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COMMENTI DEL SEGRETARIO GENERALE AL CONSIGLIO DI SICUREZZA (New York, 30 luglio 2006)

UNRIC/ITA/757/06
Bruxelles, lunedì 31 luglio 2006


Grazie, Signor Presidente.


Eccellenze, Signore e Signori:


Ci riuniamo in un un momento di estrema gravità per le popolazioni del Medio Oriente in primo luogo, ma anche per l’autorità di questa Organizzazione, e specialmente di questo Consiglio.


Come già saprete, la scorsa notte la forza aerea istraeliana ha bombardato il villaggio di Cana, nel sud del Libano. Poichè questo villaggio non rientra più nell’area delle operazioni dell’UNIFIL, sul terreno non era presente personale dell’ONU al momento dell’attacco, sebbene alcuni ingegneri cinesi e due squadre mediche siano riuscite adesso a raggiungere l'area. Al momento stanno aiutando a sgombrare dalle macerie e dare soccorso ai superstiti.


Pertanto, sto facendo affidamento sulle informazioni del governo libanese. I resoconti preliminari riferiscono che almeno 54 persone sono state uccise, tra cui 37 bambini.


Eccellenze, abbiamo il dovere di condannare quest’azione nel modo più severo possibile e mi appello a voi affinchè facciate lo stesso. Sono profondamente costernato del fatto che non siano state ascoltate le mie prime richieste per un’immediata cessazione delle ostilità, con il risultato che vite innocenti ne abbiano pagato le conseguenze e civili stiano continuando a soffrire. Mi appello ancora una volta da questa sede e invito il Consiglio a fare lo stesso. E porgo le mie più profonde condoglianze alle famiglie di tutte le vittime della violenza in Libano, Israele e nei territori palestinesi occupati, incluso Gaza.


Eccellenze, questa tragedia ha, giustamente, provocato un oltraggio morale in ogni parte del mondo.


Spiacevolmente alcuni libanesi hanno rivolto la loro rabbia contro questa Organizzazione. Nelle prime ore di oggi, un consistente numero di dimostranti è irrotto nel nostro quartier generale a Beirut ed ha in poco tempo appiccato il fuoco. Sono lieto di comunicare che il fuoco è stato prontamente spento. Fino ad ora solo tre membri dello staff hanno riportato delle ferite, per fortuna non gravi. 


I dimostranti hanno adesso lasciato lo stabile dopo l’intervento della forza militare libanese. Sono profondamente grato al governo libanese per la sua pronta azione e anche al Presidente del Parlamento libanese, Mr. Nabih Berri, e agli altri capigruppi libanesi, i cui appelli di invito alla calma sono stati decisivi. La sede delle Nazioni Unite è il fulcro delle nostre attività umanitarie in Libano, che proseguiranno in ogni parte del paese.


Ma naturalmente temiamo reazioni simili nella regione o nel più ampio mondo islamico. Richiamo le autorità e le popolazioni di tutti i paesi a rispettare e garantire la sicurezza del personale delle Nazioni Unite. Mi appello ad ognuno affinchè capisca che stiamo facendo il massimo per fornire aiuto, attraverso la diplomazia, l’azione umanitaria e gli sforzi dell’UNIFIL che, come già saprete, sta soffrendo delle tragiche perdite di appena qualche giorno fa.


Miei cari amici,


il tragico evento in Cana mi ricorda che dieci anni fa oltre 100 persone che avevano trovato rifugio nello stesso villaggio avevano vissuto un simile destino. Dobbiamo liberare la regione da questo apparente infinito ciclo di violenze.


Negli ultimi 18 giorni, alcune centinaia di cittadini libanesi sono stati uccisi, la maggior parte di essi erano civili e almeno un terzo di loro erano bambini. Nel corso dello stesso periodo, centinaia di migliaia di libanesi sono dovuti fuggire dalle loro abitazioni a rischio di bombardamenti.


