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Risoluzione 1701 (2006) Adottata dal Consiglio di Sicurezza (5511a sessione) (11 agosto 2006)

UNRIC/ITA/808/06



    
 Il Consiglio di Sicurezza,



 Ricordando tutte le sue precedenti risoluzioni sul Libano, in particolare le risoluzioni 425 (1978), 426 (1978), 520 (1982), 1559 (2004), 1655 (2006) 1680 (2006) e 1697 (2006), come anche le dichiarazioni del suo Presidente sulla situazione libanese, nello specifico le dichiarazioni del 18 giugno 2000 (S/PRST/2000/21), del 19 ottobrer 2004 (S/PRST/2004/36), del 4 maggio 2005 (S/PRST/2005/17), del 23 gennaio 2006 (S/PRST/2006/3) e del 30 luglio 2006 (S/PRST/2006/35),


 Esprimendo la sua grande preoccupazione per il continuo intensificarsi delle ostilità in Libano e Israele dopo l’attacco di Hizbollah a Israele il 12 luglio 2006, che ha già causato centinaia di vittime e feriti su entrambi i fronti, notevoli danni alle infrastrutture civili e centinaia di migliaia di sfollati,


 Enfatizzando la necessità di porre fine alla violenza, ma anche di guardare con urgenza alle cause che hanno generato la crisi attuale, scaturite dal rilascio incondizionato di soldati israeliani sequestrati,


 Consapevoli della delicatezza della questione dei prigionieri e incoraggiando gli sforzi per risolvere quanto prima la questione dei prigionieri libanesi a Israele,


 Apprezzando i tentativi del Primo Ministro libanese e l’impegno del governo del Libano, nel suo piano in sette punti, di estendere la sua autorità su tutto il territorio attraverso l’azione delle sue legittime forze armate, in modo che, in futuro, non vi siano armamenti se non con l’autorizzazione del governo del Libano, che rappresenterà l’unica autorità vigente, apprezzando anche l’impegno di una forza delle Nazioni Unite, che viene integrata e accresciuta in dimensione, rifornimenti, mandato e obiettivo dell’operazione, e tenendo presente, nel medesimo piano, la sua richiesta di ritiro immediato dei soldati israeliani dal sud del Libano,


 Determinato a far sì che il suddetto ritiro avvenga quanto prima,
 Tenendo ben presente le proposte del piano in sette punti riguardanti l’area delle fattorie di Shebaa,


 Apprezzando la decisione unanime del governo del Libano il 7 agosto 2006 di schierare 15.000 soldati dell’esercito libanese a sud del territorio con il ritiro delle forze armate israeliane dietro la Linea Blu, nonché di richiedere, come necessario, il soccorso di ulteriori armamenti dell’UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon), di agevolare l’entrata delle forze armate libanesi nel territorio e di ribadire l’intenzione di rafforzare gli armamenti del Libano con rifornimenti, al fine di permettere il compimento delle loro missione,


 Consapevole delle proprie responsabilità di agire in favore del conseguimento di un cessate il fuoco permanente e di una soluzione a lungo termine del conflitto,
 Stabilendo che la situazione in Libano costituisce una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale,


 1. Chiede una piena cessazione delle ostilità, basata, in particolare, sull’immediata cessazione da parte di Hezbollah di tutti gli attacchi e l’immediata cessazione da parte di Israele di tutte le operazioni militari offensive;


 2. A seguito della piena cessazione delle ostilità, chiede al governo del Libano e all'UNIFIL, come previsto dal paragrafo 11, di inviare le loro forze in missione congiunta nel sud del paese, e chiede al governo di Israele, contestualmente all'inizio del dispiegamento, di ritirare contemporaneamente le proprie forze;


 3. Sottolinea l'importanza dell'estensione del controllo del governo del Libano su tutto il territorio libanese come previsto dalle disposizioni della risoluzione 1559  (2004) e della risoluzione 1680 (2006), e dalle disposizioni degli Accordi di Taif, per l'esercizio della sua piena sovranità, in modo tale che non possano esserci armamenti senza il consenso del governo del Libano e non possa esserci altra autorità che quella del governo del Libano;


