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Giornata Internazionale della lingua madre: intervista a Claudio Marazzini, Presidente dell'Accademia della Crusca

Claudio Marazzini Presidente Accademia della Crusca

21 feb - In occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre, che fu istituita dall'UNESCO nel 1999 e si celebra il 21 febbraio, UNRIC ha intervistato Claudio Marazzini, da poco più di un anno presidente dell’Accademia della Crusca, la prestigiosa istituzione fondata a Firenze nel 1583, da secoli punto di riferimento per lo studio e la promozione della nostra lingua.

Come è nata l’Accademia e quale è oggi la sua funzione?

L’Accademia ha oggi sede a Firenze, nella splendida Villa medicea di Castello, una delle ville dichiarate dall’Unesco “Patrimonio dell’umanità”. L’Accademia della Crusca ebbe origine alla fine del Cinquecento. Ebbe la capacità di dare a se stessa, pur senza avere lo status di organismo pubblico (era composta di privati cittadini di Firenze), un programma di ricerca filologica e linguistica molto rigoroso, innovativo e geniale per quei tempi: in Accademia fu inventato il moderno vocabolario monolingue, una cosa non da poco, che poi ispirò iniziative analoghe di dalle altre nazioni, a cominciare da Francia e Spagna. La simbologia accademica era molto interessante, e ancora oggi colpisce i visitatori della Villa Medicea: tutto si basava sull’analogia tra la “buona lingua” e la “buona farina”, il fior di farina che andava separato dalla crusca. Di qui venne l’emblema del “frullone” o buratto, una macchina che automatizzava questa operazione. L’Accademia assunse come motto un verso tratto dal Petrarca assai adatto allo scopo di “pulizia” della lingua alla ricerca della perfezione: «il più bel fior ne coglie». Nel corso dei secoli l’Accademia ha avuto oltre 1.200 membri italiani e stranieri, letterati e scienziati, poeti e linguisti, tra i quali Galilei, Redi, Muratori, Voltaire, i granduchi di Toscana Pietro Leopoldo e Leopoldo II, Metastasio, Manzoni, Capponi, Leopardi, Tommaseo, Ascoli, Carducci, De Amicis, D’Annunzio, Barbi, Bacchelli, Migliorini, Devoto, Nencioni, Contini e Luzi. Attualmente l’Accademia è formata da circa 60 accademici fra italiani e stranieri.
Nel corso dei secoli, l’attività principale degli accademici è stata il Vocabolario, pubblicato in cinque edizioni a partire dal 1612. L’opera è stata il primo esempio in Europa di un grande vocabolario nazionale moderno e ha dato un contributo decisivo alla codificazione e alla diffusione della lingua italiana, pur tra mille polemiche. Anzi, le polemiche sulla lingua e sull’operato della Crusca sono una delle linee di interpretazione per ricostruire la storia della cultura italiana prima dell’Unità nazionale del 1861.
Il lavoro lessicografico fu interrotto nel 1923 dal governo Mussolini.
Dal 1985 l’Opera del Vocabolario Italiano (OVI), Istituto del CNR che ha sede presso l’Accademia, lavora nuovamente a un’opera lessicografica, moderna e altamente specialistica, il Tesoro della Lingua Italiana delle Origini (TLIO: www.vocabolario.org).
Oggi l’Accademia della Crusca è il più importante centro di ricerca scientifica dedicato allo studio e alla promozione dell’italiano. L’Accademia svolge un’intensa attività editoriale, mette a disposizione del pubblico una ricca biblioteca specialistica e un Archivio storico, intrattiene rapporti internazionali con istituzioni analoghe, organizza incontri, seminari e convegni sull’italiano; inoltre offre al pubblico un servizio di consulenza linguistica e conserva una ricca collezione di oggetti d’arte, tra cui le famose “pale”, 154 dipinti su tavola a forma di pala da fornaio nei quali sono raffigurati gli emblemi degli accademici. Il sito web dell’Accademia (www.accademiadellacrusca.it) è un magnifico portale interamente dedicato alla lingua italiana.
Quali sono le attività specifiche che l’Accademia sta sviluppando?
Oltre alle attività ordinarie, che consistono nella consulenza linguistica, nella biblioteca ricca di 150.000 volumi, nella gestione della ricchissima pagina web e delle risorse in essa contenute, dedicherò un cenno a tre progetti qualificanti che assorbiranno molte energie e risorse nel prossimo futuro. Per prima cosa, il Vocabolario dantesco. Con quest’opera, l’Accademia fedele alla sua più antica vocazione lessicografica, intende celebrare degnamente, nel contesto fiorentino, il prossimo settimo centenario della morte di Dante Alighieri (2021).
La Crusca progetta inoltre un ritorno alla lessicografia generale, per avviare il nuovo vocabolario dell’italiano moderno postunitario, applicando metodi adatti ai tempi, superando cioè lo spoglio degli autori “citati”, sostituiti ora da un corpus di riferimento.

