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L’ECONOMIA MONDIALE RALLENTA NEL 2007, MA LA CRESCITA NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO RIMANE FORTE

UNRIC/ITA/895/07


Dopo tre anni di forte crescita, il 2007 porterà a un rallentamento dell’economia mondiale secondo le previsioni delle Nazioni Unite sull’economia globale. Allontanandosi dall’eccezionale crescita del Prodotto Mondiale Lordo del 4.0% raggiunta nel 2005 e dal 3.8% stimato per il 2006, nel 2007 la crescita si attesterà sul 3.2%.


Secondo il rapporto annuale delle Nazioni Unite: La Situazione e le Prospettive dell’economia globale 2007, l’indebolimento del mercato immobiliare statunitense può essere considerato una della cause più importanti nel determinare il rallentamento della crescita economica globale.
Si prevede una diminuzione della domanda e una riduzione della crescita statunitense  al 2.2% nel 2007, dovuto al rallentamento del boom immobiliare.
La ripresa economica dell’Europa e del Giappone non è abbastanza forte da sostituire gli Stati Uniti nella loro veste di motore della crescita dell’economia globale.
Nonstante questo, il rapporto dichiara che le “finanze del settore privato americano sono solide e c’è ampio spazio per un rilassamento della stretta monetaria; per questo non si prevede che la situazione attuale degeneri e porti ad una recessione’.


Mentre una forte crescita economica si è verificata nel 2006 in tutto il mondo, questo non ha portato ad una riduzione significativa del tasso di disoccupazione. La crescita del tasso di occupazione è stata deludente, particolarmente nei paesi in via di sviluppo, nonostante l’eccezionale crescita economica. I paesi in via di sviluppo e le economie di transizione hanno raggiunto una media di crescita in produzione rispettivamente del 6.5 e del 7.2 %.
Anche nel 2007, sebbene ridotta, si prevede una forte crescita economica per i paesi in via di sviluppo: 5.9% per i paesi in via di sviluppo e 6.5% per le economie in transizione.


Le economie dei paesi asiatici sono in testa alla lista dei paesi in via di sviluppo per ciò che riguarda la crescita economica, raggiungendo il 7.6 % nel 2006.  La Cina è ritornata su livelli di crescita  di più del 10%.  Anche la crescita nel sud-est asiatico, India in testa, è stata forte con un  tasso annuo del 6.7%.
In maniera analoga, le prestazioni dei “paesi meno sviluppati” si sono mantenute molto forti, raggiungendo, in media,  il 7% nel 2006.  In particolare, i paesi produttori di petrolio e gli esportatori di altri minerali, si sono beneficiati in modo particolare del elevato prezzo di beni commerciali. Per questi paesi, si prevede che la crescita  rimanga altrettanto forte nel 2007.


Le prestazioni dei paesi meno sviluppati rimane particolarmente forte, con una media che si avvicinava al 7% nel 2006, in particolare per  i produttori  di petrolio ed esportatori di minerali tra quei paesi che traggono profitto dagli elevati prezzi all’esportazione.


Si prevede che in Europa la crescita, che nel 2006 ha superato le aspettative, si ridurrà nel 2007 a circa il 2% e che in Giappone, paese che pure ha avuto un forte sviluppo nel 2006, la crescita diminuirà nel 2007, scendendo al di sotto del 2%.
Nel 2006 il deficit di bilancio negli Stati Uniti è aumentato fino ad arrivare a circa 900 miliardi di dollari. Di questo deficit, circa i due terzi sono stati bilanciati dal surplus dei paesi maggiori esportatori di petrolio ed, in maniera analoga, i paesi asiatici ed altri paesi in via di sviluppo registrano eccedenze che riescono a controbilanciare il deficit statunitense. Tuttavia, le Nazioni Unite prevedono che nel 2007 si assisterà ad una moderata riduzione di questi disequilibri mondiali, in quanto la flessione della crescita economica degli Stati Uniti e la diminuzione dei prezzi del petrolio provocherannno una riduzione delle importazioni dell’economia più grande al mondo. Allo stesso tempo, il previsto ulteriore deprezzamento del dollaro porterebbe ad un aumento delle esportazioni, contenendo così la domanda di importazione.


