG e gli altri attori della società civile hanno un ruolo essenziale nella lotta ad ogni forma di razzismo e l’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani (OHCHR, che rappresenta il Segretariato della Conferenza) ne incoraggia la partecipazione al processo di revisione.

L’OHCHR sta rendendo disponibili numerosi siti ONU per l’organizzazione di eventi collaterali da parte delle ONG nel corso della Conferenza di revisione e, al tempo stesso, sta organizzando una serie di eventi incentrati sui temi in discussione alla Conferenza, come i diritti delle popolazioni indigene, il legame tra povertà e razzismo e le attività di mantenimento dell’ordine in varie società. Tutti questi eventi consentiranno ad un ampio numero di operatori di scambiare pareri e condividere le pratiche più virtuose sulle tematiche al centro del dibattito di Durban. Per agevolare la partecipazione di quante più ONG possibile, l’OHCHR ne sta anche aiutando molte nel sostenere le spese di viaggio.

 

Video della settimana 

In occasione della Giornata mondiale dell'ambiente, il Centro di Informazione Regionale delle Nazioni Unite per l’Europa Occidentale, in collaborazione con Fabrica,  vi presenta il video degli studenti della Designschule di Monaco di Baviera, prodotto per contribuire alla promozione della protezione dell'ambiente.

Video della settimana 

In occasione della Giornata internazionale per le vittime di tortura, vi presentiamo questo video della campagna #TortureFreeWorld organizzata da Anti-Torture Initiative in collaborazione con Juan E. Méndez, Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura.

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