Martedì, 16 Settembre 2014
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Volume degli aiuti trasportati via aria dal WFP moltiplicato per 50 per rispondere alle diverse emergenze

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22 LUG: L’ondata di conflitti che ha caratterizzato la prima metà di quest’anno ha reso necessario moltiplicare per cinquanta – rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – le quantità di cibo salvavita e di altri beni di prima necessità trasportate via aerea a livello globale dal Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) per raggiungere le persone in stato di bisogno.

Più del 90 per cento delle forniture sono state destinate alla Repubblica Centrafricana, al Sud Sudan e alla Siria, dove il conflitto ha causato milioni di sfollati e tagliato fuori intere comunità. L’insicurezza, l’accesso umanitario limitato e le piogge, spesso, rendono impossibile trasportare cibo e altri beni di prima necessità via terra e via mare.

Da gennaio a giugno 2014, il settore aviazione del WFP ha consegnato circa 7.600 tonnellate di cibo e 1.189 tonnellate di attrezzature e beni di prima necessità in 21 paesi per conto del WFP e di altre organizzazioni umanitarie. La cifra totale di 8.789 tonnellate di carico è 56 volte maggiore di quella trasportata via aria durante lo stesso periodo di sei mesi del 2013, quando sono state consegnate 156 tonnellate.

“Affrontare emergenze simultanee in tre paesi – Repubblica Centrafricana, Sud Sudan e Siria – ha significato far ricorso a tutto il nostro expertise in luoghi difficili, mettendo in campo le nostre capacità di aumentare rapidamente il volume delle operazioni per consegnare rifornimenti salvavita a persone in disperato bisogno”, ha dichiarato Cesar Arroyo, Capo del settore aviazione del WFP, durante un incontro stampa a Ginevra. “Fortunatamente, i nostri donatori hanno sostenuto questo sforzo”.

Delle 8.789 tonnellate di carico totali, la quota maggiore, il 53 per cento, è stata trasportata in Sud Sudan, il 22 per cento in Repubblica Centrafricana e il 16 per cento in Siria.

Inoltre, a marzo 2014, il settore aviazione del WFP ha iniziato il lancio di cibo salvavita nelle zone inaccessibili del Sud Sudan, realizzando, fino a fine giugno, un totale di 236 lanci per sfamare 300.000 persone.

I ponti aerei vengono eseguiti quando i velivoli possono atterrare in modo sicuro per scaricare gli aiuti umanitari, tra cui cargo di materiali fragili come i farmaci; i lanci, invece, sono effettuati nelle comunità dove mancano strutture adeguate per l’atterraggio.

Il settore aviazione del WFP ha dovuto sopperire ad una carenza di mezzi per le operazioni aeree e alle drastiche variazioni nei costi per il noleggio dei charter durante le emergenze, così come ai vincoli burocratici e alle infrastrutture inadeguate per il carico e lo scarico dei cargo negli aereoporti di molti paesi.

Finanziamenti flessibili e tempestivi sono fondamentali per consentire al WFP di pre-posizionare il cibo con mezzi diversi da quelli aerei, soprattutto nelle zone ad alto rischio di calamità naturali o quando la stagione delle piogge rende inaccessibili le città e le comunità.

Tuttavia, i notevoli rischi per la sicurezza, l’accesso umanitario limitato a causa delle strade bloccate e la carenza di infrastrutture, unite ai saccheggi delle scorte alimentari rendono le consegne via aria operate dal settore aviazione del WFP l’unico modo efficace per raggiungere le persone in disperato bisogno durante le emergenze. 

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