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CONSIGLIO DI SICUREZZA 14 Ottobre 2006 S/2006/805 Risoluzione 1718 – Nord Corea

Il Consiglio di Sicurezza, 



     Facendo riferimento alle precedenti risoluzioni esistenti in materia, incluse le risoluzioni 825 (1993), 1540 (2004) e in particolare, la risoluzione 1695 del 2006, facendo altresì riferimento alla dichiarazione del 6 ottobre 2006 del suo Presidente (S/PRST/2006/41),


      Ribadendo che la proliferazione di armi nucleari, chimiche e biologiche, e dei mezzi che ne consentono l’utilizzo rappresenta una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali,


      Esprimendo gravissima preoccupazione per l’annuncio fatto dalla Repubblica Popolare Democratica di Corea riguardo al test sulle armi nucleari condotto il 9 ottobre 2006 e per la sfida che esso rappresenta al Trattato di Non-Proliferazione delle Armi Nucleari e agli sforzi intrapresi a livello internazionale al fine di rafforzare il regime globale di non-proliferazione delle armi nucleari, e per la minaccia che un test di tale tipo rappresenta per la pace e la stabilità nella regione e al di là di essa,


Esprimendo la propria ferma convinzione che si debba mantenere il regime internazionale di non-proliferazione delle armi nucleari e ribadendo che, in conformità con il Trattato di Non-Proliferazione delle Armi Nucleari, la Repubblica Popolare Democratica di Corea non ha diritto allo status di detentore di armi nucleari,


Deplorando l’annuncio fatto dalla Repubblica Popolare Democratica di Corea riguardo alla sua decisione di ritirarsi dal trattato di non-proliferazione delle armi nucleari e di conseguire armi nucleari,


Deplorando inoltre il fatto che la Repubblica Popolare Democratica di Corea abbia rifiutato, senza riserve, di ritornare ai Negoziati a Sei,


Approvando la dichiarazione congiunta rilasciata il 19 settembre 2005 da Cina, Repubblica Popolare Democratica di Corea, Giappone, Repubblica di Corea, Federazione Russa e Stati Uniti,


Sottolineando l’importanza che la Repubblica Popolare Democratica di Corea renda conto alla comunità internazionale in materia di sicurezza e di diritti umani,


Esprimendo grave preoccupazione circa il fatto che il test annunciato dalla Repubblica Popolare Democratica di Corea abbia generato un aumento della tensione nella regione e non solo, e stabilendo di conseguenza che esiste una palese minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali,


Agendo in virtù del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite ed adottando misure secondo  quanto previsto dall’articolo 41,


1. Condanna il test nucleare annunciato il 9 ottobre 2006 dalla Repubblica Popolare Democratica di Corea, test avvenuto disattendendo in modo flagrante le precedenti risoluzioni esistenti in materia, in particolare la risoluzione 1695 del 2006, così come la dichiarazione del Presidente del Consiglio di Sicurezza del 6 ottobre 2006 (S/PRST/2006/41), che stabilivano che tale test provocherebbe una condanna universale da parte della comunità internazionale e rappresenterebbe una palese minaccia per la pace e la stabilità internazionali


2. Esige che la Repubblica Popolare Democratica di Corea non conduca nessun altro tipo di test nucleare o lancio di missili balistici;


3. Esige anche che la Repubblica Popolare Democratica di Corea ritratti immediatamente il suo annuncio di ritiro dal Trattato di Non-Proliferazione delle Armi Nucleari;


4. Esige inoltre che la Repubblica Popolare Democratica di Corea ritorni alle clausole di salvaguardia del Trattato di Non-Proliferazione delle Armi Nucleari e dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, e sottolinea la necessità che tutti gli stati firmatari del trattato di Non-Proliferazione delle Armi Nucleari continuino a rispettare gli obblighi  previsti dal trattato;


