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MESSAGGIO DEL SEGRETARIO GENERALE IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE PER I DIRITTI UMANI (10 December 2006)

UNRIC/ITA/874/06
La campagna che mira a fare della povertà solo un ricordo del passato pone una sfida morale che è centrale ai giorni nostri. Dare attuazione ai diritti umani universali può tracciare una via verso il conseguimento di tale obiettivo.


I diritti umani fondamentali – il diritto a standard di vita decenti, a nutrirsi, a un sistema di assistenza medica essenziale, alla libertà contro ogni discriminazione – sono esattamente ciò di cui i poveri al mondo hanno maggiormente bisogno. Eppure, proprio a causa del debole status di cui godono, essi sono tra tutti coloro meno in grado di giungere al godimento o di tutelare tali diritti “universali”. Ne consegue che i diritti umani sono a rischio ogni qualvolta che uomini, donne o bambini vivano in condizioni di estrema povertà.


Se davvero vogliamo essere seri a proposito di diritti umani, occorre dimostrare che abbiamo lo stesso intento di serietà in materia di privazioni. Come suggerisce il tema della Giornata mondiale per i diritti umani di quest’anno, dobbiamo adempiere al compito di combattere la povertà “come un obbligo, e non per spirito di carità”.


Ognuno di noi dovrebbe capire che i diritti sanciti nella Dichiarazione dei diritti umani continueranno a significare poco per i milioni di persone che in questo mondo sono afflitti da malattie e fame, almeno finché essi non godranno di rimedi effettivi. Occorre che tutti noi riconosciamo che quando vi sono famiglie intere che riescono a sopravvivere con meno di un dollaro al giorno, o bimbi che muoiono per mancanza di assistenza primaria, la Dichiarazione suona del tutto priva di significato.


Guardare alla povertà attraverso la lente rappresentata dai diritti umani stimola il nostro imperativo morale ad agire, oltre ad apportare altri benefici. Infatti, visto che i diritti umani pongono l’accento sull’innalzamento delle prerogative e potenzialità individuali, un approccio fondato sui diritti può concorrere a determinare un analogo effetto virtuoso sui poveri. Esso può aiutare i cittadini a tutti i livelli ad acquisire la conoscenza e lo status che sono richiesti per poter svolgere un ruolo effettivo nelle decisioni che riguardano le loro vite. Tale approccio può inoltre permettere di concentrare l’attenzione su processi sostenibili che offrano la speranza di progressi nel lungo periodo. Infine, esso può spingerci a misurare i nostri successi non solo sulla base dei livelli di reddito, ma a partire dal grado di libertà che le persone hanno di condurre vite soddisfacenti.


Oggi, sviluppo, sicurezza e diritti umani sono interconnessi; nessuno di questi elementi può marcare un progresso indipendentemente dagli altri due. In effetti, chiunque si esprima con forza in materia di diritti umani ma non fa nulla in favore di sicurezza e sviluppo umani – o viceversa – pregiudica la propria credibilità e la causa stessa per la quale agisce. E’ quindi il caso di parlare con una sola voce su tutti e tre i temi, e lavorare per fare in modo che la libertà dal bisogno, la libertà dalla paura e la libertà di condurre un’esistenza dignitosa abbiano un reale significato per quanti si trovano in uno stato di bisogno.


In questa Giornata Internazionale per la Tolleranza ,16 Novembre 2014, il Progetto '7 Miliardi di Altri' vi propone il video seguente.

Video della settimana

Ecco il video presentato da "Momentum for Change" su iniziativa dell' UNEP intitolato "Climate Heroes: Stories of Change".

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