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Crisi alimentare per 40 paesi - In Darfur l’emergenza umanitaria più urgente

Roma, 9 ottobre 2006 - Quaranta paesi stanno affrontando emergenze alimentari e hanno bisogno di aiuti internazionali, mentre la crisi in Darfur, in Sudan, rimane il problema umanitario più urgente, avverte il rapporto bimensile della FAO Crop Prospects and Food Situation (Prospettive dei raccolti e situazione alimentare), pubblicato oggi.

Nel rapporto si dice inoltre che in Darfur “la già precaria situazione alimentare potrebbe peggiorare se il deterioramento delle condizioni di sicurezza dovesse intralciare il raccolto principale previsto per le prossime settimane”.

Rafforzare il monitoraggio

Le prospettive per la produzione cerealicola mondiale del 2006 sono peggiorate dalle ultime previsioni del luglio scorso. Il clima eccezionalmente caldo e secco sta avendo effetti negativi sui raccolti di grano in Australia, Argentina e Brasile. Desta preoccupazione, per le sorti del secondo raccolto risicolo del 2006, un tempo più secco del solito in parte del sud dell’Asia.

Le previsioni della FAO per la produzione cerealicola mondiale 2006 parlano adesso di circa 2.013 milioni di tonnellate, circa 8 milioni in meno delle previsioni contenute nel precedente rapporto del luglio di quest’anno e dell’1,6 per cento inferiore rispetto ai livelli del 2005.

“Desta preoccupazione il calo delle scorte ed il fatto che il cibo a disposizione potrebbe non essere sufficiente a coprire il fabbisogno senza che i prezzi mondiali salgano a livelli ancora più alti”, si legge nel rapporto.

Con una scarsa disponibilità di cibo occorre monitorare più da vicino la situazione alimentare mondiale, dice la FAO. Nonostante i buoni raccolti in molti paesi a basso reddito e con deficit alimentare, il brusco calo delle scorte alimentari mondiali previsto per quest’anno potrebbe causare precarietà nella prossima stagione, se le condizioni meteorologiche non dovessero consentire un incremento della produzione cerealicola mondiale nel 2007.

Sino ad oggi le prime proiezioni per le principali colture cerealicoli invernali dell’emisfero settentrionale, che saranno raccolte nel 2007, sono in genere favorevoli. La stagione della semina sembra procedere bene in Europa e negli Stati Uniti, dove si prevede una notevole espansione dell’area destinata a grano.

L’Africa

In Darfur la situazione rimane estremamente critica, ed altrove in Africa Orientale, nonostante le previsioni per la produzione 2006/07 siano migliorate in alcune zone, inondazioni, piogge irregolari e il problema degli sfollati a causa dei conflitti, hanno negativamente influito sulla situazione alimentare.

La maggior parte delle aree destinate al pascolo risentono ancora delle stagioni consecutive di piogge scarse che hanno colpito pesantemente il bestiame ed hanno causato seria penuria alimentare con conseguente migrazione di migliaia di persone in cerca di acqua e di cibo.

In Somalia si prevede che per tutto il 2006 continuerà a persistere una grave crisi alimentare, che coinvolge almeno 1.8 milioni di persone.

Nonostante la disponibilità alimentare sia soddisfacente, localizzate sacche di grave insicurezza alimentare, dovute per lo più a problemi di accesso, sono segnalate in diversi paesi dell’Africa occidentale, tra cui il Burkina Faso, la Guinea Bissau il Mali, la Mauritania ed il Niger. Aiuti umanitari d’emergenza continuano ad essere ancora necessari in Ciad, in Costa d’Avorio, in Guinea ed in Sierra Leone a causa dell’enorme numero di sfollati e di rifugiati.

La maggioranza della popolazione della Repubblica Centrafricana sta soffrendo una situazione di insicurezza alimentare per le conseguenze che la guerra civile ha avuto sulla produzione agricola e sul mercato.

Nonostante nel 2006 vi sia stato un sensibile miglioramento delle principali produzioni agricole rispetto all’anno scorso, in Sudafrica saranno necessari aiuti alimentari d’emergenza per un totale di 542.000 tonnellate di cereali, in conseguenza di una produzione insufficiente, dell’alto tasso di disoccupazione, dello scarso potere d’acquisto e dell’impatto dell’HIV/AIDS.

In Zimbabwe - dove l’inflazione nel luglio 2006 è stata stimata al 1.205 per cento e che, secondo il Fondo Monetario Internazionale raggiungerà il prossimo anno oltre il 4.000 per cento - 1.4 milioni di persone che vivono in zone rurali (circa il 17 per cento della popolazione) nel corso della stagione 2006/07 non sarà in grado di soddisfare il proprio fabbisogno minimo di cereali.

Malgrado la crescita economica registrata e i maggiori proventi derivati dal petrolio in Angola si stima che più di 800.000 persone vulnerabili avranno bisogno di aiuti alimentari per un totale di circa 58.000 tonnellate di cereali. Nella regione dei Grandi Laghi, il continuare della guerra civile nella Repubblica Democratica del Congo ha lasciato moltissime persone dipendenti dagli aiuti umanitari, che saranno anche necessari in Burundi come conseguenza del diminuito raccolto nel 2006 e dei problemi connessi con il ritorno degli sfollati e dei rifugiati.

Asia

La riduzione degli aiuti alimentari insieme ai danni alle coltivazioni arrecati dalle inondazioni registrate nel mese di luglio hanno aumentato la gravità della situazione alimentare nella Corea del Nord. A Timor-Leste, centinaia di migliaia di persone a causa della tensione politica e dei disordini continuano ad aver bisogno di aiuti alimentari.

In Nepal oltre 45.000 persone colpite da siccità ed inondazioni hanno ricevuto soccorsi. In India e Pakistan inondazioni senza precedenti causate da settimane di pioggia torrenziale hanno lasciato milioni di persone senza tetto e mezzi di sussistenza, mentre in Cina oltre 3 milioni di ettari di coltivazioni sono stati danneggiati a causa della peggiore siccità registrata in oltre 50 anni che ha colpito le regioni di Sichuan e di Chongqing.

In Iraq il conflitto e l’insicurezza continuano a provocare centinaia di migliaia di sfollati. Siccità e temperature insolitamente elevate hanno compromesso la produzione alimentare in Afghanistan ed in Armenia. Inoltre l’incremento delle operazioni militari e del conflitto nel corso dell’ultimo anno in Afghanistan hanno aggravato ulteriormente la situazione di insicurezza alimentare del paese.

America Centrale

Si continuano a distribuire aiuti alimentari ad alcune famiglie rurali vulnerabili colpite dagli uragani della seconda metà del 2005 in El Salvador ed in Guatemala, ed anche alle popolazioni senza accesso al cibo di Haiti, Nicaragua e Honduras.

Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri, Ufficio Stampa FAO
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979

Notizie dalla FAO online:  http://www.fao.org/newsroom/it/index.html


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