Venerdì, 25 Aprile 2014
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L’IFAD vuole ricordare come i piccoli agricoltori stanno affrontando l’impatto del cambiamento climatico ad una settimana da Copenhagen

Sette tecniche per sette giorni

I cinquecento milioni di piccole fattorie che sfamano un terzo dell’umanità stanno affrontando l’impatto del cambiamento climatico. Un tempo rigido sta devastando le loro coltivazioni, spazzando via i loro raccolti e uccidendo il loro bestiame. Se i piccoli agricoltori non saranno sostenuti nel far fronte al cambiamento climatico, milioni di persone saranno a rischio fame.

Con il sostegno dell’IFAD i piccoli agricoltori – custodi della biodiversità – hanno già iniziato a fronteggiare le sfide che si profilano all’orizzonte. Ecco sette esempi di cosa stanno facendo:

Nelle valli spazzate dal vento in Yemen, i piccoli agricoltori stanno usando tecniche antichissime di terrazzamento per produrre coltivazioni dal maggiore valore economico come il caffè utilizzando in modo più efficiente una risorsa preziosa - l’acqua.

In Cina, stanno usando modelli assicurativi basati su indici meteorologici per gestire i rischi derivanti dal clima e che potrebbero avere un impatto sulle loro attività agricole.

Sulle isole di Mauritius e Rodrigues, i piccoli agricoltori stanno diversificando le loro attività avvicinandosi anche all’agricoltura e alle microimprese per non essere totalmente dipendenti dalla pesca.

In Eritrea, i piccoli agricoltori stanno ricorrendo all’apicoltura come un’alternativa di introiti in caso di cattivi raccolti a causa della siccità.

Nell’est del Marocco, dove la siccità e il pascolo eccessivo hanno degradato grandi estensioni di terra, i pastori stanno aumentando la rigenerazione delle piante da foraggio attraverso una migliore gestione delle terre da pascolo.

In Perù sull’aspro altipiano delle Ande, l’acqua piovana e quella prodotta dallo scioglimento dei ghiacci viene raccolta in fossati per essere poi utilizzata per l’irrigazione.

In Burkina Faso, i piccoli agricoltori stanno adottando tecniche di conservazione del terreno, dell’acqua e delle foreste per proteggere al meglio le loro risorse naturali.


I piccoli agricoltori stanno facendo tutto quello che è in loro potere per ridurre l’impatto del cambiamento climatico sulle loro vite, ma non possono farcela da soli. L’ IFAD crede che le risorse per i piccoli agricoltori debbano essere aumentate ora e che l’agricoltura debba essere centrale in qualsiasi dibattito sul cambiamento climatico.

Il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) lavora con le popolazioni povere delle aree rurali per aiutarle a incrementare la produzione agricola e la vendita dei loro prodotti, ad aumentare i propri redditi e a decidere autonomamente sulle questioni che riguardano la loro vita. Dal 1978, l’IFAD ha investito oltre 11 miliardi di dollari in prestiti a tassi agevolati e donazioni a paesi in via di sviluppo, mettendo circa 340 milioni di persone in condizione di uscire dalla povertà. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma – il polo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. È un partenariato unico nel suo genere, composto da 165 paesi, tra membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC), dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e altri paesi in via di sviluppo.

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