5. Stabilisce che la Repubblica Popolare Democratica di Corea debba sospendere tutte le attività riferite al programma di missili balistici e che, in tale contesto, ristabilisca i suoi impegni pre-esistenti in materia di sospensione del lancio dei missili;


6. Stabilisce che la Repubblica Popolare Democratica di Corea abbandoni tutte le armi nucleari ed i programmi nucleari esistenti in maniera totale, verificabile ed irreversibile, agendo in piena conformità con gli obblighi applicati alle parti dal Trattato di Non-Proliferazione delle Armi Nucleari ed in conformità con i termini e dalle condizioni espresse dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (INFCIRC/403). Stabilisce che si garantisca trasparenza all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica anche oltre le presenti richieste, includendo l’ingresso di personale, l’accesso alla documentazione, alle attrezzature e alle installazioni, secondo quanto l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica possa richiedere o ritenere necessario;


7. Stabilisce inoltre che la Repubblica Popolare Democratica di Corea abbandoni tutti i programmi esistenti sulle armi di distruzione di massa e missili balistici in maniera completa, verificabile ed irreversibile;


8. Stabilisce che:


(a) tutti gli Stati Membri impediscano la fornitura, la vendita o il trasferimento diretto o indiretto alla Repubblica Popolare Democratica di Corea, attraverso i loro territori o i propri connazionali o usando navi o forze aeree proprie, provenienti o meno dai loro territori, di:


(i) carri armati da combattimento, veicoli corazzati da combattimento, sistemi di artiglieria di grosso calibro, aerei da combattimento, elicotteri d’attacco, navi da guerra, missili o sistemi missilistici, come definiti agli atti del Registro delle Nazioni Unite sulle Armi Convenzionali, o materiale affine, inclusi pezzi di ricambio o  altri articoli  previsti dal Consiglio di Sicurezza o dalla Commissione in virtù del paragrafo 12 sottostante (la Commissione);


(ii) articoli, materiali, equipaggiamento, beni e tecnologie elencati nelle liste presenti nei documenti S/2006/814 e S/2006/815, a meno che entro 14 giorni dall’adozione di questa risoluzione la Commissione non ne abbia emendato o completato le norme, tenendo conto della lista presente nel documento S/2006/816, e degli altri dettagli, materiali, equipaggiamento, beni e tecnologie stabilite dal Consiglio di Sicurezza o dalla Commissione, che possano contribuire a programmi nucleari, balistici, o riferiti alle armi di distruzione di massa sviluppate dalla Repubblica Popolare Democratica di Corea;


(iii) beni di lusso;



(b) la Repubblica Popolare Democratica di Corea debba cessare l’esportazione di tutto ciò a cui si fa riferimento nei suddetti paragrafi (a) (i) e (a) (ii) e tutti gli Stati Membri proibiscano l’acquisto di tale materiale dalla Repubblica Popolare Democratica di Corea tramite loro connazionali o navi e forze aeree di bandiera, indipendentemente dal fatto che provvengano dal territorio della Repubblica Popolare Democratica di Corea;


(c) tutti gli Stati Membri impediscano la fornitura alla Repubblica Popolare Democratica di Corea, attraverso i loro connazionali o dai loro territori o viceversa,  di formazione tecnica, servizi o assistenza relazionati alla fornitura, manifattura, manutenzione o all’utilizzo del materiale elencato nei  suddetti sottoparagrafi (a) (i) e (a) (ii),
 
(d) tutti gli Stati Membri, secondo i rispettivi processi legali, congelino, a partire dalla data di adozione della presente risoluzione, le risorse economiche o altri patrimoni finanziari, presenti sui propri territori nazionali, posseduti o sotto il controllo diretto o indiretto delle persone o delle entità, o di persone o entità che agiscono in loro rappresentanza o seguendo le sue istruzioni, che la Commissione o il Consiglio di Sicurezza abbiano ritenuto implicate, anche attraverso mezzi illeciti,  nel sostegno ai programmi nucleari, missilistici e sulle armi di distruzione di massa della Repubblica Popolare Democratica di Corea, ed assicurino che si impedisca che i loro connazionali o le persone o entità all’interno dei loro territori traggano vantaggio da tali patrimoni finanziari o risorse economiche;