Inoltre, il rapporto mette in guardia sul possibile rischio un aggiustamento  disordinato di questi disequilibri economici. A causa del persistere di questo rilevante deficit di bilancio, l’indebitamento degli Stati Uniti è cresciuto, raggiungendo un livello tale da mettere seriamente in dubbio la sostenibilità della situazione odierna e la fiducia nel dollaro,come la principale moneta di riserva. Un crollo del dollaro aumenterebbe ulteriormente l’insicurezza tra gli investitori internazionali e ciò potrebbe essere fonte di preoccupazione per i mercati finanziari.
I paesi in via di sviluppo sono quelli che pagherebbero in maggior misura le conseguenze negative di una situazione economica internazionale più volatile e meno elastica provocata da un simile cambiamento.
Il rapporto ONU mette anche in guardia sulla possibilità di una flessione più drastica dell’economia mondiale, nel caso in cui avvenga un calo notevole, ad esempio del 15%, nei prezzi nel settore immobiliare statunitense. Una simile riduzione, afferma il rapporto, non solo provocherebbe nel 2007 una diminuzione della crescita negli Stati Uniti ad un livello inferiore all’1%, ma ridurrebbe in maniera sostanziale anche la crescita economica mondiale di almeno un punto percentuale.
Una simile riduzione dei prezzi degli immobili, potrebbe provocare una crisi nel settore dei mutui ed innescare  un aggiustamento deflazionistico dei disequilibri mondiali, provocando un aumento del rischio di ulteriori turbolenze nei mercati finanziari.


Il rapporto Situazione economica mondiale e prospettive 2007 richiede un’azione concertata nelle politiche macroeconomiche sviluppate per evitare un adeguamento irregolare e creare fiducia nella stabilità dei mercati finanziari e valutari. Il rapporto indica la necessità urgente di rifocalizzare gli orientamenti nazionali nelle politiche macroeconomiche, che sono attualmente poco idonee ad affrontare i disequilibri globali.


Il rapporto propone di creare un nuovo meccanismo di consultazione per raggiungere un accordo sugli orientamenti coordinati per le politiche macroeconomiche e degli obiettivi volti alla riduzione dei disequilibri, e al tempo stesso evitare una recessione globale. Un’iniziativa di questo tipo potrebbe rappresentare una possibile soluzione in assenza di qualsiasi cambiamento più sostanziale nel sistema monetario e finanziario globale. Un tale accordo tenterebbe di aumentare i risparmi e ridurre il debito degli Stati Uniti, e rafforzare la domanda interna nei maggiori paesi creditori, in particolare in Giappone, nell’Asia in via di sviluppo e nei maggiori Paesi produttori di petrolio.
Il rapporto dell’ONU afferma che gli attuali dibattiti con un ristretto numero di partecipanti, come il Gruppo degli Otto (G8) e altre occasioni di discussione, sono inadatti al raggiungimento di un accordo relativo al coordinamento delle politiche macroeconomiche sui disequilibri globali. Si propone quindi un meccanismo di consultazione internazionale che includa un mediatore esterno quale il Fondo Monetario Internazionale (FMI), che potrebbe contribuire a sviluppare una convergenza di opinioni sulla natura e sulle dimensioni degli attuali problemi. Questo genere di consultazioni dovrebbe includere tutti i maggiori protagonisti, compresa quindi una giusta rappresentazione dei paesi in via di sviluppo.    


Per interviste o per ottenere maggiori informazioni, contattare la Sezione dello Sviluppo del Dipartimento ONU di Pubblica Informazione, tramite Newton Kanhema, 1-212-963-5602, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure Oisika Chakrabarti, 212.963.6816, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .


Il documento La Situazione e le Prospettive dell’economia globale 2007 è redatto, all’inizio di ogni anno, dal Dipartimento ONU degli Affari Economici e Sociali (UN DESA), dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD), e da cinque Commissioni regionali delle Nazioni Unite (Commissione Economica per l’Africa (ECA), Commissione Economica per l’Europa (ECE), Commissione Economica per l’America latina e i Carabi (ECLAC), Commissione Economica per l’Asia e il Pacifico (ESCAP), e Commissione Economica e Sociale per l’Asia Occidentale (ESCWA))


Il documento La Situazione e le Prospettive dell’economia globale 2007 (Numero per le vendite E.07.II.C.2, ISBN 978-92—109153-3) dalle United Nations Publications, Two UN Plaza, Room DC2-853, Dept. PRES, New York, NY 10017 USA, tel. 800-253-9646 oppure 212-963-8302, Fax 1-212-9633489; E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; oppure Section des Ventes et Commercialisation, Bureau E-4, CH-1211, Geneva-10, Switzerland, Tel. 41-22-917-2614, Fax. 41-22-917-0027, E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , Internet: http://www.un.org/publications.


In questa Giornata Internazionale per la Tolleranza ,16 Novembre 2014, il Progetto '7 Miliardi di Altri' vi propone il video seguente.

Video della settimana

Ecco il video presentato da "Momentum for Change" su iniziativa dell' UNEP intitolato "Climate Heroes: Stories of Change".

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