Nel frattempo, oltre 50 israeliani sono morti, tra cui 19 civili e la popolazione del nord d’Israele è stata soggetta a un intenso e continuo lancio di razzi. Migliaia di loro sono adesso al riparo.
 
Ė importante ricordare che entrambe le parti coinvolte in questo conflitto hanno pesanti responsabilità e che esiste una prova prima facie che entrambi hanno commesso gravi infrazioni del Diritto Internazionale Umanitario.


L’esistente scontro è iniziato lo scorso 12 luglio con un immotivato attacco da parte degli Hebzollah su Israele e il rapimento di due soldati israeliani. Da allora, gli Hebzollah hanno continuato a lanciare razzi indiscriminatamente nel nord d’Israele, da postazioni apparentemente localizzate, al centro della popolazione civile.


Nessuno mette in discussione il diritto di Israele a difendersi, ma questo comportamento ha causato, e sta causando, morte e sofferenza su scala completamente inaccettabile.


Come sapete, ho ripetutamente condannato tutte le azioni che colpiscono i civili e l’Alto Commissario per i Diritti Umani ha ricordato a tutte le parti che le infrazioni del Diritto Internazionale Umanitario verranno tenute in debito conto.


Ma, amici miei, il bisogno più urgente è arrestare lo scontro, senza ulteriori ritardi. Per questo, il Consiglio ha una solenne responsabilità.


C’è bisogno di un’azione adesso, prima che molti altri bambini, donne e uomini diventino vittime di un conflitto di cui essi non gestiscono nessun controllo.


Pertanto ripeto il mio appello per un’immediata cessazione delle ostilità così da permettere all’estremamente bisognoso aiuto umanitario di raggiungere le vittime. Nel frattempo, possiamo lavorare insieme sul quadro politico necessario per una tregua duratura e una soluzione sostenibile: il rafforzamento del governo libanese, il disarmo delle milizie e l’esecuzione di tutte le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, incluse la 1559 e la 1680. Lavorerò con voi per la costruzione e il dispiegamento di una forza di stabilizzazione che sostenga il governo libanese nella sua decisione e responsabilità di estendere la sua autorità in tutto il paese. 



Sono consapevole dell’esistenza di punti di vista diversi tra i membri del Consiglio, riguardo alla sequenza di azioni da adottare. Vi prego di mettere da parte queste differenze per il raggiungimento di un comune urgente obiettivo: la cessazione delle ostilità.



Dovrei inoltre condividere con il Consiglio la notizia sopraggiunta questa mattina nel corso della mia conversazione con il Primo Ministro libanese Siniora, il quale mi ha riferito che il suo governo ha adottato la decisione di non voler proseguire un dialogo diplomatico e di non voler compiere ulteriori sforzi nel raggiungimento di una soluzione se non si dichiara prima una tregua.



Un’ulteriore informazione che vorrei condividere con voi è che l’UNIFIL ha ricevuto una richiesta dalle forze di difesa israeliane secondo cui le popolazioni dei due villaggi di Ramayah e Ayta ash-Shab  dovrebbero essere evacuate prima del tramonto di oggi stesso. Naturalmente l’UNIFIL si è rifiutata di evacuare i villaggi, dichiarando di non averne i mezzi e che queste richieste devono pervenire quando l’assistenza è richiesta dal governo libanese.



Questo è qualcosa che penso dobbiate sapere per comprendere le dinamiche nella regione e nel sud.



Per concludere, Signor presidente, ricordo in modo chiaro e conciso che l’autorità e la posizione di questo Consiglio sono in gioco. I popoli hanno realizzato il suo fallimento di fronte ad un’azione ferma e rapida per arginare questa crisi. Gli avvenimenti di oggi a ESCWA sono stati in parte espressione di questa frustrazione. Per il bene delle popolazioni della regione e per questa Organizzazione, esorto ad agire e ad agire subito.


 
Grazie molte.


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