(e) tutti gli Stati Membri adottino le misure necessarie per prevenire l’ingresso nei loro territori o il transito delle persone designate dalla Commissione o dal Consiglio di Sicurezza in qualità di responsabili per le politiche della Repubblica Popolare Democratica di Corea, o in qualità di fautori o sostenitori di programmi della Repubblica Popolare Democratica di Corea riguardanti armi nucleari, missili balistici, o altre armi di distruzione di massa, insieme ai propri familiari, stabilito che quanto affermato in questo paragrafo non intende obbligare alcuno stato a negare l’accesso ai propri connazionali nei suoi territori;


(f) al fine di assicurare l’adesione alle richieste elencate nel presente paragrafo, ed al fine di impedire traffici illeciti di armi nucleari, chimiche o biologiche, mezzi che ne consentono l’utilizzo e materiali connessi, tutti gli Stati Membri sono chiamati ad adottare, in conformità con la legislazione e le autorità interne ed in conformità con il diritto internazionale, misure di cooperazione, inclusa, se necessario, l’ispezione dei cargo da o verso la Repubblica Popolare Democratica di Corea;



9.  Stabilisce che le disposizioni di cui al precedente paragrafo 8 (d) non riguardano beni o risorse di tipo finanziario o di altra natura che gli Stati implicati abbiano stabilito essere:


(a) necessari per le spese di base, tra cui il pagamento di generi alimentari, affitto o ipoteca, medicinali e cure mediche, tasse, premi assicurativi e servizi pubblici, o esclusivamente per il pagamento di compensi professionali ragionevoli e il rimborso di spese incorse, dovute a servizi di assistenza legale, onorari o tariffe, a norma delle leggi nazionali, per l’ordinaria detenzione o manutenzione di fondi congelati, altri beni finanziari e risorse economiche, previa notifica al Comitato da parte degli Stati implicati dell’intenzione di autorizzare, nei casi appropriati, l’accesso a tali fondi, beni finanziari e risorse economiche, e in assenza di una risposta negativa da parte del Comitato entro i cinque giorni lavorativi successivi a tale notifica;


(b) necessari per le spese straordinarie, a condizione che gli Stati implicati notifichino tale disposizione al Comitato e ricevano la sua approvazione; o


(c) oggetto di pegno o sentenza di tipo giudiziario, amministrativo o arbitrale, nel qual caso i fondi, gli altri beni finanziari e le risorse economiche potrebbero essere impiegati per saldare tale pegno o sentenza, a condizione che questi ultimi siano precedenti alla data della presente risoluzione, non vadano a vantaggio di una persona di cui al precedente paragrafo 8 (d) o di un individuo o entità riconosciuta dal Consiglio di Sicurezza o dal Comitato, e che gli Stati implicati ne abbiamo dato notifica al Comitato;


10. Stabilisce che le disposizioni di cui al precedente paragrafo (8) non sono da applicarsi qualora il Comitato determini, caso per caso, che tale viaggio sia motivato sulla base di necessità umanitarie, tra cui gli obblighi religiosi, o nel caso in cui il Comitato concluda che un’esenzione, salvo indicazione contraria, potrebbe agevolare l’attuale risoluzione nel conseguimento dei suoi obiettivi;


11. Fa appello a tutti gli Stati membri affinché riferiscano al Consiglio di Sicurezza, entro trenta giorni dall’adozione di questa risoluzione, i provvedimenti adottati al fine di un’efficace applicazione delle disposizioni di cui al precedente paragrafo (8);


12. Stabilisce, in conformità con la regola 28 delle regole transitorie di procedura, la creazione di un Comitato del Consiglio di Sicurezza, composto da tutti i membri del Consiglio, atto ad assumere i seguenti compiti:


