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IL CONSIGLIO DI SICUREZZA APPROVA IL DISPIEGAMENTO DI UNA MISSIONE DI PROTEZIONE E FORMAZIONE IN SOMALIA - RISOLUZIONE 1725 (2006)

UNRIC/ITA/883/06
Risoluzione


Segue il testo completo della risoluzione 1725 (2006):


“Il Consiglio di Sicurezza,


“Facendo riferimento alle sue precedenti risoluzioni riguardanti la situazione in Somalia, in particolare alla risoluzione 733 (1992) del 23 gennaio 1992, alla risoluzione 1356 (2001) del 19 Giugno 2001, alla risoluzione 1425 (2002) del 22 gennaio 2002, e alle dichiarazioni del suo Presidente, in particolare quella del 13 giugno 2006 (S/PRST/2006/31),


“Riaffermando il proprio rispetto per la sovranità, l’integrità territoriale, l’indipendenza politica e l’unità della Somalia,


“Reiterando il suo impegno per una soluzione totale e durevole della situazione in Somalia attraverso la Carta Costituzionale Federale di Transizione, e sottolineando l’importanza della presenza di istituzioni che abbiano delle basi solide e siano rappresentative di un processo politico inclusivo, come previsto dalla Carta Costituzionale Federale di Transizione,


“Ribadendo che tutti gli Stati Membri, in particolare quelli nella regione, dovrebbero astenersi da qualsiasi azione che violi l’embargo sugli armamenti attenendosi alle relative misure, e dovrebbero intraprendere tutte le azioni necessarie per prevenire tali infrazioni,


“Ribadendo la propria determinazione a coinvolgere  tutte le parti in Somalia che siano impegnate nel raggiungimento della stablizzazione politica attraverso un dialogo pacifico e partecipativo che includa l’Unione delle Corti Islamiche,


“Sottolineando l’importanza per la stabilità in Somalia della presenza di istituzioni che siano rappresentative e godano di ampio appoggio e di un processo politico partecipativo, accogliendo con favore l’apporto cruciale dato dalla Lega degli Stati Arabi e dall’Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo (IGAD) nel promuovere e incoraggiare il dialogo politico tra le Istituzioni Federali di Transizione e l’Unione delle Corti Islamiche, esprimendo il suo pieno appoggio a tali iniziative e affermando di essere pronto a fornire l’appropriata assistenza allo sviluppo di un processo politico partecipativo in Somalia,
 
“Esortando sia le Istituzioni Federali di Transizione che l’Unione delle Corti Islamiche a collaborare e a continuare il processo di pace, a rinnovare l’impegno per l’applicazione dei principi contenuti nella Dichiarazione di Kartum del 22 giugno 2006 e degli accordi raggiunti nell’incontro di Kartum del 2-4 settembre 2006 e a ristabilire una situazione di stabile sicurezza in territorio somalo,


“Invitando l’Unione delle Corti Islamiche a cessare ogni ulteriore attività di espansione militare e a prendere le distanze da tutti gli estremisiti e da coloro che siano connessi al terrorismo internazionale,


“Esprimendo il proprio dissenso per il bombardamento di Baidoa del 30 novembre 2006 e manifestando la preoccupazione del Consiglio di Sicurezza riguardo la situazione di continua violenza in Somalia,


“Accogliendo con favore l’accordo raggiunto tra l’Unione delle Corti Islamiche e il Segretariato dell’Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo del 2 dicembre 2006 e incoraggiando l’IGAD a portare avanti il dialogo con le Istituzioni Federali di Transizione,


“Invita tutte le parti all’interno della Somalia e tutti gli altri stati ad astenersi da azioni che potrebbero provocare o perpetuare la violenza e le violazioni di diritti umani, contribuire ad una inutile situazione di tensione e mancanza di fiducia, mettere a rischio il cessate il fuoco e l’intero processo politico, o arrecare ulteriori danni alla situazione umanitaria,


“Prendendo atto della nota verbale del 16 ottobre 2006 della Missione permanente del Kenya presso le Nazioni Unite al Presidente del Consiglio di Sicurezza di trasmissione del testo relativo al Piano di dispiegamento di una Missione di pace dell’IGAD in Somalia (IGASOM)


