Lunedì, 24 Novembre 2014
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Rinnovato impegno per porre fine alla fame La dichiarazione del Vertice promette una migliore governance, maggiori investimenti e una strategia più incisiva contro il cambiamento climatico

I leader di tutto il mondo riuniti alla FAO per il Vertice mondiale sulla sicurezza alimentare hanno adottato oggi all’unanimità una dichiarazione con cui si impegnano a cancellare al più presto ed in modo duraturo la fame nel mondo.


I paesi hanno concordato di invertire il calo di finanziamenti nazionali ed internazionali nel settore agricolo, di migliorare la governance mondiale delle questioni alimentari allargando la partnership a tutti gli altri soggetti coinvolti sia del settore pubblici che privato, e di affrontare in modo più incisivo le sfide del cambiamento climatico.

Un campanello d’allarme

Nel suo intervento al Vertice il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki Moon ha detto che l’attuale crisi alimentare rappresenta un campanello d’allarme per il futuro.

“Non può esserci sicurezza alimentare senza sicurezza climatica”, ha poi aggiunto.

“Se i ghiacciai dell’Himalaya dovessero sciogliersi, questo avrebbe conseguenze sulle condizioni di vita e sulla sopravvivenza stessa di trecento milioni di persone in Cina e di circa un miliardo in tutta l’Asia”.

“I piccoli contadini africani, che producono la maggior parte del cibo del continente e dipendono quasi interamente dalle piogge, per il 2020 potrebbero vedere i propri raccolti dimezzati.  Dobbiamo operare profondi cambiamenti nel modo in cui ci nutriamo e soprattutto dobbiamo salvaguardare i più poveri e più vulnerabili”.

“Un tragico risultato”

Definendo il miliardo di persone che soffrono la fame “un tragico risultato”, il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf ha sottolineato la necessità di produrre cibo dove vivono i poveri e gli affamati.

“In alcuni paesi sviluppati, tra il due ed il quattro per cento della popolazione è in grado di produrre abbastanza cibo per l’intera nazione e perfino ad avere surplus per l’esportazione, mentre nella maggioranza dei paesi in via di sviluppo, il 68/80 per cento della popolazione non è in grado di soddisfare il fabbisogno alimentare nazionale”, ha affermato Diouf.

“Il pianeta è in grado di nutrire se stesso, a condizione che le decisioni prese siano rispettate e le risorse promesse siano realmente mobilizzate”, ha poi detto, sollecitando un incremento degli aiuti ufficiali allo sviluppo destinati all’agricoltura, una maggiore quota nei budget nazionali dei paesi in via di sviluppo per il settore agricolo ed incentivi per incoraggiare gli investimenti privati.

“Per eliminare la fame servono 44 miliardi di dollari di aiuti ufficiali allo sviluppo l’anno da investire in infrastrutture, tecnologia e moderni input produttivi.  Questa cifra è ben poca cosa se paragonata ai 365 miliardi di sussidi all’agricoltura che sono stati dati ai produttori dei paesi OCSE nel 2007 ed ai 1,340 miliardi che si sono spesi in armamenti lo stesso anno”, ha detto Diouf.

“Negli ultimi cinque anni, molti paesi dell’Africa, dell’America Latina e dell’Asia sono riusciti a ridurre notevolmente il numero delle persone sottonutrite” ha dichiarato Diouf.
“Questo significa che sappiamo cosa si dovrebbe e come si dovrebbe intervenire  per sconfiggere la fame”.
 
Nei paesi a basso reddito e deficit alimentare, i programmi di sicurezza alimentare esistono, ma aspettano la volontà politica ed i finanziamenti per diventare operativi”, ha fatto notare.

Diouf ha anche sottolineato il fatto che la sicurezza alimentare va al di là della semplice produzione.  “Abbiamo bisogno di protezione contro le malattie animali e le infestazioni fitosanitarie che spesso possono colpire direttamente anche la salute umana.  Dobbiano anche fare i conti con le emergenze causate dai disastri naturali e conservare la base di risorse naturali della produzione alimentare per assicurarne la sostenibilità”

“Opulenza e sprechi non sono più accettabili”

“La fame è il più crudele a tangibile segno della povertà” ha dichiarato Sua Santità Papa Benedetto XVI. “Opulenza e sprechi non sono più accettabili, quando la tragedia della fame assume proporzioni di tale portata”.

Il Papa ha fatto appello affinché vengano meglio compresi i bisogni del mondo rurale. “Allo stesso tempo” ha aggiunto “si deve agevolare l’accesso ai mercati internazionali dei prodotti che provengono dalle aree più povere, che oggi sono spesso relegati ai margini. Per raggiungere questi obiettivi, è necessario scindere le regole del mercato internazionale dalla logica del profitto visto come fine a se stesso”.

Rivolgendosi agli Stati Membri della FAO in tutti le lingue ufficiali, il Papa ha così concluso: “Dio benedica i vostri sforzi per assicurare che a tutte le persone sia dato il loro pane quotidiano”.

 

In questa Giornata Internazionale per la Tolleranza ,16 Novembre 2014, il Progetto '7 Miliardi di Altri' vi propone il video seguente.

Video della settimana

Ecco il video presentato da "Momentum for Change" su iniziativa dell' UNEP intitolato "Climate Heroes: Stories of Change".

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