Domenica, 26 Ottobre 2014
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Il Segretario Generale Discuterà Presto con i Vertici dell’Unione Africana di una Forza di Pace in Darfur

UNRIC/ITA/918/07


Il Segretario Generale Ban Ki-moon ha dichiarato di voler incontrare presto il capo dell’Unione Africana per discutere la situazione di devastazione in Darfur, dove solamente il mese scorso altre 50mila persone sono state costrette a fuggire a causa della violenza, secondo quanto affermato dalle Nazioni Unite.
Incontrando la stampa, Ban ha ricordato le recenti iniziative ONU per riportare la pace in Darfur, compresa una lettera inviata il 24 gennaio al Presidente Sudanese Omar Hassan Al Bashir, nella quale il Segretario Generale sottolineava l’importanza di un maggiore sostegno alla missione dell’Unione Africana (AMIS) così come la necessità di dispiegare rapidamente una forza ibrida ONU-Unione Africana.
“Ora ho chiesto molto fermamente che il Presidente Bashir sottoscriva il contenuto della mia lettera sul pacchetto di supporto che renda possibile il tempestivo dispiegamento di una forza di pace ibrida ONU-Unione Africana in Darfur”, ha affermato il Segretario Generale nel corso di una visita ufficiale in Austria.
“Due canali sono attualmente aperti, anche se non c’è ancora alcun accordo finale. Il primo è il processo di dialogo politico, in corso al massimo livello, e nel quale sono personalmente impegnato. In secondo luogo, incontri avvengono per valutare gli aspetti di una possibile operazione di pace. Le Nazioni Unite avvieranno presto negoziati dettagliati con rappresentanti dell’Unione Africana, e io incontrerò il Commissario dell’Unione Africana”.
Le osservazioni del Segretario Generale si collocano sulla scia dell’ultima pessimistica analisi sulla situazione in Darfur da parte dell’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), elaborata in collaborazione con altre agenzie ONU e ONG, che rivela che la violenza ha obbligato circa 46.000 persone ad abbandonare le proprie abitazioni il mese scorso.
“Nuovi movimenti di sfollati sono stati registrati su base settimanale nel corso del mese di gennaio, in conseguenza di attacchi ai danni di villaggi, violenza sessuale e intimidazione, che hanno costretto grandi masse di popolazione a spostarsi all’interno del Darfur. Violenza generalizzata, attacchi contro strutture umanitarie e ostacoli burocratici hanno continuato a incidere sulle operazioni umanitarie”, prosegue il rapporto.
Secondo l’OCHA, nuovi movimenti di persone verso i campi profughi hanno continuato in maniera incessante per tutto gennaio, a causa di attacchi perpetrati sia dal governo Sudanese e dalle milizie ad esso associate sia da un’ala dell’Esercito di liberazione Sudanese, guidata da Minni Minawi.
E’ soprattutto il caso del Darfur settentrionale, dove sono stati registrati “bombardamenti aerei in molte località, nonchè attacchi e atti di intimidazione causati da milizie arabe.”
L’analisi dell’’OCHA afferma che si è assistito ad alcuni positivi sviluppi umanitari in termini di accesso ad aree che erano state in precedenza tagliate fuori per mesi, anche se l’accesso per la consegna di aiuti di emergenza “continua a essere fortemente pregiudicato.” La mappa più aggiornata elaborata a gennaio mostra un livello di accesso all’intera regione del Darfur del 64%.
A conferma di tale pessimistica valutazione, la missione ONU in Sudan (UNMIS) ha riferito che una ragazza di 15 anni è stata stuprata nel Darfur meridionale, dove sono anche scoppiati combattimenti tra tribù di etnia araba. Si tratta solamente degli ultimi episodi in ordine di tempo di una violenza che colpisce su base quotidiana la regione, dove a partire dal 2003 almeno 200.000 persone sono state uccise e due milioni sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni. In totale, circa 4 milioni di civili hanno bisogno di assistenza per sopravvivere.


Giornata delle Nazioni Unite

Messaggio del Segretario Generale Ban Ki-moon in occasione della Giornata delle Nazioni Unite 2014.

Video della settimana

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