(a) ricercare da tutti gli Stati, in particolare da quelli che producono o possiedono elementi, materiali, strumenti, beni e tecnologia come da precedente paragrafo (8), informazioni sulle procedure adottate ai fini di applicare efficacemente quanto dettato nel precedente paragrafo (8) di questa risoluzione, nonché di qualunque altra informazione che si possa ritenere utile;


(b) esaminare e intraprendere azioni appropriate riguardo informazioni inerenti presunte violazioni delle disposizioni di cui al precedente paragrafo (8) di questa risoluzione;


(c) valutare e prendere decisioni in merito a richieste di esenzioni disposte nei precedenti paragrafi 9 e 10;


(d) determinare ulteriori elementi, materiali, strumenti, beni e tecnologia sulla base di  quanto indicato nei precedenti paragrafi 8 (a) (i) e 8 (a) (ii);


(e) designare altri individui ed entità soggetti alle disposizioni di cui ai precedenti paragrafi 8 (d) e 8 (e);


(f) qualora risultasse necessario, adottare dei criteri al fine di facilitare l’attuazione delle disposizioni dettate da questa risoluzione;


(g) riferire almeno ogni 90 giorni al Consiglio di Sicurezza sul proprio operato con osservazioni e suggerimenti, in particolare sulle modalità per rafforzare l’efficacia delle disposizioni di cui al precedente paragrafo (8);


13. Accoglie e incoraggia ulteriormente gli sforzi di tutti gli Stati coinvolti al fine di accrescere il loro impegno diplomatico, contenere qualsiasi azione che potrebbe alimentare la tensione e facilitare la veloce ripresa dei Negoziati a Sei, allo scopo di attuare rapidamente l’Accordo Congiunto del 19 settembre 2005, stabilito tra Cina, Repubblica Popolare Democratica di Corea (DPRK), Giappone, Repubblica di Corea, Federazione Russa e Stati Uniti, per ottenere la verificabile denuclearizzazione della penisola coreana e mantenere la pace e la stabilità nella penisola coreana e nel Sudest asiatico;


14. Fa appello alla Repubblica Popolare Democratica di Corea (DPRK) affinchè ritorni quanto prima ai Negoziati a Sei senza riserve e agisca ai fini di una rapida attuazione dell’Accordo Congiunto stabilito il 19 dicembre 2005 tra Cina, Repubblica Popolare Democratica di Corea (DPRK), Giappone, Repubblica di Corea, Federazione Russa e Stati Uniti;


15. Afferma che le azioni della Repubblica Popolare Democratica di Corea (DPRK) devono essere tenute sotto stretta osservazione e che si deve essere pronti a una revisione dell’adeguatezza delle disposizioni di cui al paragrafo 8, valutandone il rafforzamento, la modifica, la sospensione o la rimozione, nella misura in cui quanto potrebbe risultare necessario qualora la Repubblica Popolare Democratica di Corea (DPRK) si uniformasse alle disposizioni della risoluzione;


16. Sottolinea che verranno richieste nuove decisioni qualora vi sia la necessità di ulteriori disposizioni;


17. Stabilisce di rimanere investito della questione in maniera attiva.


                                             (traduzione non ufficiale)


                                                          * * * *


Giornata Internazionale dell'amicizia

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In occasione della Giornata internazionale dell'amicizia, il Centro di Informazione Regionale delle Nazioni Unite per l’Europa Occidentale, in collaborazione con Good Planet Foundation,  vi presenta il video prodotto per promuovere la fratellanza tra persone, paesi, culture ed individui, sostenendo la pace ed eliminando le barriere tra le comunità sociali.

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In occasione della Giornata mondiale umanitaria, il Centro di Informazione Regionale delle Nazioni Unite per l’Europa Occidentale,  vi presenta il video messaggio del Segretario Generale Ban Ki-moon.

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