“Stabilendo che la situazione in Somalia continua a rappresentare una minaccia alla pace internazionale e alla sicurezza nella regione,


“Agendo in conformità al Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite,


“1. ribadisce che la Carta Costituzionale Federale di Transizione e le istituzioni rappresentano l’unica via possibile per raggiungere la pace e la stabilità in Somalia, enfatizza la necessità di portare avanti un dialogo credibile tra le Istituzioni Federali di Transizione e l’Unione delle Corti Islamiche, e afferma dunque che i provvedimenti contenuti nella presente risoluzione, basata su una decisione dell’IGAD e del Consiglio per la Pace e la Sicurezza dell’Unione Africana, hanno l’unico scopo di favorire la pace e la stabilità in Somalia attraverso un processo politico partecipativo e di creare le condizioni per il ritiro di tutte le forze straniere in Somalia;


“2. Esorta le Istituzioni Federali di Transizione e l’Unione delle Corti Islamiche a portare avanti gli impegni presi, a riprendere immediatamente il dialogo di pace sulla base degli accordi raggiunti a Kartum e ad attenersi agli accordi raggiunti in tali dialoghi, e dichiara la propria intenzione di considerare la possibilità di intraprendere delle misure contro coloro che cerchino di prevenire o bloccare il dialogo pacifico, rovesciare le Istituzioni Federali con la forza, o compiere azioni che possano in futuro mettere a rischio la stabilità regionale;


“3. Decide di autorizzare I’IGAD e gli Stati Membri dell’Unione Africana ad istituire una Missione di protezione e formazione in Somalia, che dopo un periodo iniziale di 6 mesi verrà sottoposta all’attenzione del Consiglio di Sicurezza con un rapporto dell’IGAD, con il seguente mandato che prende spunto dal concetto di operazioni e dagli elementi rilevanti del mandato, specificato dal Piano Operativo di Dispiegamento per l’IGASOM:


(a) Monitorare i progressi delle Istituzioni Federali di Transizione e dell’Unione delle Corti Islamiche nell’attuazione degli accordi raggiunti nei dialoghi;


(b) Assicurare la libertà di movimento e la sicurezza negli spostamenti di coloro che sono coinvolti nel processo di pace;


(c) Mantenere e monitorare la situazione di sicurezza a Baidoa;


(d) Proteggere i membri delle Istituzioni Federali di Transizione e del Governo, così come le loro infrastrutture principali;


(e) Formare le forze di sicurezza delle Isituzioni Federali di Transizione al fine di renderle in grado di provvedere autonomamente alla sicurezza e di contribuire alla ricostruzione di foze di sicurezza nazionali in Somalia;


“4. Appoggia la specificazione contenuta nel Piano Operativo di Dispiegamento dell’IGAD in base alla quale gli stati confinanti con la Somalia non dovrebbero dispiegare truppe in Somalia;


“5. Decide che le misure imposte dal paragrafo 5 della risoluzione 733 (1992) e successivamente elaborate nel paragrafo 1 e 2 della risoluzione 1425 (2002) non debbano applicarsi alla fornitura di armi ed equipaggiamento militare e di corsi di formazione tecnica e assistenza intesi unicamente al supporto o all’uso da parte delle forze a cui ci si riferisce nel paragrafo 3 di cui sopra;


“6. Incoraggia gli Stati Membri a fornire sostegno economico ad IGASOM;


“7. Richiede al Segretario Generale, in consultazione con la Commissione dell’Unione Africana e il segretariato dell’IGAD, di riferire al Consiglio di Sicurezza sull’attuazione del mandato di IGASOM entro 30 giorni, e in seguito ogni sessanta (60) giorni;


“8. Sottolinea il continuo contributo dato alla pace e alla sicurezza della Somalia dall’embargo sugli armamenti, richiede che tutti gli Stati Membri, in particolare quelli della regione, si attengano completamente ad esso, e ribadisce la sua intenzione di considerare urgentemente dei mezzi per rafforzarne l’efficacia, inlcuse misure specificatamente mirate a supportarlo;


“9. Decide di continuare ad occuparsi attivamente della questione.”


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