 4. Ribadisce il proprio forte sostegno per il pieno rispetto della Linea Blu;


 5. Ribadisce  inoltre il proprio forte sostegno, come previsto in tutte le sue principali, precedenti risoluzioni, per l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza politica del Libano all'interno dei confini riconosciuti dalla comunità internazionale, come contemplato dall'Accordo di armistizio generale israelo-libanese del 23 marzo 1949;


 6. Chiede alla comunità internazionale di attivarsi immediatamente per dare la sua assistenza finanziaria e umanitaria al popolo libanese, da compiersi anche facilitando il ritorno a casa degli sfollati in condizioni di sicurezza e, sotto l'autorità del governo del Libano, con la riapertura di aeroporti e porti, nel rispetto dei paragrafi 14 e 15; e chiede che, in futuro, siano presi in considerazione ulteriori aiuti per contribuire alla ricostruzione e allo sviluppo del Libano;


 7. Afferma che tutte le parti hanno la responsabilità di garantire che non venga compiuta nessuna azione in violazione del paragrafo 1, tale da compromettere negativamente la ricerca di una soluzione a lungo termine, l'accesso delle popolazione civile agli aiuti umanitari, incluso il passaggio sicuro dei convogli umanitari, o il ritorno volontario e privo di rischi degli sfollati, e chiede che tutte le parti rispettino questa responsabilità e cooperino con il Consiglio di Sicurezza;


 8. Chiede a Israele e al Libano di sostenere un cessate il fuoco permanente e una soluzione a lungo termine fondata sui seguenti principi e elementi:
 –    pieno rispetto della Linea Blu da entrambe le parti;
–  adozione di misure di sicurezza in modo da prevenire la ripresa delle ostilità, che preveda l'istituzione, nella zona compresa tra la Linea Blu e il fiume Litani, di un'area priva di personale armato, di posizioni e armi che non siano quelle del governo del Libano e delle forze UNIFIL come previsto dal paragrafo 11, operanti in quest’area;
–  la piena attuazione dei  regolamenti previsti dagli Accordi di Taif e dalle risoluzioni 1559 (2004), 1680 (2006), che impongono il disarmo di tutti i gruppi armati in Libano, in modo che, in accordo con la decisione del gabinetto libanese del 27 luglio 2006, non possano esserci armi o autorità in Libano se non quelle dello Stato libanese;
–  l'assenza di tutte le forze straniere dal Libano che siano prive dell'autorizzazione dal governo;
 –     la proibizione della vendita o rifornimento di armi e materiale affine al Libano  se non su autorizzazione del suo governo;
 –     la notifica alle nazioni Unite di tutte le mappe delle mine    posizionate su territorio libanese, ancora in possesso di Israele; 


9. Invita il Segretario Generale a incoraggiare gli sforzi per assicurare l’accordo di principio del Governo del Libano e di quello di Israele su principi ed elementi per una soluzione a lungo termine come previsto al paragrafo 8, ed esprime  la sua intenzione di essere attivamente coinvolto;


10. Richiede al Segretario Generale di sviluppare, d’intesa con i principali attori internazionali e le rispettive parti, proposte per attuare le disposizioni degli Accordi di Taif, e le risoluzioni 1159 (2004) e 1680 (2006), compreso il disarmo, e per la demarcazione dei confini internazionali del Libano, in particolare nelle aree in cui il confine è conteso o incerto, compreso l’esame della questione delle fattorie di Shebaa, e di presentare tali proposte al Consiglio di Sicurezza entro trenta giorni;


11. Decide, al fine di integrare e aumentare la forza in termini di dimensione, equipaggiamento, mandato e portata delle operazioni, di autorizzare un aumento di UNIFIL fino a un massimo di 15,000 truppe, e che la forza, in aggiunta allo svolgimento del suo mandato in base alle risoluzioni 425 e 426 (1978), dovrà:


(a) Monitorare la cessazione delle ostilità;


(b) Accompagnare e dare supporto alle forze armate libanesi, durante il loro dispiegamento nel Sud, compreso lungo la Linea Blu, contemporaneamente al ritiro di Israele delle proprie forze armate dal Libano come previsto nel paragrafo 2;


(c) Coordinare le sue attività con riferimento al paragrafo 11 (b) con il governo del Libano e il governo di Israele;


(d) Estendere la sua assistenza all’aiuto volto ad assicurare l’accesso umanitario alla popolazione civile e il ritorno sicuro e volontario degli sfollati;


