Sabato, 20 Settembre 2014
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MESSAGGIO DEL SEGRETARIO GENERALE IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DI SOLIEDARIETÁ CON IL POPOLO PALESTINESE


UNRIC/ITA/870/06

   Una soluzione pacifica del conflitto israelo-palestinese rimane ancora molto incerta. Le diverse occasioni di far avanzare il processo di pace non hanno portato i frutti sperati.
 
Nei giorni scorsi, dopo l’annuncio del cessate il fuoco a Gaza, si è aperto uno spiraglio di speranza che l’ultima fase di ostilità possa cedere il passo ad un periodo di calma. Faccio appello ad entrambe le parti affinché rispettino la tregua ed evitino azioni che possano compromettere ulteriori passi avanti.  Invito inoltre le parti in causa ad estendere il cessate il fuoco anche alla Cisgiordania.


 Le operazioni militari nella Striscia di Gaza hanno provocato un drammatico aumento delle vittime civili e della distruzione di abitazioni e infrastrutture. Ho ripetutamente esortato lo stato israeliano ad astenersi al massimo da tali atti e a desistere dall’aggravare ulteriormente una situazione già compromessa.  Ho anche sottolineato, e continuerò a farlo, che, secondo il diritto internazionale, lo stato di Israele ha la responsabilità di proteggere i civili palestinesi.


 D’altro canto, anche Israele vive nell’insicurezza.  A ragione, gli israeliani chiedono che l’Autorità Palestinese intraprenda azioni credibili per prevenire gli attacchi contro il loro popolo e il loro territorio.  Il continuo lancio di missili da parte di militanti palestinesi contro bersagli civili isreliani è inaccettabile e deve essere immediatamente sospeso. 


 L’ Autorità Palestinese attraversa una crisi che la sta indebolendo sul piano finanziario sia politico.  Le istituzioni, gli ospedali e le scuole palestinesi si trovano in un allarmante stato di precarietà, che aggrava le sofferenze già acute del popolo palestinese. Il deterioramento della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania richiede dunque un’attenzione immediata, e spero che i paesi donatori continueranno a manifestare la loro generosità.


La situazione di stallo e lo spargimento di sangue che caratterizzano questa fase sono ancora più tragici, poiché siamo consapevoli che la maggioranza dei cittadini palestinesi ed israeliani sono a favore di una soluzione negoziata che preveda la creazione di due stati, che ponga fine all’occupazione cominciata nel 1967, stabilisca uno stato palestinese indipendente e garantisca la sicurezza di Israele. Ritengo inoltre che i leader di entrambe le parti, il Presidente Abbas e il Primo Ministro Olmert, siano sinceramente impegnati a liberare i loro rispettivi popoli da decenni di dolore ed insicurezza.


 Le parti in causa continuano ad avere la responsabilità primaria di trovare una soluzione a questa situazione drammatica, avviando un processo politico sostenibile, che possa  finalmente portare la pace tanto desiderata dai rispettivi popoli. Nessuno può “fare la pace” al loro posto, né imporre loro la pace, né tanto meno volere la pace più di quanto la vogliano loro. Ma la comunità internazionale ha giocato un ruolo importante in questo conflitto fin dall’inizio e non può sottrarsi alla propria responsabilità di contribuire alla sua risoluzione.


Le Nazioni Unite sono sempre state in prima linea in questo contesto internazionale, impegnandosi con determinazione a cercare soluzioni di pace e sforzandosi di allievare la sofferenza. Non dobbiamo dimenticare che questa Giornata commemora la prima proposta dell’ Assemblea Generale in favore della creazione di due Stati, adottata nel 1947. 
 
Ad oggi, le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza 242, 338, 1397 e 1515  cosntituiscono ancora i punti di riferimento comunemente accettati per una soluzione giusta e duratura. Le nostre operazioni di pace hanno contribuito a creare le condizioni per l’azione diplomatica. Il Coordinatore  Speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente continua a lavorare a stretto contatto con le parti e con i rappresentanti della comunità internazionale nella regione. Infine, le nostre agenzie umanitarie e di sviluppo rappresentano un’ ancora di salvataggio per i palestinesi in situazione di estrema necessità. Io esprimo il mio sentito apprezzamento per il lavoro delle donne e degli uomini che attuano il mandato di queste agenzie in condizioni sempre più pericolose.
 
 In questa Giornata Mondiale, impegnamoci quindi a fornire nuova linfa vitale al processo di pace, in modo che gli obiettivi rappresentati dalla costituzione di uno stato indipendente, per i palestinesi, e dal conseguimento di una situazione di sicurezza, per lo stato d’Israele, possano essere raggiunti prima che questa tragedia causi la perdita di molte altre vite umane.
                                                                          * * *


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