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Paralizzati gli sforzi del PAM per raggiungere la popolazione nel sud del Libano

Comunicato Stampa PAM

Beirurt, 10 agosto 2006 - Con le scorte di cibo, acqua potabile e carburante che stanno pericolosamente diminuendo in Libano, il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM) ha sollecitato oggi le due parti in conflitto a permettere e facilitare il passaggio di aiuti umanitari, di cui hanno disperatamente bisogno le centinaia di migliaia di vittime del drammatico conflitto.
essazione delle ostilità

“Soprattutto, è necessaria una cessazione delle ostilità da entrambe le parti che permetta il passaggio degli aiuti umanitari. La situazione è equiparabile ad un malato che ha disperato bisogno di ossigeno – a rischio di paralisi, in punto di morte - se non riusciamo ad aprire dei passaggi vitali per i rifornimenti per un numero stimato di 100.000 persone a sud del fiume Litani”, ha detto Zlatan Milisic, Coordinatore PAM dell’operazione d’emergenza in Libano.

A dura prova gli sforzi del PAM
I settanta ponti distrutti, insieme al rifiuto di ‘autorizzazioni per la sicurezza’ da parte delle forze di difesa israeliane per i convogli umanitari, stanno paralizzando gli sforzi del PAM volti a organizzare, per conto di tutta la comunità umanitaria, il trasporto via terra di beni essenziali incluso cibo per un quarto della popolazione libanese sfollata.

“Traumatizzata dall’incessante bombardamento di case e villaggi, la popolazione ha trovato rifugio da amici o parenti – aggravando le situazioni delle famiglie - o in edifici pubblici o parchi, dove le alte temperature stanno peggiorando condizioni già disperate”, ha detto Milisic.

Convogli umanitari a sud del paese
“Siamo molto allarmati anche perché ci è stato fatto capire che sarà inutile chiedere l’autorizzazione a raggiungere Tiro, una delle zone che più destano preoccupazione”, ha aggiunto Milisic.
“Siamo riusciti a raggiungere oltre 150.000 persone in tutto il Libano, ma questa settimana ci è stato impossibile mandare anche un solo convoglio umanitario a sud di Sidone”.

Per oggi era stato organizzato un convoglio con cibo ed altri beni essenziali diretto a Nabatiyeh, a cui per motivi di sicurezza è stata negata l’autorizzazione a partire dalle forze di difesa israeliane. Se il permesso verrà accordato, il convoglio partirà domani per Nabatiyeh.

Difficoltà logistiche
Oltre al problema delle necessarie autorizzazioni per i convogli umanitari, il PAM lavora a ritmo continuo per superare le enormi difficoltà logistiche legate agli spostamenti dei camion in tutto il paese. Con strade e ponti danneggiati dai bombardamenti, i camion devono prendere vie alternative molto più lunghe, che possono richiedere tre volte il normale tempo di percorrenza, passando su strade minori o sterrate e causando notevoli difficoltà ai mezzi di grossa cilindrata.

Aiuti via aerea
Nonostante gli enormi problemi, il PAM è riuscito a portare a Beirut aiuti per via aerea. Lo scorso fine settimana, un Hercules C-130, messo a disposizione del PAM dal governo portoghese, ha effettuato un ponte aereo di quattro voli dalla Base di Pronto Intervento di Brindisi all’aeroporto di Beirut. Questa settimana, un C-160 dell’aviazione militare francese con carichi di aiuti umanitari ha cominciato i voli per conto del PAM da Cipro.

Navi in arrivo a Beirut
Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo di due navi nel porto di Beirut, con cibo ed altri rifornimenti: la prima, una nave battente bandiera greca e noleggiata dal PAM, l’Anamcara, farà prima tappa a Larnaca, Cipro, con un carico di biscotti altamente energetici e rifornimenti per World Vision e Caritas. La seconda, la Kazim Genic, partita da Mersin, in Turchia, trasporta 2.750 tonnellate di farina di grano, pasta e legumi. Entrambe le navi dovrebbero arrivare a Beirut nel fine settimana.

“Dobbiamo aprire quante più vie di approvvigionamento possibili, se vogliamo aumentare le nostre possibilità di portare aiuto nel paese”, ha detto Thomas Keusters, Capo della Logistica in Libano per il PAM.

Coordinamento ONU per la logistica
Il PAM, che coordina tutta la logistica per conto delle Nazioni Unite, ha stabilito vie di rifornimento per il Libano via terra, via mare e via aerea, fornendo trasporto interno, immagazzinamento e spostamento degli aiuti umanitari per le Nazioni Unite e i partner delle organizzazioni non-governative. Mancano ancora 23,8 milioni di dollari all’appello del PAM di 38 milioni di dollari, che include la copertura dei servizi di telecomunicazioni di sicurezza.

Appelli
Ad oggi, il PAM ha ricevuto donazioni da: Stati Uniti (3 milioni di $), il Fondo Centrale di Risposta d’Emergenza ONU (3 milioni di $), Olanda (1,8 milioni di $), Francia (1,28 milioni di $), Norvegia (1,1 milioni di $), Canada (1,1 milioni di $), Gran Bretagna (933.000 dollari ), Danimarca (673.000 dollari), Spagna (628.000 dollari), Germania (510.000 dollari) e Australia (480.000 dollari).

Dei 8.9 milioni di dollari necessari per l’operazione d’emergenza per aiuti alimentari a 300.000 sfollati in Libano e Siria, il PAM ha ricevuto finora contributi per 7,2 milioni di dollari. Questi includono: Arabia Saudita (2 milioni di $), Francia (1,28 milioni di $i), Commissione Europea (1,28 milioni di $), Australia (1 milione di $), Canada (885.000 dollari), Lussemburgo (314.000 dollari), Danimarca (168.000 dollari), Grecia (178.500 dollari) e Singapore (25.000 dollari).

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