Quali sono le novità nella lessicografia moderna?

Il primo passo sta nella costruzione di un grande “corpus dei corpora” per la sperimentazione di metodi e forme atte a costruire il nuovo edificio del Grande Vocabolario dell’italiano moderno e contemporaneo. Si procederà a un lavoro-pilota per la costruzione della scheda lessicografica nata dal vocabolario concepito come “rete” o “sistema” lessicografico. Si retrodateranno migliaia di parole, operazione tecnicamente semplice, ma non meccanica, a causa degli errori e delle caratteristiche della Rete e di Google (3000 retrodatazioni sono state già perfezionate nel progetto avviato in collaborazione con la casa editrice Zanichelli). Si tenterà anche la datazione delle accezioni delle singole unità lessicali su di un corpus selezionato per l’esperimento (non solo, dunque, la datazione della parola con unica data, come si è fatto generalmente fino ad ora nei lessici). Inoltre il “corpus dei corpora” permetterà di sperimentare un criterio statistico scientifico per gerarchizzare le ‘collocazioni’, elementi fondamentali nei vocabolari improntati a metodi moderni che ne devono prevedere una registrazione lessicografica più sistematica e organica di quella sinora praticata.

E quanto al rapporto con le altre lingue d’Europa?

Non posso non ricordare, in una sede come questa, attenta ai rapporti internazionali, il nostro progetto OIM (“Osservatorio degli Italianismi nel Mondo”), che ha come scopo una ricognizione sistematica degli italianismi presenti nelle altre lingue. Già è stato realizzato un portale web in cui, fra le altre cose, è confluita la versione elettronica del Dizionario di italianismi in francese, inglese e tedesco, diretto dall’accademico Harro Stammerjohann. Frattanto dal Progetto OIM è derivato un nuovo progetto limitato alle sole lingue europee e volto alla redazione di un “Atlante degli Europeismi Moderni” (AEM) da pubblicare in forma di volume e come banca dati digitale.
L’Accademia ha inoltre in programma l’inserimento nel Sito dei dati LINCI. Si tratta di una importante inchiesta sul linguaggio delle città italiane, sull’ “italiano regionale” nelle sue diversità locali. Inoltre stiamo concludendo il Vocabolario del fiorentino contemporaneo. Come si vede, i progetti dell’Accademia spaziano dalla realtà locale di Firenze al quadro europeo e mondiale della lingua italiana.

Vi occupate anche di educazione, di scuola? Avete rapporti con il territorio?

Certo. Molte iniziative vengono da noi condotte in accordo con MIUR, il ministero dell’istruzione, e anche con l’IPRASE di Trento, che ha speciali poteri in campo educativo in quella Provincia autonoma. Intratteniamo rapporti di collaborazione con Università italiane e straniere, sia attraverso l’attivazione di tirocini formativi, sia premi riservati a dottori di ricerca di università straniere, sia cofinanziamenti di dottorati di ricerca connessi all’attività dell’Accademia. Inoltre è stato avviato un progetto di formazione di giovani lessicografi la cui formazione nella fase iniziale si svolge in Accademia e successivamente presso il prestigioso LEI, che si stampa in Germania. Dal 2014 è stata avviata una collaborazione, destinata a proseguire e ad essere resa istituzionale con un accordo firmato tra le due parti, con la Scuola superiore di Magistratura. Ci occupiamo anche di italiano e musica, parola e suono, e abbiamo firmato un accordo con il Conservatorio Cherubini di Firenze.

Vi occupate anche del “nuovo italiano”?

Il Centro di Consulenza linguistica dell’italiano contemporaneo dell’Accademia, diretto da Paolo D’Achille, si occupa delle novità dell’italiano e rende pubblici i suoi pareri attraverso il web e attraverso il periodico a stampa «La Crusca per voi».
Di recente ha suscitato un certo interesse mediatico l’attività del gruppo “Incipit”, collegato all’Accademia. Tale gruppo è nato dopo un convegno svoltosi in Crusca nel febbraio 2015 sul tema della neologia e dei forestierismi nelle lingue romanze, non nel solo italiano. Il gruppo è costituito da Michele Cortelazzo, Paolo D’Achille, Valeria Della Valle, Jean-Luc Egger, Claudio Giovanardi, Claudio Marazzini, Alessio Petralli, Luca Serianni, Annamaria Testa. Incipit si occupa di esaminare e valutare neologismi e forestierismi ‘incipienti’, scelti tra quelli impiegati nel campo della vita civile e sociale, nella fase in cui si affacciano alla lingua italiana.
In conclusione, si può dire che tutti coloro i quali si interessano della lingua italiana trovano nell’Accademia e nelle sue attività un punto di riferimento importante, anzi direi assolutamente necessario.

Per avere informazioni sulla Giornata cliccare qui

Per visitare il sito dell'Accademia della Crusca cliccare qui

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