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MESSAGGIO DEL SEGRETARIO GENERALE IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELL’AIDS (1 DICEMBRE 2006)

UNRIC/ITA/871/06


Nei 25 anni successivi al primo caso segnalato di AIDS il mondo è radicalmente cambiato. L’AIDS ha ucciso 25 milioni di persone e altri 40 milioni ne sono infetti. E’ diventata la prima causa di morte di uomini e donne tra i 15 e 59 a livello mondiale. Ha provocato il più grave rovescio nello sviluppo dell’umanità. In altre parole, l’AIDS è diventato la sfida più grande per la nostra generazione.


Troppo a lungo il mondo ha ignorato il problema. Ma negli ultimi 10 anni, l’atteggiamento è cambiato. Il mondo ha cominciato ad attribuire alla lotta contro l’AIDS l’importanza che merita.


Oggi, una quantità di risorse finanziarie senza precedenti viene stanziata nella lotta contro l’AIDS; mai così tante persone al mondo hanno avuto la possibilità di accedere ai trattamenti antiretrovirali e in molti paesi si registrano successi mai raggiunti prima nella lotta contro la diffusione della malattia. Poiché il numero di infezioni continua ad aumentare drasticamente, oggi abbiamo più che mai bisogno di una forte volontà politica per affrontare il problema.


Dieci anni fa la creazione di UNAIDS, programma destinato a far confluire tutte le risorse presenti nel sistema delle Nazioni Unite, è stata una pietra miliare nella trasformazione dell’approccio mondiale alla lotta contro l’AIDS.  Cinque anni fa, tutti gli Stati Membri dell’ONU hanno raggiunto un nuovo traguardo adottando una Dichiarazione di impegno, che contiene un numero di obiettivi specifici e di larga portata per la lotta contro l’epidemia da portar a termine entro tempi stabiliti.


Nello stesso anno in cui la lotta all’HIV/AIDS è diventata una priorità personale del mio lavoro di Segretario Generale, ho richiesto la creazione di un fondo straordinario di oltre dieci miliardi di dollari l’anno. Oggi, sono profondamente onorato di patrocinare il Fondo Globale per la Lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria, che ha distribuito quasi tre miliardi di dollari a progetti in tutto il mondo.


Recentemente, abbiamo ricevuto un contributo significativo da donatori bilaterali, dai Ministeri del Tesoro nazionali, dalla società civile e da altri attori. Gli investimenti annuali in risposta alla sfida dell’AIDS in paesi di basso e medio reddito ammonta a più di otto miliardi di dollari. Ma c’è bisogno di fare ancora di più; entro il 2010 occorreranno più di 20 miliardi di dollari per poter rispondere in maniera adeguata alla sfida posta dall’AIDS. Ma siamo almeno riusciti ad avviare un processo che ci permette di attivare le risorse e le strategie necessarie.
Per questa ragione, la posta in gioco è oggi più alta che mai. Non possiamo rischiare di perdere tutto ciò che abbiamo raggiunto finora; non dobbiamo compromettere gli eroici sforzi di così tante persone. La sfida oggi è di mantenere tutte le nostre promesse, compreso l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio, concordato da tutti i Governi del mondo, di arrestare la diffusione dell’AIDS e di invertire la tendenza. I governanti, ad ogni livello, devono riconoscere che fermare la diffusione dell’AIDS è anche un requisito per il raggiungimento della maggior parte degli altri Obiettivi del Millennio, che insieme formano il progetto della comunità internazionale per costruire un mondo migliore nel XXI secolo. I leader mondiali devono assumersi questa responsabilità e tutti noi dobbiamo chiederne conto.


La responsabilità, il tema di questa giornata mondiale dell’AIDS, richiede che ogni Presidente e Primo Ministro, ogni parlamentare e politico, decida e dichiari che “l‘AIDS si ferma con me”. E’ loro responsabilità proteggere i gruppi più vulnerabili: portatori sani, giovani, lavoratori sessuali, tossicodipendenti o uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini. E’ loro responsabilità lavorare a stretto contatto con la società civile, un attore centrale nella lotta alla malattia. Infine, è loro responsabilità lavorare per un cambiamento reale e tangibile, dare più forza e fiducia a donne e ragazze e trasformare le relazioni tra donne e uomini ad ogni livello della società.


Tuttavia la responsabilità non deve essere solo di coloro che occupano posizioni di potere, ma anche di ognuno di noi. Ai dirigenti del mondo economico si chiede di lavorare per la prevenzione dell’HIV nell’ambito lavorativo e nella comunità in generale, di prendersi cura dei lavoratori colpiti dal virus e delle loro famiglie. E’ necessario che gli operatori sanitari, i leader delle diverse comunità e dei diversi gruppi religiosi ascoltino e aiutino, astenendosi da qualunque giudizio. Padri, mariti, figli e fratelli devono sostenere e affermare i diritti delle donne. I maestri devono alimentare sogni e aspirazioni delle giovani. E’ compito degli uomini assicurare che ciascuno di essi assuma le proprie responsabilità e capisca che “essere uomo” significa proteggere gli altri dal rischio. Ognuno di noi inoltre deve contribuire alla conoscenza dell’AIDS e alla diffusione del messaggio che il silenzio è morte.  
 Presto lascerò la mia carica di Segretario Generale delle Nazioni Unite. Ma fino a quando avrò le forze per farlo, continuerò a diffondere il messaggio. Per questa ragione la Giornata Mondiale dell’AIDS avrà sempre un significato speciale per me. In questa Giornata Mondiale dell’AIDS, rinnoviamo le nostre promesse, e non solo oggi, o quest’anno o l’anno prossimo, ma ogni giorno fino a quando questa malattia sarà sconfitta.
Kofi A. Annan


 


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