(e) Assistere l’esercito libanese nel compiere i passi necessari per la creazione di un’area come previsto nel paragrafo 8;


(f) Assistere il Governo Libanese, come richiesto, nell’attuazione del paragrafo 14;


12. Agendo in seguito alla richiesta da parte del governo libanese di dispiegare una forza internazionale per assisterlo nell’esercizio della propria autorità su tutto il territorio, autorizza UNIFIL ad intraprendere tutte le azioni necessarie nell’area del dispiegamento delle proprie forze e, per quanto rientra nelle sue possibilità, ad assicurare che la sua area di operazioni non venga utilizzata per attività ostili di alcun genere, a resistere ai tentativi di impedirgli, in maniera coercitiva, di adempiere alle proprie responsabilità in base al mandato del Consiglio di Sicurezza, e a proteggere il personale, le attrezzature, le installazioni e l’equipaggiamento delle Nazioni Unite, garantire sicurezza e libertà di movimento al personale umanitario delle Nazioni Unite e, senza pregiudizio alla responsabilità del Governo Libanese, proteggere i civili dalla minaccia imminente di violenza fisica;


13. Richiede al Segretario Generale di mettere in atto urgentmente misure per assicurare che UNIFIL sia in grado di svolgere le funzioni delineate nella presente risoluzione, sollecita gli Stati Membri a considerare di dare un contributo appropriato a UNIFIL e a rispondere positivamente alla richiesta di assistenza da parte della Forza, ed esprime il suo pieno apprezzamento per coloro i quali hanno contribuito a UNIFIL in passato;
 
14. Invita il Governo Libanese a garantire la sicurezza dei suoi confini e altri punti di passaggio per prevenire l’ingresso nel territorio libanese di armi o simili materiali senza il suo consenso e richiede a UNIFIL di assistere, come autorizzato dal paragrafo 11, il governo libanese a sua richiesta;


15. Decide inoltre che tutti gli Stati prendano le misure necessarie per prevenire, da parte dei loro connazionali, o dai loro territori o utilizzando le loro imbarcazioni o portaerei nazionali:


(a) La vendita o la fornitura a qualsiasi individuo o entità in Libano di armi e materiale similare di qualunque tipo, incluse armi e munizioni, veicoli ed equipaggiamenti militari e paramilitari e pezzi di ricambio per i summenzionati, che siano prodotti nei loro territori o meno; e


(b) La fornitura a qualsiasi entità o individuo in Libano di qualsiasi formazione tecnica o assistenza correlata alla fornitura, produzione, mantenimento o uso degli oggetti elencati nel subparagrafo (a)  sopra;


con l’eccezione che tali proibizioni non sono applicabili ad armi, materiali similari, formazione o assistenza autorizzati dal Governo Libanese o da UNIFIL come autorizzato dal paragrafo 11;


16. Decide di estendere il mandato di UNIFIL al 31 Agosto 2007, e esprime la propria intenzione di considerare in una successiva risoluzione un ulteriore estensione del mandato e altre misure per contribuire all’attuazione di un cessate il fuoco permanente e di una soluzione a lungo termine;


17. Richiede al Segretario Generale di riferire entro una settimana e in seguito periodicamente al Consiglio di Sicurezza sull’attuazione di questa risoluzione;


18. Sottolinea l’importanza e la necessità di raggiungere una pace ampia, giusta e durevole in Medio Oriente, basata su tutte le risoluzioni che lo riguardano, comprese la risoluzione 242 (1967) del 22 Novembre 1967, la 338 (1973) del 22 Ottobre 1973 e la 1515 (2003) del 19 Novembre 2003.


19. Decide di rimanere attivamente coinvolto nella questione.


                                               ___________________


 


Giornata Internazionale dell'amicizia

Giornata internazionale dell'amicizia

In occasione della Giornata mondiale dell'amicizia, il Centro di Informazione Regionale delle Nazioni Unite per l’Europa Occidentale, in collaborazione con Good Planet Foundation,  vi presenta il video prodotto per promuovere la fratellanza tra persone, paesi, culture ed individui, sostenendo la pace ed eliminando le barriere tra le comunità sociali.

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In occasione della Giornata internazionale per le vittime di tortura, vi presentiamo questo video della campagna #TortureFreeWorld organizzata da Anti-Torture Initiative in collaborazione con Juan E. Méndez, Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura.

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