Domenica, 31 Agosto 2014
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L’INVIATO DELLE NAZIONI UNITE CHIEDE ALLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE DI AUMENTARE GLI SFORZI PER STABILIZZARE L’AFGHANISTAN

L’Inviato delle Nazioni Unite in Afghanistan ha chiesto alla comunità internazionale e al governo afgano di incrementare gli sforzi volti a promuovere la ricostruzione e la stabilizzazione del paese. Il perdurare del conflitto nel sud del paese e la vulnerabilità dei confini ad est e sud-est non permettono di considerare diminuita la minaccia alla pace e alla sicurezza, ha dichiarato al Consiglio di Sicurezza Tom Koenigs, Rappresentante Speciale del Segretario Generale per l’Afghanistan in occasione di un incontro che ha visto la partecipazione di numerosi relatori.


“E’ assolutamente necessario incrementare il coinvolgimento internazionale” ha detto Koenigs, facendo appello agli attori interessati.  Koenigs ha anche fatto pressioni sul governo afgano perché faccia di più per adempiere al proprio ruolo, come previsto dall’Intesa sull’Afghanistan, un piano quinquennale lanciato all’inizio dello scorso anno dalle Nazioni Unite, che ha fissato alcuni obiettivi relativamente alla sicurezza, al governo e allo sviluppo del paese. “La passività di numerose agenzie governative serve solo a ritardare e in qualche caso minare alla base i potenziali progressi”, ha affermato Koenigs.


Anche Antonio Maria Costa, Direttore Esecutivo dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) ha presentato al Consiglio di Sicurezza la propria inchiesta sull’Afghanistan, fornendo un quadro segnato da alcuni progressi ma anche da gravi minacce, poste principalmente dal legame fra terrorismo e narcotraffico. Mentre nelle zone centrali e a nord del Paese le coltivazioni di oppio stanno diminuendo, grazie al miglioramento delle condizioni di sicurezza e di sviluppo, al sud, il “circolo vizioso della droga che sostiene il terrorismo, e del terrorismo che sostiene i signori della droga, è più forte che mai”, ha affermato. “Il problema della droga in Afghanistan è dovuto a un vuoto di sicurezza, in cui le colture illegali si affiancano ad altre attività criminali che le supportano”. Costa ha suggerito un migliore controllo delle frontiere, la consegna alla giustizia dei maggiori trafficanti di droga e la lotta alla corruzione quali tattiche per combattere la produzione illecita di droga in Afghanistan.


“Il terrorismo, i narcotici, la debolezza delle istituzioni e i tempi lunghi della ricostruzione sono le sfide più importanti,” ha riconosciuto il rappresentante dell’Afghanistan, Zahir Tanin, nel corso dell’incontro. “Sarebbe bene ammettere che abbiamo sottovalutato la gravità delle sfide da affrontare in Afghanistan”.


A base delle discussioni il Consiglio di Sicurezza disponeva dell’ultimo rapporto del Segretario Generale Ban Ki-moon sull’Afghanistan, in cui si propone un’estensione di 12 mesi della missione ONU di assistenza al Paese (UNAMA), sulla base del fatto che trattandosi di un “momento critico per l’Afghanistan, è tempo che la comunità internazionale riconfermi il proprio impegno”.


UNAMA, unitamente alle controparti afgane e internazionali, è in una buona posizione per contribuire ad affrontare le sfide del paese, quali ad esempio le insurrezioni, la riconciliazione nazionale e il traffico dei narcotici, afferma il rapporto.


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